finanziamenti-europei-professionistiL’accesso ai finanziamenti Europei da parte dei professionisti e titolari di Partita Iva e di nuove misure che possano rafforzare la sfera competitiva, sono gli ultimi argomenti emersi dalla riunione di Luglio tra il sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari e alcune delle associazioni di categorie dei professionisti più rilevanti come Confartigianato, Confedertecnica e Cna professioni.

Per dare una marcia in più alle libere professioni e ai titolari di partita iva, contemplando una ulteriore possibilità di accesso anche alle agevolazioni economiche dell’Unione Europea approvate per le PMI.

L’obiettivo dell’ultimo incontro per offrire un maggiore sostegno alle libere professioni

Questo importantissimo incontro tra il sottosegretario alla sviluppo economico italiano e le associazioni di categorie dei professionisti come Confartigianato, Confedertecnica e Cna professioni, si è svolto lo scorso 22 luglio 2015 e segue la scia di un precedente ed importante incontro svolto con il Mise ad Aprile 2015 (su degli incentivi sia per la creazione d’impresa e sia per un maggiore sostegno dell’autoimprenditorialità).

L’obiettivo è di rimuovere le troppe burocrazie ancora presenti nello svolgimento delle attività economiche delle libere professioni e titolari di partita iva, da inquadrare al pari delle piccole e media imprese, come delle piccole realtà che necessitano di fondi per mandare avanti la propria attività. E soprattutto nel favorire un possibile riconoscimento anche alle suddette professioni delle nuove agevolazioni promosse dall’Unione Europea solo per le piccole e medie imprese, come il più famoso Pon competitività.

 Le proposte emerse nell’incontro a favore delle libere professioni italiane

Il problema alla fonte, è che a dispetto di quanto previsto in generale dall’Unione Europea, le libere professioni e i titolari di partita iva non possono essere considerati a tutti gli effetti come Microimprese e spesso sono esclusi da importarti bandi, proprio per la mancanza di una iscrizione alla Camera di Commercio o al Registro delle Imprese.

Nello stesso tempo non si dà peso alla comune caratteristica con le Pmi, di piccole realtà imprenditoriali con pochi strumenti e mezzi per superare con successo delle difficoltà economiche soprattutto in questo momento di crisi.

Tra l’altro proprio al fine di favorire un maggiore accesso delle libere professioni ai finanziamenti europei, il Ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di utilizzare un protocollo d’intesa con le Regioni, al fine di cercare di superare gli attuali ostacoli presenti e promuovere delle nuove misure che possano incidere e rafforzare la sfera competitiva di tali categorie.

Interessante, infine, anche l’intervento da parte dell’Ente Nazionale del Microcredito, sulla possibilità di creare modelli organizzativi specifici per le singole professioni con apposite misure di sostegno.

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