Pressione fiscale al 43,5 per cento e imprenditori che dichiarano meno dei dipendenti, questo il quadro fornito dai dati Istat in merito alla situazione economica italiana nel 2013. Il dato inerente la pressione fiscale è in realtà fornito dal Ministero dell’Economia e tiene conto anche del bonus di 80 euro, visto che l’Istat ha invece fornito un valore pari a 50,3 % (dato che non tiene conto del bonus stabilito dal governo Renzi).

Nel 2013 Il Ministero ha inoltre registrato circa 425 mila contribuenti in meno visto che, complice la crisi, sono sparite le dichiarazione dei redditi di circa 334 mila lavoratori dipendenti, 168 mila pensionati e circa 60 mila imprenditori. Alla fine le 41 milioni di dichiarazioni presentate l’anno scorso (di cui 10 milioni con reddito zero) presentano un reddito medio di 20.070 euro, con un incremento dell’1,5 % rispetto all’anno precedente. Esaminando i dati nel dettaglio il 46 % dichiara meno di 15 mila euro annui e versa circa il 5 % di tutte le imposte, il 49 % del totale è tra i 15 ed i 50 mila mentre solo il 5 % dichiara oltre 50 mila euro annui ( e di questi appena l’ 1 % del totale ha redditi superiori a 100 mila euro).

Le dichiarazioni con redditi medi più elevati sono quelle dei lavoratori autonomi (architetti, avvocati, ingegneri, ecc.) che hanno un reddito medio pari a € 35.660, mentre i dipendenti dichiarano in media 20.660 euro di redditi lordi annui e i pensionati circa 16.280 euro (con un incremento del 2 % rispetto al passato). Il reddito medio dei titolari di imprese individuali è invece pari a € 17.650 mentre quello dei soci che hanno partecipazioni in società di persone è pari a € 15.760,00 euro.

Boom per gli incassi derivanti da cedolare secca, visto che al terzo anno di applicazione l’imposta sostitutiva è stata sfruttata da circa 1 milione di contribuenti, con un incremento del 37 % rispetto all’anno precedente.