obbligo pos professionistiÈ recente la notizia secondo la quale, avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro non si vedranno rinviato al 2015, l’obbligo di dotarsi di Pos e, quindi, di accettare pagamenti non più in contanti ma mediante moneta elettronica.

A che cosa si deve questa decisione?  Ebbene, essa trae origine dalla bocciatura dell’emendamento al disegno di legge di stabilità 2014. Questo emendamento, infatti, giunto in Parlamento per l’approvazione, si proponeva di ritardare al 2015 l’obbligo per i professionisti di accettare pagamenti mediante moneta elettronica. In poche parole, ora, grazie all’obbligatorietà del POS, il professionista sarà tenuto ad accettare qualsiasi tipo di pagamento attraverso moneta elettronica.

Molti si chiederanno a quanto ammonta il costo del POS, ebbene esso si aggira intorno ai 100 euro, tuttavia, a questo va sommato il pagamento di un canone a cadenza mensile alla banca di sostegno il quale si aggira sui 30 euro. Tra le  altre cose, è prevista una commissione compresa tra l’1 e il 3 % per ciascun pagamento effettuato attraverso Pos. Una cifra di non poco conto se si pensa alle spese che attualmente sono chiamati ad affrontare coloro che svolgono attività di libero professionista.

Ad ogni modo, con il POS le categorie interessate saranno obbligate ad accettare pagamenti tramite bancomat, effettuando l’accredito dell’importo su conto corrente.  L’obbligo di dotarsi di Pos per professionisti quali avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro, in particolare, ha origine dal decreto di sviluppo bis del 2012 e nasce con lo scopo di far divenire tracciabili i pagamenti e, di conseguenza, di ostacolare coloro che evadono le tasse. Come potete immaginare, le  lamentele da parte delle associazioni di categoria non si sono fatte attendere.

A tal proposito, la protesta relativa all’obbligatorietà del POS è cominciata prima con i consigli nazionali corrispondenti alle professioni tecniche e con i relativi sindacati e, poi, è andata avanti anche con quella della Rete delle Professioni Tecniche.

Ma per quale motivo, i professionisti sono contrari a rendere il POS obbligatorio? Il motivo è semplice. Al di sopra della soglia dei mille euro è già previsto l’obbligo di utilizzo di un sistema di tracciabilità.

Ricapitolando, dunque, con il rinvio fallito, a partire dal 1 gennaio 2014 v’è l’obbligo di Pos per i professionisti. Va, comunque, precisato che, per il momento, chi non si mette in regola non s’imbatterà in alcun rischio di sanzione; questo per il fatto che non vi sono ancora i decreti attuativi e, conseguentemente, i relativi sanzionamenti.

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One Response to Fallito il rinvio al 2015 dell’obbligo del POS

  1. ma questo vuol dire anche che io avrò meno moneta contante,insomma : due piccioni con una fava,come si suol dire !!!!

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