La vendita online di prodotti tramite dropshipping, ha subito negli ultimi anni un forte sviluppo. In questo articolo cercherò di soffermarmi su alcuni aspetti fiscali che è bene conoscere prima di importare dalla Cina e vendere questi prodotti sui nostri negozi online. Vediamo quali sono le tasse che si pagano

Importare dalla Cina: il pagamento dei dazi doganali

importare-dalla-cinaDiciamo subito che ai fini IVA vige il cosiddetto principio di tassazione “a destino”; ciò vuol dire che l’imposta si applica “sulle importazioni da chiunque effettuate”, di beni che provengono da paesi ExtraUe (per esempio acquisti dalla Cina) e che non siano già immessi in libera pratica in un altro Paese membro della Comunità europea. In questo ultimo caso si tratterebbe di un acquisto intracomunitario.

Supponiamo che un’impresa italiana importi dei beni da un fornitore ExtraUE. L’azienda italiana è tenuta al pagamento dell’IVA e dei dazi doganali al momento del cosiddetto sdoganamento in dogana. Il documento fiscale che documenta l’operazione è la bolla doganale, dal quale risultano i dazi e l’iva da versare in Dogana.
Il dazio doganale viene determinato applicando una percentuale sul cosiddetto “valore in dogana”; esso varia in base alla tipologia di prodotto importato. Per maggiori informazioni si può consultare la Tariffa Integrata Comunitaria (TARIC).

Facciamo un esempio anche per capire come si calcola l’IVA da versare. Ipotizziamo un’impresa italiana con sede a Milano che acquista beni da un fornitore cinese per un totale di 5.000 euro. Ipotizziamo inoltre che:
• la merce sia soggetta ad un dazio del 10%
• le spese di trasporto, assicurazione ecc., dalla Cina fino al confine italiano ammontano a € 500,00
• le spese di trasporto dal confine italiano a Milano ammontano a € 400,00
La liquidazione dei diritti nella bolla doganale di importazione viene effettuata come segue:
Dazio
– Fattura merce € 5.000,00.
– Spese trasporto, assic. tratta fuori UE: € 500,00.
– Imponibile dazio: € 5.500,00.
– Dazio 10%: € 550,00.
IVA
– Fattura merce € 5.000,00.
– Spese trasporto: € 900,00
– Dazio: € 550,00.
– Imponibile IVA: € 5.900,00.
– IVA 22%: € 1.298,00.

L’impresa italiana riceve dalla dogana la bolla doganale con la liquidazione di quanto pagato e provvede a registrarla a norma di legge. Ai fini della detrazione IVA è fondamentale essere in possesso della bolla doganale. Il costo invece è documentato dalla fattura emessa dal fornitore ExtraUE.

Come vendere online i prodotti acquistati dalla Cina

Se hai intenzione di acquistare beni dalla Cina per rivenderli online e vuoi sapere quali sono gli adempimenti fiscali per essere in regola con il fisco ti invito a leggere il mio articolo:

e-commerce adempimenti fiscali

Mancato pagamento dazi doganali, chi è responsabile?

E’ responsabile del mancato pagamento dei dazi doganali non solo l’impresa extracomunitaria ma anche l’operatore italiano che vende in dropshipping. E’ questo il principio fondamentale desunto dalla sentenza della Corte di Giustizia del 17 novembre scorso, causa C-454/10.

La vicenda – Nel caso di specie, mediante il portale eBay, un’azienda cinese vende dei beni originari del Sol Levante, tramite un intermediario tedesco. Quest’ultimo conclude il contratto di compravendita, incassa il prezzo della merce venduta e fornisce le coordinate postali all’azienda cinese, che provvede direttamente alla spedizione dei beni oggetto della vendita on line.

Dazi doganali – Se non si dubita sulla responsabilità dell’azienda cinese per il mancato assolvimento delle obbligazioni doganali, maggiori sono le perplessità invece in merito alla possibilità di configurare anche a carico dell’intermediario, che di fatto non ha spedito la merce, la responsabilità per mancato assolvimento dei dazi doganali, perché questi era comunque a conoscenza dell’irregolare introduzione nel territorio comunitario della merce proveniente dalla Cina.

