Sostenere le spese mensili di rate per i mutui di acquisto delle case, con i tempi di crisi in cui il nostro paese si trova è davvero difficile e sempre più famiglie italiane si trovano in difficoltà con il mutuo, specialmente le coppie giovani che da poco hanno “messo su casa” andando incontro a pagamenti davvero pesanti da sostenere,  se sommati a tutti gli altri che sono indispensabili per mandare avanti un nucleo familiare, mantenendo anche un alloggio sicuro e decoroso.

La nuova legge del “Governo Letta”  oltre ad aver cancellato  l’Imu prima casa, il D.L. n. 102/2013, ha messo a punto un nuovo “piano casa” 2013 che dispensa contributi economici e incentivi per chi sostiene un mutuo per l’acquisto prima casa e un canone di locazione; questi aiuti provengono dal Fondo di solidarietà che viene gestito direttamente dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture.

Il Fondo va in aiuto a tutti i possessori di case che sono  in difficoltà, e titolari di un mutuo non superiore a 250.000 euro e in possesso di un Isee non superiore a 30.000 euro.  Per poter richiedere questo “soccorso finanziario” però i richiedenti devono essere in possesso di determinati requisiti, andiamo a vedere quali:  1 perdita del rapporto di lavoro subordinato sia a tempo determinato che a tempo indeterminato; 2 perdita del rapporto di lavoro parasubordinato; 3 insorgenza di condizioni di non autosufficienza ovvero handicap grave dell’intestatario o di uno dei cointestatari del contratto di mutuo.

Le modalità di richiesta sono più semplici di quanto si creda; la domanda di sospensione del mutuo deve essere presentata direttamente alla banca dove sussiste il mutuo stesso, che previa procedura di competenza, inoltra l’istanza a Consap, la Concessionaria di servizi assicurativi pubblici che, dopo le verifiche e gli accertamenti sulla posizione del richiedente,  rilascia il nulla osta alla sospensione del pagamento delle rate del mutuo per l’acquisto prima casa. Sarà poi la banca a comunicare all’interessato l’esito della sua richiesta di sostegno.

La richiesta è aperta alle giovani coppie o a nuclei familiari anche mono-genitoriali con figli minori, e anche a giovani di età inferiore ai trentacinque anni con un lavoro stabile. Quindi riepilogando possono accedere a questa agevolazione giovani di età inferiore a 35 anni, le giovani coppie coniugate (con o senza figli) e nuclei familiari anche mono-genitoriali con figli minori, giovani lavoratori titolari di contratti di lavoro citati all’articolo 1 della legge 28 giugno 2012, n. 92; e con reddito ISEE complessivo non superiore a 40 mila euro; inoltre anche gli immobili devono avere requisiti specifici: essere classificati come abitazione principale;  non devono rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi) e non deve avere una superficie superiore e a 95 metri quadrati.