L’Europa pensa anche a tutti i professionisti, tenendo conto del loro contributo che essi danno allo sviluppo e nella creazione di occupazione. Nello specifico, l’Europa ha stanziato dei fondi comunitari che permetteranno di ottenere delle agevolazioni fiscali, avendo facilmente accesso al credito e a eventuali semplificazione burocratiche. Nei prossimi mesi, poi, prenderanno anche forma i contenuti dell’Action Plan su tutte le libere professioni.

L’Action Plan definirà tutte le modalità di erogazione dei fondi comunitari ai professionisti per il periodo che intercorre tra il 2014 e il 2020. Insomma la crisi si fa sentire anche tra i professionisti: basti pensare che l’indagine fatta dall’Acri in stretta collaborazione con l’Ipsos ha individuato che, tra tutti quelli che hanno avuto maggiori difficoltà rispetto al passato, ci sarebbero professionisti, dirigenti, manager e imprenditori.

In particolare, il 24% di questi lavori ha subito un netto peggioramento rispetto al passato mentre è riuscito a migliorare la propria situazione sono l’1%. C’è da dire che comunque anche adesso i professionisti possono ricorrere ai fondi europei così come le Pmi. Nonostante ciò, i suddetti fondi sono stati studiati alla base delle esigenze delle proprie piccole e medie imprese, effettivamente diverse da quelle dei professionisti. Proprio per questo, si sta pensando anche a un’imminente elaborazione di un bando rivolto solo ai professionisti.

La concentrazione degli operatori si sofferma soprattutto su un accesso al credito molto più semplice, anche se le misure devono essere prese in riferimento alle esigenze dei professionisti di diversi Paesi. Le esigenze che sono state espresse variano dal microcredito a veri canali di finanziamento per poter approdare su tutte le misure per la formazione. Per quanto riguarda il microcredito è importante individuare la possibilità che le Casse professionali e i consorzi fidi dei professionisti siano accreditati come intermediari finanziari, affinché si garantiscano i finanziamenti dei professionisti, servendosi dei fondi europei. In ogni caso è nota la difficoltà che si ha nell’accesso al credito per i piccoli professionisti, specialmente per quelli più giovani che non sono in grado di presentare una busta paga. In questo modo, le Casse avranno un luogo centrale: ci sarà una continua attenzione nel corso di tutta la vita professionale dell’iscritto con degli interventi in sede di richieste di finanziamento. Tutti i professionisti non devono ritenersi in attesa delle fonti comunitarie perché, da molti anni, le amministrazioni regionali si sono mosse con delle apposite misure attuate proprio per rispondere anche a tutte le loro esigenze.