Buongiorno, ho un sito che monetizzo con banner pubblicitari (Google adsense, Amazon, JuiceADV…). Ho entrate annuali inferiori ad € 5.000. Il mio quesito è se sono obbligato ad iscrivermi alla sezione commercianti Inps e pagare i contributi fissi? Grazie dell’attenzione.

Contributi previdenziali partita iva

Quella che vedete è una delle i-contributi-inps-sono-obbligatoriprime domande che mi viene posta da chi mi contatta per aprire la partita iva. I contributi inps rappresentato spesso un ostacolo insormontabile per chi intende avviare una piccola attività. Si pensi a tutte quelle attività legate al web, come quella descritta dal nostro utente, o ad un attività di commercio elettronico. Essendo queste attività commerciali, il titolare dovrà obbligatoriamente iscriversi all’Inps e versare i relativi contributi fissi, attualmente di circa 3.300 euro annui, importo che aumenta anno dopo anno.

E così vale anche per tutte quelle attività artigiane, dove il titolare ha l’obbligo di iscriversi all’artigianato. La somma da versare non cambia, si versano sempre i contributi fissi, indipendentemente dall’utile che si dichiara a fine anno. I contributi si versano in quattro rate annuali alle relative scadenze (16 febbraio; 16 maggio; 16 agosto; 16 novembre), con mod. F24. Ci sono poi alcune tipologie di attività, si pensi ad un consulente informatico, dove il titolare deve iscriversi alla gestione separata inps. Solo in questi casi i contributi si versano in percentuale all’utile, con un aliquota tanto per cambiare molto elevata, attualmente al 27,72%. Alla gestione separata si iscrivono i liberi professionisti senza cassa.

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12 Responses to I contributi inps sono obbligatori?

  1. federico scrive:

    ma juiceadv trattiene una ritenuta d’acconto che versa allo stato. e poi, stai confondendo commercio elettronico (siti e-commerce) con le prestazioni occasionali rappresentate da chi mette pubblicità nei siti web.

    • Cristian Marra scrive:

      Anche chi guadagna con i banner pubblicitari è obbligato all’apertura della partita iva poichè l’attività è continuativa (superiore ai 30 giorni).

  2. federico scrive:

    la ritenuta d’acconto che juice adv trattiene è del 20%

    • Cristian Marra scrive:

      Si, juice adv permette ai soggetti privati che non hanno partita iva di emettere ricevuta di prestazione occasionale. Trattiene poi la ritenuta d’acconto che è del 20%.
      Trattandosi di attività continuativa, a mio modesto avviso, è da un punto di vista fiscale più corretto aprire partita iva ed emettere fattura.

      • federico scrive:

        il punto è come fare dimostrare che l’attività sia continuativa o no dato che i banner si possono togliere e mettere a proprio piacimento! 😉
        credo che (anche il mio è un modesto parere dato che non sono un commercialista o un tecnico del settore) la partiva iva sia obbligatoria nel momento in cui si superano i 5.000 euro annui di guadagni. a tal proposito che mi dice? sono interessato a sapere dato che ho un sito web in cui inserisco, appunto, banners di juice adv e i miei guadagni oscillano tra le 400-500 euro al netto della ritenuta di acconto. e vorrei sapere anche se posso stare “tranquillo” con la ritenuta d’acconto che versa juice adv o se devo dichiarare qualcosa premettendo che non faccio dichiarazione redditi essendo uno studente universitario.

        • federico scrive:

          la ringrazio anticipatamente 🙂

        • Cristian Marra scrive:

          Vero che i banner si possono togliere e rimettere quando si vuole. Ma soffermiamoci agli incassi. Se ci sono incassi ogni giorno come la mettiamo?
          Vero anche che juice adv permette a chi non ha partita iva di emettere semplice ricevuta, trattenendo e versando la ritenuta. A fine anno rilascia anche la certificazione di versamento della ritenuta, che può essere poi recuperata in dichiarazione dei redditi.
          La verità che il fisco italiano ci lascia nel buio più totale, dovrebbe chiarire una volta per tutte come regolarizzare queste piccole entrate. Certo non si può aprire partita iva per dichiarare 400/500 euro all’anno, quanto solo di contributi bisognerebbe versarne 3.300 euro.
          Si può pensare di tenere in stand by le entrate per poi fare di questo un vero e proprio lavoro, aprendo partita iva quando le entrate sono tali da coprire i costi.
          Comunque se fa dichiarazione dei redditi con quelle entrate, essendoci la ritenuta d’acconto va sicuramente a rimborso.

  3. federico scrive:

    400-500 euro al mese! di media, non sono mai arrivato a 5.000 annue e, ripeto, non faccio ancora dichiarazione dei redditi essendo uno studente universitario.
    appunto, il buio totale. e la stessa agenzia delle entrate non è chiara non essendoci una vera e propria legge che regoli questo tipo di prestazione. sono andato all’agenzia delle entrate di 5 città diverse e mi hanno detto 5 cose diverse:

    – bisogna aprire partita iva a prescindere dai guadagni

    – non bisogna aprire partita iva dato che i guadagni rientrano nella “categoria” delle prestazioni occasionali

    – bisogna aprire partita iva solo se si superano i 5.000 euro di guadagni

    – bisogna aprire partita iva solo se si supera 5000 euro di profitto, emettere fattura ma senza iva

    – non bisogna aprire partita iva ma dichiarare il reddito nella dichiarazione dei redditi in “redditi diversi” (perdoni il gioco di parole)

    e, dulcis in fundo, quando provo a spiegare le posizioni degli altri operatori delle agenzie delle entrate:

    – non ci siamo mai occupati di questo tipo di prestazioni

    come vede, è dura anche per chi vuole regolarizzare la propria pozione non sapendo proprio cosa fare.

  4. Michele scrive:

    Salve ho letto i vostri commenti, e volevo chiedere una informazione. Ma secondo voi juice adv accetterebbe una partita iva da libero professionista e non da editore? Nel senso secondo voi potrebbe rifiutare una partita iva, per esempio di un grafico? Magari accettare solo quella con un codice ateco di editore? Per fare l’editore bisogna però aprire partita iva con il grosso balzello dei contributi mentre da libero professionista nei minimi è forfettario. Consigli…

    • Cristian Marra scrive:

      Non credo si rifiuti. A loro interessa che il cliente emetta un documento per giustificare il pagamento, che sia fattura (qualunque sia l’inquadramento fiscale) o ricevuta occasionale.

  5. Utente scrive:

    Salve ma l’affiliazione accettando le prestazioni occasionali per l’esposizione di banner in modo continuativo non rischia che gliele possano contestare o non ritenere deducibili in quanto non relative a prestazioni occasionali ma continuative? in definitiva chi è responsabile? l’affiliato che compila la ricevuta di prestazione occasionale ma espone ogni giorno i banner oppure è responsabile l’affiliazione che accetta la ricevuta di prestazione occasionale sapendo che l’affiliato espone continuativamente i banner ? Grazie

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