fiducia famiglia 2014Il responsabile dell’ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, e Giuseppe Roma, direttore generale del Censis presso la sede di Confcommercio Imprese per l’Italia, hanno presentato un rapporto in cui emergerebbe una generale fiducia delle famiglie italiane rispetto agli ultimi due anni.

Tuttavia, accanto a questa sostanziale positività, la crisi continua a protrarsi con le sue difficoltà occupazionali ed il peso soffocante delle tasse, determinando un congelamento dei consumi. Le famiglie che sono riuscite ad affrontare tutte le spese con le proprie entrate, vuoi grazie al reddito da lavoro, alla pensione, alla rendita o simili, sono state più di quattro milioni. Al contrario, quelle che non hanno potuto risparmiare neppure un centesimo per coprire le uscite sono state 17 milioni.

Continua, quindi, a persistere una situazione di precarietà e provvisorietà, basti pensare che, circa il 62 per cento della popolazione italiana ha rinunciato a pranzi e cene fuori porta e allo svago in generale, cercando di risparmiare tra l’altro al momento della spesa alimentare. I consumi continuano ad essere in una fase di stallo. La percentuale di chi rinvia spese per ristrutturazione della casa, l’acquisto di un nuovo elettrodomestico, di una autovettura o di nuovi mobili, è sempre maggiore. Un discorso a parte, poi, meritano le spese impreviste.

Corrisponde al 73 per cento la percentuale di coloro che hanno difficoltà ad affrontarle; in particolare, il 17 per cento non riesce a rispettare le scadenze dei pagamenti delle tasse. Oltre a ciò a preoccupare è anche lo scarso tasso di occupazione; sono poche infatti le offerte di lavoro per i giovani che, infatti, chiedono al governo di approvare misure specifiche, in grado di creare opportunità di lavoro e rendere il loro futuro meno incerto. Mentre le famiglie, come anche le imprese, dal canto loro chiedono una riduzione della pressione fiscale.

Ma allora a cosa è dovuta la maggiore fiducia degli italiani emersa dal rapporto presentato da Mariano Bella? Probabilmente, la ragione è da individuare nel governo Renzi, che gode del favore di famiglie e giovani. Una buona fetta di persone, infatti, crede che il vi siano alte probabilità che le riforme annunciate possano andare in porto. Sempre Mariano Bella, comunque, durante il suo intervento ha messo in evidenza che, stando ad alcune stime, nel 2014 la pressione fiscale scenderebbe dal 44,1 per cento al 44,3 replicando di conseguenza il record raggiunto durante il 2012, congiuntamente ad una pressione legale pari al 53,7 %.