A breve l’agenzia delle Entrate pubblicherà sul proprio sito internet le prime bozze relative alla modulistica degli indicatori di affidabilità fiscale (Isa), il nuovo strumento che prenderà il posto, già dal periodo d’imposta 2017, agli studi di settore.

Indicatori di affidabilità fiscale: novità

indicatori di affidabilità fiscaleDall’esame delle prime bozze si scorge la decisa riduzione delle notizie extracontabili richieste rispetto ai precedenti studi di settore.

Per quanto riguarda invece i dati contabili (quadri F e G) le informazioni necessarie alla compilazione rimangono pressoché le stesse con qualche lieve modifica di forma.

L’adeguamento, ancora possibile in dichiarazione anche negli Isa, non si chiamerà più così, ma andrà sotto il nome di «ulteriori componenti positivi per migliorare il profilo di affidabilità fiscale », il cui effetto però si ritiene che possa essere simile a quello previsto negli studi di settore, con lo scopo di adeguare su base volontaria il reddito dichiarato dal contribuente al fine di migliorare la propria valutazione di affidabilità fiscale agli occhi del fisco.

Nessuna previsione, invece, in ordine al possibile funzionamento pratico del nuovo modello statistico che sarà alla base del calcolo degli Isa. Al buio rimane anche l’analisi di come potranno essere assorbite dagli Isa le novità per i semplificati con il nuovo regime di cassa in vigore dal 1° gennaio 2017, con, fra le altre, la scomparsa delle rimanenze finali dal calcolo del reddito imponibile.

Al momento le informazioni previste nel quadro F in bozza, sono le stesse sia per le ditte in contabilità ordinarie che per quelle in semplificata il che potrebbe anche lasciare presagire che il dato inerente la valorizzazione delle rimanenze finali sarà richiesto anche ai semplificati per cassa.

Infine per i professionisti rimane la struttura tipica con la suddivisione per la tipologia di incarico, lasciando immaginare che anche negli Isa, come per gli studi, per buona parte delle attività rimanga il monitoraggio per tipologia di pratica.

Indicatori di affidabilità fiscale: modulistica

Ad oggi risultano pubblicati 47 Isa in bozza dei 70 che inizialmente erano stati previsti per il 2017 (gli altri 70 saranno pronti dal periodo d’imposta 2018). Nei prossimi giorni quando saranno terminati gli ultimi appuntamenti con le varie associazioni di categoria, verranno completati anche i 23 mancanti di quest’anno, così da poter procedere con l’approvazione definitiva, come programmato, entro il 31 dicembre prossimo.

Sul sito sono presenti i primi prototipi per le singole attività d’impresa e professionali, suddivisi a seconda del codice di attività Ateco, con i dati extracontabili necessari alla compilazione dei nuovi modelli, nonché i quadri contabili (F e G) uguali per tutti.

La struttura degli Isa ricalca, in buona sostanza, almeno nella forma quella degli studi di settore, perché si caratterizza per la presenza di un frontespizio, dove vengono indicati il codice attività,
e le informazioni necessarie ad individuare le cosiddette «imprese multiattività». Nel quadro A è prevista l’indicazione del personale addetto, ivi compresi i soci amministratori e non, con la richiesta del numero e della percentuale di lavoro prestato. Nel quadro B va segnalato il numero e il luogo di ubicazione della o delle unità locali. Completano il modello il quadro C con l’indicazione degli elementi specifici dell’attività, con dettagliata informazione della tipologia dell’offerta e il quadro D dedicato all’indicazione del numero dei principali beni strumentali utilizzati dall’impresa. Il quadro E sarà invece dedicato alla raccolta delle informazioni per la revisione dei modelli, che stando al contenuto del comma 2 dell’articolo 9 bis del Dl 50/2017 avverrà ogni due anni.