Non rimane ancora molto tempo al datore di lavoro che non abbia permesso ai propri dipendenti di fruire delle prime due settimane di ferie maturate quest’anno. Quindi, per non incorrere in eventuali sanzioni pecuniarie, è bene che il datore di lavoro controlli la situazione di ciascun dipendente.

E’ la stessa Costituzione a stabilire che il lavoratore ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite, la cui durata è fissata dai rispettivi C.C.N.L. e in ogni caso non può essere inferiore alle quattro settimane annuali.

Possiamo dividere le ferie in tre periodi:
• periodo di due settimane, da godere durante l’anno di maturazione;
• altre due settimane da godere entro 18 mesi dalla fine dell’anno di maturazione;
• infine un terzo periodo, quello eccedente il minimo sindacale,stabilito dal C.C.N.L. o dal contratto di assunzione.

Se il lavoratore non ha fruito anche di una sola parte del periodo di ferie nel corso dell’anno, il datore di lavoro è sanzionabile, mentre il lavoratore potrà goderne a fine rapporto di lavoro.

Per capirci facciamo un esempio sull’anno 2013.
– due settimane vanno godute entro il 31.12.2013;
– ulteriori due settimane entro il 30.06.2015;
– l’ulteriore periodo può essere monetizzato e la contribuzione assolta entro il 16 agosto 2015.

E’ possibile monetizzare solo le ferie eccedenti il cosiddetto minimo legale (quattro settimanale).

Le sanzioni a carico del datore di lavoro che non riconosca ai propri dipendenti le ferie dovute possono essere così suddivise:
• sanzione base: da 100 a 600 euro;
• violazione riferita a più di 5 lavoratori (quindi almeno 6) o si è verificata in almeno due anni: da 400 a 1.500 euro;
• violazione riferita a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno quattro anni: da 800 a 4.500 euro.

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