imagesCAGZWO99Non c’è che dire, quelli che ha fatto registrare l’e-Commerce nel Bel Paese, sono dati assolutamente positivi. Da essi, infatti, emerge che il cashback è in grado di produrre, non solo fatturati addizionali per le aziende, ma anche di far risparmiare i consumatori che ne fanno ricorso.

Questo studio, cui hanno preso parte intorno ai cinquemila consumatori tra francesi, italiani e spagnoli, si è proposto di definire l’identità dell’acquirente europeo che ricorre all’e-commerce. Come? Analizzando diversi fattori che vanno dal motivo alla base dell’acquisto, al periodo, o meglio, alla stagione, in cui esso avviene, financo al grado di soddisfazione.

Da queste analisi è emerso che in Italia vi sono differenze, anche consistenti, da regione a regione. In alcune, infatti, v’è un più alto numero di acquirenti, per così dire, abituali; in altre, invece, il ricorso all’e-commerce, non presenta ancora i tratti di una pratica ben avviata.

Tra le altre cose, nel nostro paese si va delineando, in maniera anche netta, l’impiego dei mobile e una sempre più larga parte degli acquirenti, circa il 79%, che s’informa in merito al cashback.

Questo perché, a dispetto di quanto accade negli altri paesi, in Italia, le condizioni e le modalità attraverso le quali si concretizza il cashback sono ancora poco note e, verrebbe da dire, anche meno sfruttate.

Ma perchè, dunque, gli italiani ricorrono allo shopping online? Per prima cosa, essi sono attratti dal fattore risparmio. Ma non solo, nella categoria dei motivi per cui si fa ricorso al web, oltre al prezzo vantaggioso, rientrano: una maggiore comodità rispetto a quella offerta dallo shop tradizionale nonchè la facilità nel trovare il prodotto desiderato.

Va da sé, che l’acquisto online ripetuto, è compiuto sulla base di esperienze positive vissute con il primissimo acquisto o sulla base della certezza di godere di una scelta più ampia di prodotti e, quindi, di arrivare quanto prima, a trovare l’oggetto desiderato.

In altre parole, dallo studio condotto da Ipsos per Webloyalty, emerge che l’e-shopper medio, in Italia, si rivolge a quattro siti al mese, nei quali poi effettua come minimo un’operazione. Analizzando, nella sua compagine, il territorio italiano emerge che: il più alto numero di acquirenti online è collocato in Umbria. Seguono poi la Liguria e la Toscana.

Al di là di questo, l’opinione prevalente non teme nessun tipo di truffa, al contrario, è concorde nel ritenere, quella dello shopping online, una pratica di cui ci si può senz’altro fidare.