Lavoro dipendente e libera professione: si può fare? Trattiamo in questo articolo il caso in cui un lavoratore dipendente decida di aprire una partita iva per svolgere la libera professione di ingegnere, architetto o più in generale un attività ove è prevista l’iscrizione ad un albo professionale.
Innanzitutto l’Inarcassa stabilisce che coloro che versano ad altre forme di previdenza (il lavoratore dipendente versa già i contributi all’Inps), non sono tenuti all’iscrizione all’Inarcassa e non sono obbligati al versamento dei contributi soggettivi. Sono però tenuti al versamento del contributo integrativo.

Come comportarsi dal punto di vista contributivo sui redditi conseguiti con partita iva? Bisogna iscriversi alla gestione separata oppure no?

Lavoro dipendente e libera professione

Qualche anno fa l’Inpslavoro dipendente e libera professione con la famosa operazione Poseidone avviò un attività di verifica in seguito alla quale molti liberi professionisti furono iscritti d’ufficio con la richiesta di ingenti somme da versare con tanto di sanzioni ed interessi.

La questione suscitò notevole scalpore finchè una storica sentenza del Giudice del Lavoro di Rieti stabilì che l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dell’Inps non vale per chi svolge attività soggette al versamento di contributi di qualsiasi natura presso una Cassa di previdenza dei professionisti. E’ ininfluente il fatto che si tratti del contributo soggettivo o integrativo.

Fu poi il decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito nella Legge 15 luglio 2011, n. 111, a chiarire definitivamente la questione, stabilendo che, quei soggetti che svolgono attività professionale, dovranno essere assoggettati al versamento di un contributo soggettivo minimo alla Cassa di appartenenza e saranno conseguentemente esentati dall’obbligo contributivo presso la Gestione separata.