Il dropshipping o drop ship è un fenomeno in forte crescita negli ultimi anni. Esso non è altro che un particolare tipo di e-commerce che consiste nel vendere un prodotto senza averlo in magazzino. In questo articolo affronterò il tema di quali siano i costi per aprire la partita iva ed essere in regola con il fisco.

Come funziona il dropshipping?

In pratica il venditore dropshipping-partita-ivache riceve l’ordine dal proprio cliente lo gira al fornitore. E’ quest’ultimo che si occupa della spedizione del prodotto.
Il venditore riceverà il pagamento dal cliente ed emetterà fattura per la vendita del prodotto. L’aspetto positivo è sicuramente quello di non avere la necessità di investire nel magazzino. L’idea di vendere un prodotto senza averlo a disposizione attrae molto, ma forse i vantaggi finiscono qui.
E si perché i margini di guadagno sono spesso molto irrisori. Di sicuro non si vive di solo dropshipping, questo perché i costi per regolarizzare l’attività, perché di questo si tratta, ci sono e non sono certamente bassi.

Costo partita iva per dropshipping

Innanzitutto bisogna aprire la partita iva se l’attività viene svolta con una certa continuità. Bisognerà presentare la dichiarazione di inizio attività in Comune, iscriversi in Camera di Commercio e soprattutto pagare i contributi Inps, un salasso da circa 3.600 euro all’anno. Per un approfondimento sui costi vi rimando ad un nostro precedente articolo “Costi apertura e-commerce”.

Un consiglio per chi vuole avviare tale attività è sicuramente quello di selezionare accuratamente i propri fornitori, che sappiano curare nei dettagli la spedizione del prodotto (celerità, cura dell’imballaggio, ecc..); evitare inoltre settori ormai saturi e con forte concorrenza come quelli del settore informatico e concentrarsi su settori di nicchia.

Dropshipping senza partita iva

Capita di leggere su internet che si può fare dropshipping senza partita iva o si può regolarizzare l’attività quando si supera 5.000 euro. Niente di più sbagliato!
Il dropshipping è un’attività commerciale vera e propria. Se stai pensando quindi di vendere online senza partita iva meglio che rinunci e ti spiego il motivo.

Se svolgi la tua attività in modo continuativo e professionale la legge ti impone di aprire la partita iva prima che inizi a vendere. Non esiste una soglia di reddito al di sotto del quale puoi farne a meno. Che tu lo faccia online la cosa non cambia. Per capirci, se vendi su ebay un prodotto che hai in casa non sei ovviamente obbligato ad aprire la partita iva e neanche a dichiarare la somma incassata, perché si tratta di una vendita sporadica, saltuaria, ma se vendi un prodotto ogni giorno è normale che l’attività ha carattere d’impresa e quindi devi regolarizzare la tua posizione agli occhi del fisco. La normativa di riferimento è l’art. 55 del TUIR (DPR 917/86).

Se vuoi maggiori informazioni e sapere nel dettaglio cosa comporta avviare l’attività e quali costi devi affrontare contattami.

 

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20 Responses to Dropshipping: partita iva e costi

  1. Davide scrive:

    Sono un lavoratore dipendente full-time di una ditta privata e vorrei aprirmi una partita iva come ditta individuale per un negozio online di vendita al dettaglio (toppe, spille, portachiavi militari etc etc) e volevo capire innanzitutto se i contributi inps li devo pagare due volte.
    Nel mio caso avendo 38 anni posso rientrare nei contributi minimi fino a 30.000 euro o qualcosa di simile? C’è un modo per capire quale potrebbe essere il guadagno minimo mensile per rientrare nelle spese e avere delle entrate extra? grazie mille, buon lavoro

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Davide,
      essendo dipendente full-time potrà richiedere l’esonero all’Inps. Non è tenuto alla doppia contribuzione.
      Può aderire al regime dei minimi se non ha avuto partita iva negli ultimi tre anni e rispettando tutti gli altri requisiti richiesti. L’età non è condizione richiesta per l’accesso al regime dei minimi.

