Dal 31 marzo 2015 scatterà l’obbligo della emissione, della trasmissione, della conservazione e della archiviazione esclusivamente in forma elettronica delle fatture emesse nei rapporti con tutte le Amministrazioni dello Stato. Come ci si comporta in caso di assenza della partita iva da parte del fornitore?
La Pubblica Amministrazione può accettare, in luogo della fattura elettronica, la ricevuta cartacea?

Dal 31 marzo 2015 scatterà l’obbligo suddetto; tuttavia, in caso di assenza della partita IVA da parte del fornitore, la Pubblica Amministrazione può accettare, in luogo della fattura elettronica, la ricevuta cartacea; è, difatti, impossibile veicolare un file senza partita IVA attraverso il Sistema di Interscambio.
Lo ha chiarito il Ministero qualche giorno fa in occasione di un’interrogazione parlamentare alla Camera, svoltasi nella seduta n. 389 dell’11/03/2015; è stato chiesto al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Padoan, con atto n. 5/05002, un chiarimento in merito all’applicazione dell’obbligo di fatturazione elettronica agli enti no profit, non dotati di partita IVA.
Egli ha chiarito che, essendo esclusi dalla soggettività passiva, le Onlus e tutti gli enti no profit non dotati di posizione IVA, possono continuare ad emettere ricevute e note di debito in formato cartaceo, con indicazione del solo codice fiscale.
In particolare, il Ministro ha espresso parere favorevole circa l’intenzione di prevedere una deroga a tale obbligo per le realtà NO PROFIT sprovviste di partita IVA, che effettuano prestazioni di servizi o operazioni in genere con la PA, certificandole con l’emissione della semplice nota di addebito cartacea.

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