In molti ci hanno scritto o lasciato commenti in merito all’omesso versamento dell’acconto IMU, chiedendoci: come risolvere in questi casi? Vediamo di capirlo…

Prima una premessa: l’Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 35 del 12 aprile 2012 ha specificato che “non sono stati istituiti codici tributo specifici dal utilizzare per pagare la sanzione ridotta e gli interessi” e questi vanno, quindi, sommati e versati assieme all’imposta.

Spieghiamo meglio e facciamo un esempio.

I contribuenti che non hanno pagato l’acconto IMU possono rimediare fruendo del ravvedimento operoso il quale può essere messo in atto secondo tre tempistiche: brevissima (entro il 14° giorno), breve (entro il 30° giorno), lunga (entro un anno).

Per il ravvedimento è necessario utilizzare il modello F24. Per il versamento – come detto – non sono stati istituiti dei codici tributo. Questo (interessi + sanzioni) deve essere sommato all’imposta dovuta e versato con un unico codice tributo (quello dell’imposta, appunto).

Supponiamo che un contribuente debba pagare 400 euro (200 per il Comune e 200 per lo Stato) e che il versamento venga effettuato il 29 giugno. La sanzione sarà del 2,2% (1/10 di 22%) quindi 4,4 euro (2,2% di 200), mentre gli interessi – al tasso del 2,5% – saranno 0,15 euro. Questi importi si andranno a sommare ai 200 euro, per un totale di 204,55 euro, che – arrotondati – daranno un importo totale di 205.

Una volta calcolato l’importo, questo dovrà essere indicato nell’apposito rigo con il codice tributo 3918 (IMU – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – COMUNE), mentre i 205 euro dovuti allo Stato dovranno essere indicati in un altro rigo con il codice tributo 3919 (IMU – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – STATO).