lotta evasione fiscaleOggi, 31 ottobre 2013, è stato avviato il controllo dei conti correnti degli italiani per perseguire un unico obiettivo: rendere più pregnante la lotta agli evasori. Per fare ciò, è previsto l’obbligo in capo agli istituti di credito e agli intermediari finanziari di comunicare eventualmente i movimenti dei conti al fisco.

Questi saranno raccolti all’interno di una superanagrafe, una sezione dell’anagrafe tributaria all’occasione dedicata, tramite cui, poi, saranno reperiti i nomi dei possibili evasori fiscali. 

Ma, cosa s’intende per controllo dei conti correnti? La risposta è davvero semplice, anche se apparentemente la materia può risultare poco chiara o perfino ostile. Ebbene, ad essere comunicati al Fisco, e quindi con i movimenti relativi al conto, si vuole fare riferimento  al saldo iniziale e a quello finale  nonché ai dati che identificano il rapporto. Tra di questi figura il codice univoco che caratterizza il rapporto e che è connesso alla persona, fisica o non fisica, che ne dispone come anche ai procuratori e ai delegati.

Ancora, si vuole fare riferimento, nel caso in cui il rapporto fosse intestato a più di un soggetto, a tutti i cointestatari del rapporto e, infine, ai dati relativi agli importi dei movimenti complessivi. Questi devono essere divisi a seconda delle diverse tipologie di rapporto e, tra le altre cose, calcolati seguendo una base annuale.

Eseguire le comunicazioni in questione, comunque, spetta all’Agenzia delle Entrate.  Non a caso, quest’ultima ha predisposto sul proprio sito ufficiale la piattaforma cosiddetta SID che corrisponde a: Sistema di Interscambio flussi dati. Ebbene grazie a quest’ultima gli operatori finanziari possono comunicare direttamente con il Fisco.

Con questo provvedimento, dunque, s’introduce uno strumento di grande importanza in quanto costituisce un aiuto concreto allo Stato nella lotta contro chi evade le tasse. Questo perché mediante l’inserimento dei dati dei conti correnti nella su citata Superanagrafe, si ricaveranno i nomi di tutti gli evasori potenziali.

Più esattamente, i nominativi saranno raccolti all’interno di liste di soggetti appositamente selezionate che risultano avere delle anomalie in rispetto a quanto dichiarano e a quanto spendono.

In definitiva, si tratta di un provvedimento annunciato da tempo che, però, è sempre slittato a causa degli altri impegni portati avanti dal parlamento. Ad ogni modo, rappresenta un segnale molto chiaro: lo Stato s’impegna affinchè l’illegalità, presente tanto al sud quanto al nord, trovi una maggiore repressione e che la cultura di pagare le tasse  sia inculcata anche agli attuali evasori fiscali.