nuova mediazioneLa Corte Costituzionale, attraverso lo studio delle diverse questioni emerse da sei ordinanze sollevate da quattro commissioni tributarie di provincia, quella di Perugia, Campobasso, Benevento e, infine, Ravenna, è giunta ad una ben precisa decisione.

In particolare, la Consulta sottolinea che, in caso di rapporti che non si sono esauriti e per i quali sarebbe ancora applicabile l’articolo 17-bis, comma 2, censurato nel testo di partenza, l’omissione, eventualmente apportata, della preliminare presentazione del reclamo continuerebbe a rimanere senza conseguenze di natura giuridica.

Ciò detto,  l’art. 17-bis novellato, stabilisce che non può più essere dichiarata l’inammissibilità, ma solamente l’improcedibilità dei ricorsi presentati in opposizione agli atti di accertamento e le iscrizioni a ruolo di valore non oltre i 20 mila euro la cui notifica risale a partire dal 3 marzo di quest’anno.

I giudici tributari saranno tenuti a rinviare l’udienza di trattazione in modo tale da permettere alle rispettive parti di sperimentare la procedura di reclamo o di mediazione, sanando il vizio nel quale sono caduti i contribuenti animati dalla troppa fretta d’iscrivere la causa a ruolo.

Sempre in ossequio all’articolo 17- bis del D.Lgs. 546/92, dopo la presentazione del reclamo è prevista la sospensione per legge della riscossione come anche del pagamento delle somme dovute in relazione all’atto impugnato.

In altre parole, il momento della riscossione rimane sospeso fino al termine dei novanta giorni dall’avvenuta notifica del reclamo. Così, il contribuente si vede garantito il diritto a non subire alcun pregiudizio di natura patrimoniale durante tutto il corso del procedimento amministrativo, dal momento che l’Ufficio non potrà dare avvio all’affidamento del carico a colui che concede la riscossione o ne comunicherà la sospensione. È in questo modo, dunque, che il legislatore ha risolto il problema relativo alla tutela cautelativa durante il procedimento amministrativo.

Oltre che su questa novità è possibile contare sull’applicabilità al procedimento di mediazione delle disposizioni sui termini di natura processuale e la rilevanza dello stesso procedimento anche per i contributi sia previdenziali che assistenziali la cui base imponibile è da ricondurre a quella prevista nel caso delle imposte sui redditi.

Si tratta, più esattamente, dei casi in cui la mediazione inerisce avvisi di accertamento o iscrizioni a ruolo, consequenziali la liquidazione o l’accertamento formale delle dichiarazioni.

Il contribuente, infine, sarà chiamato a pagare mediante il modello F24 le imposte oggetto di rideterminazione e i contributi di natura previdenziale il cui calcolo sia stato ripetuto in base al reddito soggetto a imposta, sempre rideterminato. Per ciò che concerne le somme dovute a titolo di contributi sia previdenziali che assistenziali, ad esse non vanno applicate né sanzioni né interessi.