Il “Decreto del Fare” da poco pubblicato contiene importanti novità in materia di riscossione.
Infatti, Equitalia non potrà più pignorare la prima casa, adibita ad abitazione principale, dove il soggetto risiede anagraficamente. Restano fuori dalla norma le case di lusso con categoria catastale A8 e A9.
Si tratta di un importante novità rispetto al passato, soprattutto in un periodo come questo di forte crisi economica. La seconda casa può essere pignorata solo per soglie superiori ai 120mila euro (prima la soglia era di 20.000 euro), mentre i beni d’impresa solo per un quinto.
Resta però la possibilità di applicare l’ipoteca.
Ma che differenza c’è tra ipoteca e pignoramento immobiliare.

L’ipoteca non incide sulla possibilità di utilizzo del bene da parte del debitore, il quale può anche venderlo a terzi.
Con il pignoramento invece si verifica il caso contrario. Il soggetto pignorato non ha la disponibilità dell’immobile.
Altra novità riguarda il valore da considerare in caso di vendita dell’immobile.
Il prezzo di vendita è quello catastale moltiplicato per tre. Nel caso in cui il valore stabilito dalla legge sia sproporzionato rispetto a quello effettivo, il debitore può richiedere una perizia di stima da parte di un esperto di fiducia. L’obiettivo è quello di tutelare il debitore evitando di vendere a prezzi bassi gli immobili pignorati.