Il caso di oggi è questo. I genitori abitano in un appartamento dove risiedono regolarmente. Il figlio, invece, è in un’altra casa, in cui ha la residenza. Casa, però, che è affittata ad altri con regolamentare contratto.

La prima domanda: i genitori possono usufruire della detrazione IMU per il figlio? La risposta è no.

La seconda domanda: il figlio può usufruire della detrazione IMU di 200 euro per l’abitazione principale? La risposta è anche questa volta no.

Perché? Vediamolo…

Tutto nasce dalla normativa sull’IMU che definisce il concetto di abitazione principale: “l’immobile iscritto o iscrivibile nel Catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente (art. 12 c. 2 D.L. 201/2011)”.

La definizione di abitazione principale, quindi, viene subordinata alla residenza e alla dimora. Ecco perché, nel caso in oggetto, non è possibile né detrarre 200 euro sull’appartamento del figlio (in quanto la casa posseduta è affittata e, quindi, si applica l’aliquota ordinaria), né della detrazione di 50 euro, in quanto il figlio non è residente nell’appartamento dei genitori.