Debitore in dogana – La Corte di Giustizia, adita del caso in questione, specifica come debitore in dogana debba intendersi sia quel soggetto che materialmente introduce le merci senza dichiararle, sia quel soggetto che acquista o detiene tali merci dopo la loro introduzione. Quindi sia chi vende, sia chi acquista la merce on line.
Ma nel caso di specie, aggiunge la Corte che, debitore in dogana, è anche chi partecipa alle operazioni di irregolare introduzione di queste merci, senza pagare i dazi doganali. Quindi anche chi è a conoscenza o doveva essere a conoscenza, secondo la normale diligenza, che l’introduzione di merci extracomunitarie nel territorio comunitario era irregolare.

Intermediario – Dunque, debitori in dogana sono non solo chi vende e chi acquista beni in questo senso, ma anche chi funge da intermediario, conclude il contratto di compravendita, incassa il prezzo e non spedisce materialmente il bene, proprio perché è consapevole che tale spedizione si qualifica come irregolare introduzione nella Comunità europea.

Se hai bisogno di una consulenza più approfondita contattami.

Share →

7 Responses to Importare dalla cina con partita iva, dazi doganali e adempimenti fiscali

  1. fabio scrive:

    Buonasera,

    sono in regime dei minimi e vorrei effettuare dropship usando prodotti di venditori che sono in Cina, rivendendoli in tutto il mondo.
    Venderei solo prodotti sotto i €20 per cui non si presenterà il problema delle tasse doganali ma vorrei chiedervi:

    – Posso vendere in tutto il mondo, in area UE e extra UE o le vendite in dropship in area extra UE sono comunque considerate esportazioni di beni che non sono concesse col regime dei minimi?

    Grazie in anticipo per la risposta.

    • Cristian Marra scrive:

      Buonasera Fabio
      sono comunque considerate esportazioni e se effettuate sono causa di uscita dal regime dei minimi.

  2. Davide scrive:

    Buonasera
    una fattura acquisto di beni dalla Cina come la registro?

    • Cristian Marra scrive:

      La fattura cinese per acquisto beni non è registrabile ai fini IVA in Italia. Il documento da numerare e registrare è la bolla doganale. La fattura estera in questo caso vale solo come liquidazione del costo al cambio del giorno, mentre l’imponibile IVA è il valore dichiarato in dogana con i vari accessori di spesa.

  3. Sara scrive:

    Buongiorno
    Io sono un’artigiana e vorrei importare dalla Cina modeste quantità (dal valore dai 20 ai 150€ massimo per ogni invio) di materiale che andrà a far parte del mio prodotto finito (catene per collane, ciondolini di bigiotteria e simili), nella pratica cosa devo fare? Devo solo ordinare (via posta aerea o corriere) al fornitore e richiedere la fattura? Poi in dogana? Devo solo aspettare che mi venga consegnato il pacco con relativa bolla doganale con iva da versare?
    Io sono nel regime forfettario…

    Grazie!

    • Cristian Marra scrive:

      Buonasera Sara,
      deve ovviamente richiedere la fattura al fornitore cinese, mentre in dogana pagherà i dazi e l’iva, il tutto documentato dalla bolletta doganale. Se il valore dell’oggetto importato è inferiore a 22 euro non paga nè dazi nè iva; da € 22,01 fino a € 150,00 paga solo l’iva e le spese di sdoganamento mentre se il valore dei beni importati supera 150 euro sarà tenuta al pagamento sia dei dazi che dell’iva. Spero di esserle stata d’aiuto. Saluti

      • Sara scrive:

        La ringrazio moltissimo per la rispsta! Sì mi è stato di grande aiuto. Un ultimo dubbio: Quindi per valore inferiore a 22€ devo solo chiedere al fornitore cinese di accludere la fattura? Devo comunicare a loro la mia partita iva ecc?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi approfondimenti pubblicati nel blog

TROVA-FINANZIAMENTI

RICHIEDI INFORMAZIONI

RICHIEDI INFORMAZIONI

Inserire il codice di sicurezza
captcha
Accetto la politica privacy