Nel marasma dell’IMU, forse siamo giunti ad una conclusione definitiva. Anche se, a diver il vero, si dovrà attendere fino al 10 dicembre per conoscere con certezza dell’importo dovuto. Tuttavia, le regole per il versamento dell’acconto IMU sono chiare. Proviamo a riassumerle.

Partiamo col dire che è stata confermata l’applicazione delle aliquote base per l’acconto 2012 e la possibilità di rateazione dell’importo dovuto in due o tre rate.

Secondo quanto stabilito, tutti i proprietari di fabbricati, entro il 16 giugno, verseranno il 50 per cento dell’IMU ed entro il16 dicembre l’altro 50 per cento. Per l’abitazione principale, tuttavia, è possibile allungare la rateazione a tre rate: 16 giugno (33%); 16 settembre (altro 33%); 16 dicembre (34%).

Per l’acconto IMU si applicano le aliquote base introdotte dalla norma, lasciando ai Comuni la possibilità di stabilire quelle definitive per dicembre. Ma quali solo le aliquote base dell’IMU? Vediamole.

L’aliquota ordinaria è lo 0,76% e il Comune può deliberare un aumento o una diminuzione fino allo 0,3%. Ma può anche ordinare una riduzione fino allo 0,4% per gli immobili (non produttivi di reddito fondiario, ex art. 43, TUIR).

L’aliquota ridotta dell’IMU, invece, è dello 0,4% per l’abitazione principale e le relative pertinenze. Anche qui il Comune può aumentare o diminuire fino al 0,2%. Mentre è dello 0,2% per i fabbricati rurali ad uso strumentale (ex art. 9, comma 3-bis, D.L. n. 557/93 – il Comune può diminuire fino allo 0,1%).

Nota bene. “Nel caso in cui i Comuni abbiano già deliberato delle aliquote diverse, sono comunque applicabili quelle “base” (per l’acconto se vengono scelte 2 rate e per i primi due versamenti se vengono scelte tre rate). A dicembre verrà effettuato il calcolo del conguaglio sulla base di quelle effettivamente previste dai Comuni“.

Per il pagamento dell’IMU andrà compilato il modello F24, indicando un codice tributo per la quota IMU destinata allo Stato e un altro codice tributo per la quota IMU destinata al Comune. E questo complica un po’ le cose… Ne avevamo già parlato in questo articolo dal titolo “Esempio calcolo IMU e specifica tra IMU per il Comune e IMU per lo Stato“. Tuttavia, è bene ricordare che il gettito IMU, derivante dall’abitazione principale, nonché dei fabbricati rurali strumentali, è destinato al Comune, mentre quello derivante dagli altri immobili spetta per metà allo Stato. E che le detrazioni per l’abitazione principale (200 euro) e per i figli (di 50 euro per ogni figlio con età inferiore a 26 anni), non sono applicabili alla quota riservata allo Stato.

Di seguito trovate i codici tributo

  • 3912 – IMU – imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze – articolo 13, c. 7, d.l. 201/2011 – COMUNE;
  • 3913 – IMU – imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE;
  • 3914 – IMU – imposta municipale propria per i terreni – COMUNE;
  • 3915 – IMU – imposta municipale propria per i terreni – STATO;
  • 3916 – IMU – imposta municipale propria per le aree fabbricabili – COMUNE;
  • 3917 – IMU – imposta municipale propria per le aree fabbricabili – STATO;
  • 3918 – IMU – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – COMUNE;
  • 3919 – IMU – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – STATO;
  • 3923 – IMU – imposta municipale propria – INTERESSI DA ACCERTAMENTO – COMUNE;
  • 3924 – IMU – imposta municipale propria – SANZIONI DA ACCERTAMENTO – COMUNE.