  2. Vincenzo scrive:

    Salve, ma se si trattasse di marketplace ( stile ebay ) tramite il quale io titolare del marketplace offro il mio sito come strumento a venditori per poter vendere e creare il loro negozio online trattenendo una provvigione a venduto, fermo restando che i responsabili della vendita sono i venditori stessi, che tipo di attività dovrei intraprendere? Come commerciante o venditore di servizi? Grazie

  3. Alessandro scrive:

    Buongiorno,
    stavo cercando on line qualche suggerimento in merito alla gestione di un futuro e-commerce e ho trovato voi.
    Posso porvi intanto qualche quesito?
    Se è possibile vorrei capire quanto segue:
    Sono un lavoratore dipendente, part time a tempo indeterminato, come impiegato/grafico. Mi piacerebbe come seconda attività poter gestire un e-commerce dove vengano venduti prodotti (videogame/console) al 90% usati, ma anche elaborazioni manuali artigianali (spille, magliette) e in un secondo momento creare app/videogame da vendere nei vari store famosi.
    Allora, se comunque sarà una vendita all’inizio sicuramente saltuaria e non continuativa, con un rientro molto basso, è obbligatoria la partita iva?
    E’ vero che c’è un massimale di guadagno che arriva fino ad 8.000 euro annui, che richiede solo la ritenuta d’acconto?
    Grazie

  4. Valentina scrive:

    Buongiorno, svolgo abitualmente un lavoro per il quale mi versano i contributi nella gestione separata inps. Volevo sapere se l’attività di ecommerce è ascrivibile nella gestione separata, cioè se posso evitare di versare i contributi alla cassa di commercio, ma pagarli in relazione al fatturato dello shop. Preciso che percepisco busta paga, cud e che ho un contratto a progetto.

  5. Pasqualino scrive:

    Salve, mi chiamo Pasqualino, e dato che girando in rete ho letto che offrite gratis la prima consulenza ho pensato di scrivervi.
    Intanto vi ringrazio per il servizio che offrite. Non tutti lo fanno .
    Io vorrei porre una domanda riguardo l’ apertura di un sito e-commerce, però ho molti dubbi, perchè in rete ho trovato info in cui dicono che non c’e’ bisogno della partita iva per il discorso della cosiddetta vendita occasionale.
    Ho trovato varie info su internet , alcune non molte chiare , altre incomplete, e non ho capito tanto .
    Ogni tanto mi piace costruire alcuni oggetti in legno , quindi avrei pensato di venderne qualcuno,
    Avrei pensato di aprire uno di quei negozi online , tipo misshobby , ebay e simili,che costano poco al mese, ma ce ne sono anche altri,
    Vorrei vendere qualcosina non in modo continuativo, attraverso uno di questi e-commerce già predisposti tipo ebay e simili ma pero’ non ho capito se c’e’ bisogno della partita iva per aprire questo e-commerce, tenendo in considerazione che io vorrei vendere qualcosina ogni tanto per cominciare.
    Ho letto anche che non ci sia bisogno di partita iva.
    Basterebbe solo il codice fiscale.
    Per questi negozi online
    in ragione di questa vendita occasionale, si potrebbe aprire questo negozio e quindi non avere problemi di iva ecc ecc …
    Oppure vorrei vendere qualcosa su ebay , senza aprire un negozio .
    Io non so se c’e’ bisogno della partita iva se si apre uno di questi piccoli negozi, il limite dei 5000 euro, ecc…
    In rete ho trovato siti che fanno il vostro mestiere dove dicono che non c’e’ bisogno, in altri invece dicono che c’e’ bisogno della partita iva, in altri ancora che il limite dei 5000 euro non va proprio guardato, ma va guardata la continuità…
    Insomma io non ci ho capito niente, e quindi ho pensato di chiedere questa consulenza gratuita dato che voi siete piu’ esperti di me in materia.
    Anche perche’ vorrei muovermi in regola per non avere problemi con il fisco.
    L’ unica cosa che ho trovato che tutti sono d’ accordo, e che’ va dichiarato con l’ irpef , cioè il reddito insomma, i guadagni che uno fa con questa vendita occasionale.
    In altri invece ho trovato anche il limite dei 30 giorni annuali , da tenere in conto per ogni singolo cliente diciamo..
    Ringraziandovi per la vostra consulenza, vi porgo i più cordiali saluti.

