rimborso contributi inpgiPer il mese di ottobre sono previsti assegni previdenziali molto più pesanti. La notizia riguarda ben 800 pensionati Inpgi e, verso la metà di ottobre, sarà restituita la terza e ultima tranche in riferimento alle trattenute che sono state effettuate sulle pensioni a titolo di contributo di perequazione nell’anno 2012. Per rendere possibile tutto ciò l’amministrazione dello Stato a ristorato l’Inpgi con tutte le somme che gli sono state versate a titolo di contributo di perequazione che è stato applicato a tutte le pensioni che ammontano a più di 90.000 euro all’anno.

C’è da dire che comunque aveva anticipato ai giornalisti interessati, attingendo dalle proprie casse, tutti gli importi inerenti al periodo agosto- dicembre 2011 e al periodo di gennaio-giungo 2013. In ogni caso comunque l’Inpgi ha fatto sapere che il contributo di solidarietà, introdotto dalla legge di Stabilità 2014 per le pensioni superiori a 91.250 euro all’anno, resterà in vigore per il triennio 2014-2016 senza natura tributaria e con delle finalità puramente assistenziali.

Introdotto dalla manovra estiva del 2011, il contributo di solidarietà era rivolto a tutte le pensioni degli ex dipendenti pubblici che sono titolari di un importo pensionistico non inferiore ai 90 mila euro. Nello specifico il valore del contributo di solidarietà subiva un cambiamento ogni volta che si riferiva a un trattamento pensionistico che era compreso tra i 90 mila euro fino ad arrivare ai 150 mila euro all’anno. Nel primo caso il valore del contributo era del  5% mentre, nel secondo caso, il valore ammontava al 10%. Bisogna ricordare inoltre che il ticket doveva essere versato ogni mese, dal primo agosto 2011 al 31 dicembre 2014 (per un periodo di tempo pari a tre anni e mezzo).

E’ utile far prendere che il giudizio di incostituzionalità del contributo di perequazione sui trattamenti pensionistici è stato accettato dalla Corte dei conti, regione Lazio e Campania, tenendo conto di un ragionamento simile che è stato fatto in occasione della pronuncia n.241/2012. Durante la pronuncia infatti non si era conclusa la sentenza con una dichiarazione di illegittimità solo per un vizio nel ricorso. Il motivo principale dell’illegittimità è che il ticket ha una natura tributaria “in quanto costituisce prelievo analogo a quello effettuato sul trattamento economico complessivo dei dipendenti pubblici”. In poche parole non può essere rispettato il principio di uguaglianza poiché il ticket si applica soltanto ai pensionati pubblici. Proprio per questa discriminazione è stata dichiarata l’incostituzionalità della norma.