contratto-di-apprendistato-benefici-contributiviCon il DL n. 34/2014 (convertito in legge n. 78 del 16.05.2014) il legislatore ha riformato nuovamente la disciplina dell’apprendistato, limitando alcuni dei vincoli e degli adempimenti collegati all’utilizzo di tale strumento. Come noto, infatti, la disciplina dell’apprendistato è stata negli ultimi anni oggetto di numerose modifiche legislative al fine di rilanciare l’occupazione giovanile.

Con il DL n. 34/2014 è stata prevista:
– l’eliminazione, seppure parziale, delle limitazioni che obbligano il datore di lavoro alla conferma dell’apprendista nel caso di stipula di un nuovo rapporto;
– l’introduzione dell’obbligo di allegazione al contratto del programma formativo, seppure nella forma sintetica di modulo – formulario (eliminando quello di redazione in forma scritta del piano formativo);
– l’obbligo di retribuzione delle ore di formazione, nella misura minima del 35%.

Con la conversione in legge n. 78 del 16.05.2014 del DL n. 34/2014 e con la pubblicazione della circolare del Ministero del Lavoro n. 18 del 30.07.2014 è stato completato il quadro della disciplina dell’apprendistato. Il D.Lgs. n. 167/2011 prevede quattro principali tipologie di contratti di apprendistato:

1) il contratto di apprendistato professionalizzante (o contratto di mestiere);
2) il contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale;
3) l’apprendistato di alta formazione e ricerca;
4) l’apprendistato per i lavoratori in mobilità.

La riforma del lavoro ha introdotto la durata minima del rapporto, fissata in 6 mesi, oltre a modificare il rapporto di assunzione degli apprendisti rispetto alle maestranze (stabilendo il rapporto 3 apprendisti ogni 2 maestranze, fatta eccezione per le imprese di minori dimensioni).
Viene prevista, inoltre, una condizione ovvero la conferma in servizio degli apprendisti al termine del periodo di formazione, che limita l’assunzione di nuovi apprendisti.

Con il DL n. 76/2013, invece, vengono modificate le disposizioni in materia di formazione degli apprendisti, e viene prevista l’adozione delle linee guida sull’apprendistato professionalizzante.

Per effetto di tali interventi sono stati modificati i limiti numerici al contratto di apprendistato come segue:
1) Datore di lavoro che non occupa dipendenti o nel limite di 3 unità: Il datore di lavoro può assumere apprendisti nel limite di tre.
2) Datore di lavoro che occupa un numero inferiore di 10 lavoratori: Si applica il rapporto apprendisti maestranze 1 a 1.
3) Datore di lavoro che occupa almeno 10 dipendenti: Si applica il rapporto apprendisti maestranze 3 a 2.

Un’altra novità consiste nella clausola di stabilizzazione cioè una limitazione alle assunzioni con contratto di apprendistato sulla base delle conferme operate dal datore di lavoro al termine del periodo di formazione.

In riferimento ai benefici di tale forma di contratto evidenziamo, innanzitutto, la possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori alla qualifica di destinazione prevista dal CCNL, inoltre sono ricollegati a tale disciplina alcuni sgravi contributivi (aliquota a carico del datore di lavoro fissa al 10% che può essere ulteriormente agevolata fino all’azzeramento).

Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi approfondimenti pubblicati nel blog

TROVA-FINANZIAMENTI

RICHIEDI INFORMAZIONI

RICHIEDI INFORMAZIONI

Inserire il codice di sicurezza
captcha
Accetto la politica privacy