    • Cristian Marra scrive:

      Se le vendite sono occasionali non occorre aprire partita iva e gli introiti non devono essere dichiarati, anche perché non c’è un apposito quadro della dichiarazione dei redditi dove inserirli.
      Ciò che è da capire è quando l’attività può essere considerata occasionale e quando no.
      Se lei mette in vendita per esempio su ebay quotidianamente degli oggetti è normale che l’attività sia continuativa e quindi occorre aprire partita iva. Non rileva il fatto se le vendite siano inferiori o meno a 5.000 euro annui. Questo limite non vale per le attività commerciali come lo è l’attività di vendita online.
      Bisogna quindi, a mio modesto parere, guardare più all’aspetto temporale che ad altro.

  6. Paolo scrive:

    Salve, io sono iscritto all’albo isvap per effettuare la professione di agente assicurativo, ora, vorrei avviare anche un attività di ecommerce. E’ possibile oppure c’è incompatibilità?

  7. Luigi scrive:

    Buonasera ,
    vi scrivo per chiarirmi un dubbio che ultimamente mi dà da pensare e che i documenti relativi alla certificazione CE presente in rete non mi hanno ancora chiarito del tutto. Ricorro alla vostra competenza per tranquillizzarmi, o per sapere il da farsi.

    Vorrei Importare dalla Cina e rivendere , diversi modelli di custodie e Cover per cellulare ( in plastica, PVC , TPU , Resina di Gel , materiale adesivo 3M ) .

    Volendo esser certo della liceità della commercializzazione di questi prodotti, ho chiesto ai produttori se avessero la certificazione CE per essi – pensando che potessero ricadere sotto una delle categorie di prodotti standardizzate dalle direttive a quella collegata. Mi è stato risposto di no perchè i prodotti non sono elettronici

    Ora, ricordo che qualche anno fa successe il finimondo per la presenza di vernici tossiche in giocattoli e prodotti in plastica prodotti in Cina, tanto che diverse partite di giocattoli furono tolte dal commercio. Le mie domande sono:
    1) Per gli articoli che intendo vendere, la certificazione CE è necessaria/obbligatoria? Oppure non è nemmeno prevista?

    Il produttore Cinese mi ha inviato due Certificati inerenti ai loro prodotti e sono :

    – EU ROHS COMPLIANCE CERTIFICATE

    – SGS

    Sono sufficienti queste due certificazioni per i prodotti ?

    2) Esistono altri standard di qualità cui i suddetti prodotti debbano conformarsi obbligatoriamente e di cui converrebbe chiedere al produttore?

    3) Che tipo di dicitura devo inserire sulla confezione di tali prodotti ?

    Grazie per l’attenzione ed attendo gentilmente un chiarimento .

  8. Alessio scrive:

    Buongiorno,
    vorrei chiedere il vostro parere per un’ ipotesi: io (dipendente a tempo indeterminato) vendo sul mio sito in america in dropship dell’intimo di un venditore cinese che pago esclusivamente con paypal. Il mio cliente (internazionale) invia il pagamento a me tramite paypal ed e’ avvisato tramite il sito che siccome la merce parte dalla Cina potrebbero aggiungersi a suo carico dazio e tasse del suo paese. Per essere in regola (avendo io la partita IVA in regime minimi) secondo me e’ sufficente presentare allo stato l’estratto dei pagamenti effettuati e ricevuti con paypal. Che ne pensate?

    La ringrazio fin d’ora.

