La lotta all’evasione fiscale si avvale di un altro strumento, la Cassazione ha infatti annunciato poche settimane fa (  Cass. sent. n. 22514 del 2.10.2013. Art. 32 del Dpr 600/73)  che tutti i contribuenti possono essere sottoposti a controlli mediante le indagini bancarie, senza più limitazioni alle imprese e ai professionisti, ma estesi anche ai privati cittadini che non sono titolari di partita Iva.

In pratica significa che la Finanza potrà controllare e chiedere spiegazioni ad ogni italiano per tutte le operazioni eseguite sul proprio conto corrente, prelievi e versamenti. I chiarimenti in merito alle proprie finanze e ai conseguenti movimenti bancari dovranno essere forniti per tempo e in modo esauriente se non si vuole incorrere in un avviso di accertamento.

Di fatto ora anche i privati possono essere monitorati costantemente, attraverso tutti i dati attinenti ai conti correnti di ogni cittadino, che verranno utilizzati per  rettifiche e accertamenti fiscali se il contribuente non sarà in grado di dimostrare che li ha regolarmente dichiarati e in modo corretto e veritiero.

Dovrà quindi diventare abitudine di ogni cittadino italiano giustificare tutti i prelievi e i versamenti bancari se non si vuole incorrere negli accertamenti della Finanza; conservando inoltre ricevute e documenti utili ai chiarimenti, richiesti anche a distanza di mesi o anni.

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