bonus 80 euro busta pagaMediante la circolare n 8, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti relativi al cosiddetto bonus 80 euro. In particolare, il D.L. 66/2014 ha riconosciuto ai lavoratori dipendenti e ai redditi assimilati, un credito d’imposta che non supera i 640 euro. L’intervento normativo di cui sopra per ora vale solo per il 2014 e partirà il prossimo mese di maggio.

Tra i contratti per cui è riconosciuto il credito in questione vi sono quelli di lavoro dipendente e redditi assimilati, ossia: i compensi percepiti dai lavoratori che sono soci di cooperative; indennità e compensi riscossi dai lavoratori dipendenti a carico di terzi per incarichi portati a termine relativamente a tale qualità; somme corrisposte da chiunque a titolo di borsa di studio, premio o anche sussidio per studi o addestramenti professionali; redditi che derivano da rapporti di collaborazione coordinata e continuata nel tempo; remunerazioni dei sacerdoti; le prestazioni di natura pensionistica previste dal d.lgs. n. 124 del 1993; compensi derivanti da lavori socialmente utili svolti in ossequio a specifiche disposizioni.

Secondo quanto è possibile evincere dal testo, l’importo fisso sarà nella fascia compresa gli 8.000 e i 24.000 euro di reddito annuale. È previsto invece un meccanismo di décalage per coloro che percepiscono un reddito superiore ai 24.000 euro ma fino a 26.000 euro.

Il credito d’imposta sarà determinato direttamente dai sostituti di imposta che dovranno, tra l’altro, compiere anche le verifiche sulla spettanza o meno del credito e del conseguente importo tenendo conto del reddito previsionale e delle detrazioni. Questi dovranno essere riferite alle somme e ai valori che il sostituto corrisponderà nel corso dell’anno.

Questa mansione del sostituto di imposta fa sorgere in capo allo stesso una serie di adempimenti che ineriscono la determinazione dell’imposta lorda, tenendo conto solo del reddito di lavoro dipendente; le detrazioni, in ossequio all’art. 13, comma 1 del TUIR, considerando che il parametro di calcolo è il reddito complessivo. L’importo del credito va indicato all’interno del CUD 2015; quelli non versati, invece, nel modello 770.

In riferimento ai contribuenti che presentano remunerazioni erogate da un soggetto diverso dal sostituto di imposta, questi possono è richiedere il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2014, e, di conseguenza, adoperarlo sotto forma di rimborso in ossequio all’articolo 17 del d.lgs. del 9 luglio 1997, n. 241.

Per concludere, poi, la circolare n 8, chiarisce che le somme riscosse a tale titolo non sono imponibili, insieme alle relative addizionali tanto regionali quanto comunali. Di conseguenza, non rappresentando retribuzione per il percettore, i crediti non incidono in alcun modo ai fini del calcolo dell’imposta regionale relative alle attività produttive che i soggetti eroganti portano avanti.