Uno strumento contrattuale molto utilizzato in caso di assunzione di un nuovo dipendente in azienda è rappresentato dalla lettera d’impegno all’assunzione. In tale caso, infatti, si tende a formalizzare per iscritto la prossima stipula del contratto di lavoro tra nuovo dipendente e futuro datore di lavoro. Si tratta di una fase vincolante per le parti? E’ possibile non rispettare il successivo obbligo di assunzione in azienda?

Occorre distinguere la lettera d’impegno firmata solo da datore di lavoro da quella firmata da entrambe le parti. Mentre nel primo caso il lavoratore non è obbligato ad accettare l’offerta, nel secondo caso vi è un vero e proprio “negozio giuridico” che impegna entrambe le parti.

 

Lettera d’impegno all’assunzione: obblighi tra le parti

Una lettera d’intelettera-di-impegnonti all’assunzione è considerata come una fase vincolante alla successiva assunzione del dipendente in azienda e comporta una serie di obblighi sia per il datore di lavoro e sia per lo stesso dipendente. Ad esempio, il datore di lavoro, può richiedere un risarcimento nel caso di non impegno da parte del lavoratore ad occupare la mansione lavorativa nei tempi previsti e stabiliti. Questo soprattutto laddove siano state eseguite delle spese per l’inserimento del lavoratore in azienda come specifici corsi di formazione.

Lo stesso lavoratore può richiedere un risarcimento nel caso non venga assunto, laddove tale condizione comporti un danno per quest’ultimo. Potrebbe accadere, infatti, che il lavoratore abbia presentato delle dimissioni per il suo precedente posto di lavoro in virtù della promessa di assunzione stabilita con un accordo contrattuale.

Perchè la lettera d’impegno è vincolante? Che natura giuridica riveste?

Una lettera di impegno all’assunzione, è quindi vincolante per entrambe le parti, poichè del tutto analoga ad un contratto preliminare e soggetta ad una correttezza delle parti nell’esecuzione di quanto previsto al suo interno. Un contratto preliminare, infatti, prevede un obbligo tra le parti di dover stipulare in un successivo momento un contratto definitivo ed è regolato dall’articolo 1351 del codice civile e dall’articolo 2645 bis del codice civile (per le relative modalità di trascrizione).

Di conseguenza, il datore di lavoro è vincolato ad assumere successivamente il lavoratore in azienda con la stipula del contratto di lavoro, mentre il futuro dipendente ha il compito di presentarsi in azienda nel giorno previsto per l’assunzione. Il non rispetto di quanto concordato da parte di una sola delle due parti, inoltre, può comportare l’obbligo di un risarcimento ad un danno (per ripagare ad esempio dei costi di formazione per il datore di lavoro o delle dimissioni dal precedente posto di lavoro per il lavoratore).

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