Abbiamo parlato più volte del minimo di 12 euro dell’IMU. Ma, viste le numerose domande che ci arrivano, forse il concetto non è ancora chiaro a tutti. E vista anche l’imminente scadenza per il versamento dell’acconto IMU, meglio riepilogare il funzionamento e la normativa.

Cominciamo col dire che l’IMU deve essere versata solo se il suo ammontare complessivo risulta superiore all’importo stabilito dal Comune (nel rispetto dei principi di cui all’art. 25 della L. 27 dicembre 2002 n. 289 – recante “pagamento e riscossione di somme di modesto ammontare”).

Nel caso il Comune non vi abbia provveduto, si applica la disciplina prevista dall’art. 25 comma 4 della L. 289/2002, che stabilisce a 12 euro l’importo minimo dell’imposta complessivamente dovuta, al di sotto del quale l’IMU non è dovuta.

Infine, che nel caso in cui non sia dovuta alcuna imposta (ad esempio, se per l’abitazione principale l’IMU si riduce a zero per effetto della detrazione di 200 euro) non è necessario compilare e presentare il modello F24.

Ricordiamo infine cosa dice la normativa in merito all’arrotondamento.

Per l’IMU, l’importo da pagare deve essere arrotondato all’unità di euro: per difetto, se la frazione è inferiore o uguale a 49 centesimi, per eccesso, se la frazione è superiore a 49 centesimi.