  9. Francesco scrive:

    Salve, io sono un farmacista dipendente in una farmacia privata, con un contratto da praticante con rinnovo automatico a tempo indeterminato. Sarei interessato a cominciare anche un’attività di dropshipping su Ebay, per cercare di arrotondare un po’ lo stipendio. Le volevo chiedere:
    – devo aprire subito una partita iva o posso prima cominciare a muovere i primi passi, ad avere i primi contatti con i fornitori e a mettere in vendita i prodotti?
    – una volta aperta la partita iva, devo pagare i contributi inps (oltre 3000€)?
    – cosa molto importante: devo dirlo ai miei capi? Cioè, rischio che loro vengano a saperlo in qualche modo e che ci sia qualche incompatibilità tra le due attività?
    La ringrazio moltissimo, cordiali saluti
    Francesco

  10. Salve,
    Posseggo un e-commerce da più di un anno, con ditta individuale e IVA ai minimi. Nello stesso tempo pero' sono dipendente di una azienda mondiale con contratto indeterminato part-time a 24 ore. Ho comunque fatto presente all'inps che la mia azienda, nonostante il part-time, mi permette di lavorare fino a 10 ore al giorno, testimoniando tale impiego come prevalente sia di tempo che economicamente. Possibile che nonostante questo io debba comunque pagare l'inps obbligatoriamente? Grazie.

    • Cristian Marra scrive:

      Salve,
      purtroppo non esiste nessuna circolare Inps che faccia chiarezza su questo punto. Come potrà lei stessa verificare sul sito dell’Inps, l’ente individua tra i casi di “non iscrivibilità” tra gli altri lo “svolgimento di attività da lavoro dipendente a tempo pieno”.
      Quindi se l’Inps dice che deve pagare i contributi non si può far nulla.

  11. Salve,
    Posseggo un e-commerce da più di un anno, con ditta individuale e IVA ai minimi. Nello stesso tempo pero' sono dipendente di una azienda mondiale con contratto indeterminato part-time a 24 ore. Ho comunque fatto presente all'inps che la mia azienda, nonostante il part-time, mi permette di lavorare fino a 10 ore al giorno, testimoniando tale impiego come prevalente sia di tempo che economicamente. Possibile che nonostante questo io debba comunque pagare l'inps obbligatoriamente? Grazie.

  12. Nick scrive:

    Se puo’ essere utile alle persone che leggono e commentano vi lascio il sito web della directory dei fornirtori italiani in dropship: http://www.dropshipidea.com

  13. stefania scrive:

    salve vorrei alcune informazioni.
    sono una lavoratrice a tempo indeterminato a 30 ore settimanali.
    quindi dovrei poter non pagare l inps
    ho intenzione di aprire un ecommerce su un sito da me realizzato.
    vorrei vendere tramite dropshipping importando dalla cina.
    quello che vorrei sapere e
    come funziona per la fatturazione?
    ovvero il cliente paga me e io pago il dropshipper ma il dropshipper emette fattura verso l utente finale dal momento che la merce arriva a lui.
    come posso dimostrare il mio ricavo in questo modo?
    grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Stefania,
      il dropshipper dovrebbe emettere fattura a lei. In questo modo:
      1) potrà scaricare il costo;
      2) pagare in dogana dazi ed iva.
      Inoltre, per una questione d’immagine aziendale, a mio avviso, non credo sia una buona cosa che il suo cliente capisca che sta comprando merce cinese. Perchè dovrebbe comprare da lei, quanto può comprare direttamente dal suo fornitore?

  14. Mark scrive:

    Salve,

    vorrei provare a creare un sito web che si dedichi al Dropshipping: che costi dovro’ affrontare relativamente alla PARTITA IVA?

    GRAZIE

    SALUTI
    IM

    • Cristian Marra scrive:

      Buonasera Mark,
      i costi per aprire la partita iva e svolgere l’attività di ecommerce in modalità dropshipping sono i seguenti:
      – bolli e diritti di segreteria da versare in Camera di Commercio 35,50 euro
      – diritto annuale da versare alla Camera di Commercio 53 euro
      Non ci sono altri costi per aprire l’attività.
      Se questa sarà la sua attività principale, cioè non ha un lavoro da dipendente, dovrà iscriversi all’inps e versare i contributi (attualmente 3600 euro annui), con la possibilità se rispetta i requisiti per aderire al regime forfettario di beneficiare di un’agevolazione sui contributi inps da pagare (riduzione del -35% pagando così 2500 euro annui).
      Mi contatti per qualsiasi altro dubbio.

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