L’imposta sostitutiva per la rivalutazione del costo di acquisto di terreni e partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati ha subito un aumento dal 4 all’8 %, in seguito all’approvazione definitiva delle legge di Stabilità 2015.

Nel caso specifico, la Legge di Stabilità 2015 prevede una possibilità, tutta nuova, di rivalutazione di terreni tanto edificabili quanto destinati ad uso agricolo e partecipazioni societarie, qualificate e non, non quotate all’interno dei mercati soggetti a regolamentazione.

La loro detenzione deve essere alla data del 1° gennaio 2015 mentre il perfezionamento della loro rivalutazione deve avvenire entro il limite del 30 giugno 2015 mediante la presentazione della perizia nonché il versamento dell’imposta sostitutiva nella sua totalità o come prima rata di tre rate di natura annuale.

Nela caso in cui il contribuente si avvalesse della facoltà in esame, per effettuare la determinazione della plusvalenza, in presenza del costo d’acquisto o del valore dei terreni edificabili, si può assumere il valore attribuito loro dalla perizia giurata di stima, necessaria per il perfezionamento della rivalutazione, non prima del pagamento di un’imposta sostitutiva.

I costi affrontati per la relazione giurata di stima, se effettivamente sostenuti dal contribuente, possono essere portati in aumento del valore iniziale da assumere ai fini del calcolo della plusvalenza in quanto costituiscono costo connesso al bene. La perizia giurata di stima, come anche i dati dell’estensore, possono essere oggetto di richiesta da parte dell’Amministrazione finanziaria, per questo motivo, è condizione necessaria la loro conservazione.

Le variazioni apportate al testo definitivo hanno determinato una rivalutazione delle partecipazioni e dei terreni mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva nella misura del 4% del valore derivante dalla perizia, in caso di partecipazioni non qualificate; dell’8% del valore derivante dalla perizia, in caso di partecipazioni qualificate e di terreni. Il tutto, dunque, ha determinato un raddoppio delle percentuali dell’imposta sostitutiva.

È nella facoltà del contribuente di ricorrere alla riapertura dei termini anche per eseguire una rideterminazione al ribasso delle partecipazioni e dei terreni, rispetto a quella indicata all’interno delle rivalutazioni effettuate in passato; in siffatta ipotesi è predisposto il recupero del versamento dell’imposta, già versata.

Dal momento che con il raddoppio delle aliquote, nonostante la riduzione di valore, il contribuente sarà in ogni caso obbligato al versamento di un conguaglio, nel caso specifico, è bene svolgere nuovamente il calcolo di convenienza a meno che il valore delle partecipazioni o dei terreni si sia ridotto della metà e più.