ravvedimento-operoso-circolare-agenzia-entrateCon una recente circolare sul ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con preziosi chiarimenti circa l’istituto introdotto dalla legge di stabilità per regolarizzare la posizione fiscale del contribuente.

I contenuti della circolare n. 23/E per il ravvedimento operoso

La circolare n.23/E del 09 giugno 2015 pubblicata sul portale dell’Agenzia delle Entrate nella sezione provvedimenti, circolari e risoluzioni, interviene sull’istituto del ravvedimento operoso contenuto nell’articolo 13 del decreto legislativo .472/1997 e sulle modifiche introdotte dalla Legge di stabilità del 2015.

L’obiettivo, è quello di garantire una maggiore semplificazione del profilo fiscale dei contribuenti italiani e per evitare il ricorso al contenzioso tributario, con la possibilità di poter accedere a delle tempistiche maggiori per regolarizzare delle violazioni in termini di pagamenti dei tributi.

Se in passato con una violazione dal punto di vista dei tributi, poteva essere attivata la procedura del ravvedimento operoso solo in definite circostanze, ed in particolare “ entro il termine per la presentazione della dichiarazione fiscale nell’anno in cui tale violazione è commessa”, con le modifiche introdotte dalla legge di stabilità, sarà possibile intervenire per un tempo maggiore e soprattutto entro la scadenza dei termini di accertamento.

Le misure di riduzione della sanzione previste dalla circolare n.23/E

La circolare n.23/E del 09 giugno 2015 dell’Agenzia delle Entrate, interviene inoltre anche nell’ offrire al contribuente degli utili chiarimenti circa la possibilità di adottare delle misure di riduzione della sanzione, stabilendo quattro possibilità:

  • Riduzione di un nono del minimo, se la regolarizzazione dell’errore commesso è eseguita dal contribuente entro il novantesimo giorno successivo al termine previsto per la presentazione della dichiarazione fiscale.
  • Riduzione di un settimo del minimo, se la regolarizzazione dell’errore commesso è eseguita dal contribuente entro il termine previsto per la presentazione della nuova dichiarazione fiscale (ossia l’anno successivo).
  • Riduzione di un sesto del minimo, se la regolarizzazione dell’errore commesso è eseguita dal contribuente oltre il termine previsto per la presentazione della dichiarazione fiscale dell’anno successivo a quello in corso (e nel quale era stata commessa la violazione).
  • Riduzione di un quinto del minimo, se la regolarizzazione dell’errore commesso è eseguita dal contribuente dopo la constatazione della violazione commessa.

Le nuove regole sul ravvedimento operoso valide dal primo Gennaio 2015

In definitiva a partire dal primo Gennaio 2015 valgono nuove regole per l’istituto del ravvedimento operoso e in relazione all’ambito di applicazione dello stesso, che potrà avvenire per adempire ai versamenti delle imposte fiscali come Irpef e Ires in sede di dichiarazione fiscale.

E con la possibilità di applicazione di una sanzione ridotta ad 1/9 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro 90 giorni dalla scadenza dei pagamenti. Casi invece più specifici nel caso di tempistiche maggiori, per provvedere all’errore commesso.

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