Il Decreto legge sulla crescita prevede anche il ritorno dell’anatocismo, ovvero l’opportunità per le banche di applicare interessi sugli interessi, ma a quanto pare è destinato a cadere in Parlamento. La regola citata è contenuta nell’articolo 31 del decreto 91/2014 dove si legge che il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio ha stabilito criteri e modalità per la produzione di interessi sugli interessi maturati, con una periodicità di minimo un anno, in operazioni finanziarie e bancarie come mutui e finanziamenti.

Con questo nuovo provvedimento le banche potrebbe tornare ad applicare interessi anatocistici ma solo per una volta all’anno. L’allarme è stato annunciato tramite un post su Facebook da Giorgia Meloni. La presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale ha chiamato in causa Renzi definendo questo provvedimento un vero e proprio regalo alle banche. A scendere in campo per la maggioranza è stato Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e autore di una proposta di legge fatta per cancellare l’anatocismo, scopo immesso successivamente in un emendamento presente nella legge di stabilità. Ecco le parole di Boccia in merito al possibile ritorno dell’anatocismo: «La volontà politica del Pd è a prova di bomba e chi ha infilato quella polpetta avvelenata ne risponderà. Se nel governo o negli apparati burocratici qualcuno ha sbagliato ci sarà tutto il tempo per accertarne le responsabilità».

La presa in carica della possibilità di riportare l’anatocismo sarebbe stato causato da qualche problema interpretativo per quanto riguarda l’intervento immesso in Parlamento nella legge di stabilità. La nuova regola aveva come scopo di stabilire modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni bancarie, chiarendo che gli interessi non poteva produrre ulteriori interessi. Secondo alcuni interpreti, la norma è formulata in modo che non ci sia una distinzione tra quote di capitale e quelle che sono state prodotte dalla capitalizzazione di interessi dando vita così a un divieto generalizzato. A dire il vero, l’applicazione di interessi non è prevista solo sul capitale originario ma anche sugli interessi che nel tempo il capitale stesso produce: soltanto in questo caso infatti scatta l’anatocismo e il comma 629 voleva evitare proprio questo. Il Parlamento, a questo punto, dovrà occuparsi del problema senza arrecare danni ai clienti bancari. Secondo una clausola comunque la nuova periodicità sarebbe stata applicata solo due mesi dopo che l’entrata in vigore del provvedimento. In questo modo il Parlamento potrà intervenire senza una confusa sovrapposizione  di regole.