L’Iri, la nuova Imposta sul Reddito Imprenditoriale, dovrebbe essere varata entro i prossimi dodici mesi.

Ma aldilà della nuova terminologia, vi sono svariati aspetti che meritano la nostra attenzione. Innanzitutto, l’assimilazione della nuova forma di tassazione dei redditi d’impresa all’Ires, estesa tra l’altro alle aliquote che dovranno essere applicate, anch’esse proporzionali.

Tuttavia, ciò che più lascia perplessi è la possibilità di dedurre i prelievi effettuati dai titolari, ma tra non molto sarà possibile dedurre dai redditi d’impresa le somme prelevate dall’imprenditore e dai soci. Tali importi, comunque, non diventeranno del tutto esenti da tasse, dal momento che sarà prevista la tassazione degli stessi in capo tanto ai soci quanto agli imprenditori.

Ad ogni modo, il sistema che verrebbe a crearsi è una separazione drastica tra tassazione dei redditi d’impresa e dei redditi della persona fisica. I redditi dell’impresa sarebbero peraltro sottoposti a tasse con un’aliquota proporzionale e non, dunque, progressiva, a favore di una tassazione globale più bassa.

Per ciò che concerne le finalità dell’intervento, innanzitutto, v’è la necessità di una maggiore equità, mediante l’individuazione di un’unica forma di tassazione, valida per qualsiasi attività; poi, tutti gli importi non prelevati dai soci o dall’imprenditore non verrebbero tassati in capo a questi ultimi: è ovvio come, in tal caso, sia favorita una maggiore capitalizzazione delle imprese. In altre parole questa misura andrebbe a porsi nell’ottica di una sorta di sviluppo della disciplina ACE.

Invero, il motivo più importante inerisce la corrispondenza delle forme di tassazione che riguardano i redditi di lavoro autonomo come quelle di lavoro dipendente, cosicché, le somme riscosse dall’imprenditore destinate ai bisogni di natura familiare sarebbero oggetto di tassazione anche in capo allo stesso. In questo modo si garantirebbe una tassazione analoga a quella prevista per il lavoro dipendente, con l’inserimento di elementi di equità orizzontale IRPEF per ciascun tipo di lavoro.

Per i contribuenti di minori dimensioni, poi, è prevista l’istituzione di regimi semplificati basati su un’unica forma di imposizione sul reddito. Di conseguenza, potrebbero essere istituiti dei regimi che prevedano il pagamento forfetario di un’unica imposta per sostituire  le cifre dovute, a patto che vi sia l’invarianza dell’importo globale dovuto, con eventuali diversificazioni a seconda del settore economico e della natura di attività esercitata.

In conclusione, potrebbe avvenire anche l’introduzione di ulteriori misure di premialità in materia di nuove attività produttive. Questo, in altre parole, in base a quanto già previsto dalla normativa al momento in vigore.

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