Per tutti i giovani che decidono di investire su una nuova attività autonoma, è stato promosso il bando del Ministero del lavoro dal nome selfiemployment. Le domande, potranno essere presentate già a partire dal prossimo primo marzo 2016 e tra le condizioni più vantaggiose, vi è un prestito a tasso zero fino a 50.000 euro.

Dove presentare la domanda per la partecipazione al nuovo bando Selfiemployment

Per accedere al nuovo bando del Ministero del lavoro per i giovani, vi è l’obbligo di presentazione telematica di una domanda per l’accesso al finanziamento a tasso zero e di un business plan sugli obiettivi da voler raggiungere utilizzando il finanziamento dedicato ad una attività di lavoro autonomo.

Tale  domanda, potrà essere presentata a partire dalle ore 12.00 del primo marzo 2016 sul portale web di Invitalia, attraverso una prima registrazione online (e indicazione di una mail)  invio della modulistica richiesta e indicazione di una firma digitale e di una Pec (strumenti obbligatori per la partecipazione definitiva al bando).

Mentre ad oggi, in attesa della ormai prossima partenza del nuovo bando Selfiemployment, è possibile consultare la sezione dedicata sempre sul portale Invitalia su come inviare la domanda, beneficiari, le più comuni Faq e la normativa di riferimento.

Beneficiari e spese massime ammissibili per l’accesso al finanziamento a tasso zero

Rispetto ai beneficiari, il nuovo bando selfiemployment del Ministero del lavoro, punta principalmente sui NEET, ossia giovani tra i 18 ed i 29 anni residenti in Italia e con una precedente iscrizione al Programma Garanzia Giovani, che potranno contare su un finanziamento a tasso zero per avviare una nuova attività autonoma. Il prestito concesso, infatti, è a tasso zero e prevede tre tipologie per il finanziamento della propria attività:

  • Microcredito entro una spesa massima di 25.000 euro.
  • Microcredito esteso entro una spesa massima di 35.000 euro.
  • Piccoli prestiti entro una spesa massima di 50.000 euro.

Per spese massime ammissibili, invece, il riferimento è l’attività autonoma e quanto possa essere utilizzato per il suo avvio e crescita. Ad esempio per comprare gli impianti e le relative attrezzature, per il pagamento dei canoni di affitto o delle utenze, autovetture per l’attività d’impresa. Inoltre, il  giovane lavoratore autonomo deve svolgere la propria attività sotto forma di:

  • Ditta individuale.
  • Società di persone o di professionisti.
  • Associazioni.
  • Società cooperative.

E in settori inerenti al turismo, ai servizi per la persona o per le imprese o comunque compresi all’interno di uno specifico elenco inserito nell’avviso pubblico del Ministero del Lavoro e da poter consultare on line sul portale Invitalia.

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