dipendente e partita ivaMi giungono molte richieste in merito alla problematica relativa ai dipendenti del settore privato che intendono avviare un’attività in proprio (c.d. “apertura della partita IVA”) o come ditta individuale/società ovvero come liberi professionisti. L’aspetto più dibattuto concerne la corretta qualificazione dei soggetti che avviano l’attività dal punto di vista della contribuzione previdenziale INPS.

La fattispecie che tratto nel presente articolo riguarda i dipendenti di aziende private giacché nel settore pubblico esistono specifiche disposizioni circa la possibilità o meno di affiancare il lavoro dipendente con altre attività (Si veda il ns. articolo dipendente pubblico e partita iva).

Entrando nel merito della questione, si deve subito precisare che non si giunge alla medesima conclusione se l’attività è svolta in forma d’impresa oppure come lavoratore autonomo.

Il dipendente full time (che svolge cioè un’attività lavorativa di almeno 26 ore settimanali), versa i contributi INPS per il tramite del proprio datore di lavoro e se intende avviare un’attività in proprio diventa necessario capire che cosa ciò comporta ai fini contributivi in quanto, in prima analisi, sembrerebbe aggiungersi un onere contributivo rispetto a quello già presente come lavoratore dipendente.

La risposta a questa problematica è la seguente:

- se il lavoratore dipendente avvia un’attività d’impresa commerciale egli, avendo già un lavoro di almeno 26 ore settimanali che si possa qualificare come prevalente sia in termini di tempo che in termini reddituali (reddito annuo come lavoratore dipendente maggiore del reddito derivante dall’attività commerciale), non dovrà essere iscritto alla gestione commercianti dell’INPS e quindi non dovrà versare ulteriori contributi (nemmeno il minimale previsto) rispetto a quelli che già versa come dipendente;

- se invece l’attività che viene avviata è di lavoro autonomo (libero professionista), il lavoratore dovrà necessariamente iscriversi alla gestione separata INPS versando il contributo proporzionale del 18%.

Relativamente al primo caso, l’INPS invierà comunque una comunicazione in merito all’iscrizione del soggetto alla gestione commercianti, tuttavia sarà sufficiente rispondere spiegando i motivi che prevedono la cancellazione dell’iscrizione e provando l’esistenza del rapporto di lavoro dipendente allegando una copia dell’ultima busta paga percepita.

In conclusione vale la pena di precisare che non si incontrano evidenti difficoltà qualora il contratto di lavoro dipendente sia a tempo pieno e con durata indeterminata. Se, al contrario, il contratto di lavoro dovesse essere a tempo determinato (ad es. pochi mesi), la gestione della specifica situazione si complica in quanto bisognerà valutare di volta in volta se complessivamente nel corso dell’anno il periodo trascorso come lavoratore dipendente può essere considerato prevalente rispetto all’attività commerciale esercitata.

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136 Responses to Dipendente e partita iva: sono dovuti i contributi Inps?

  1. Maria scrive:

    Sono dipendente partime di un privato e titolare di partita iva con impresa familiare con il coniuge, ho sempre pagato i contributi commercianti per l’intero anno e lo stesso per il coniuge e nessuno mi sa dire se è corretto e cosa fare da ora in avanti.Mi potrebbe dare delucidazioni con riferimenti normativi o circolari?Grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno,
      non ci sono riferimenti normativi precisi, è l’inps a valutare l’esonero o meno sulla base di due fattori: tempo impiegato e reddito percepito.

      Se da dipendente risulta essere la primaria sia dal punto di vista dei redditi, sia dal punto di vista del tempo impiegato, può richiedere l’esonero dal versamento dei contributi inps.
      Questa è una valutazione che spetta all’inps.
      Le consiglio comunque di recarsi allo sportello inps della sua città, con le ultime buste paga e cud e farne richiesta.
      Potrebbe ottenere l’esonero per ciò che riguarda la sua posizione, mentre il coniuge se non ha redditi da dipendenti è tenuto al versamento dei contributi inps per intero.

      Saluti

  2. ELISABETTA scrive:

    SE INVECE IL RAPPORTO DI LAVORO E’ COME AMMINISTRATORE MI SPIEGO MEGLIO AMMINISTRATORE DI SOC. X E VERSO CONTRIBUTI ALLA GESTIONE SEPARATA SOCIO DI SRL COMMERCIALE Y VERSO ANCHE CONTRIBUTI ALLA GESTIONE COMMERCIANTI L ATTIVITA’ ALL’INTERNO DELLA SOCIETA E’ CONDOTTA DA ALTRO AMMINISTRATORE E SOLO IN MODO PARZIALE DAI SOCI

  3. Terry scrive:

    salve colgo l’occasione per ringraziare per i consigli che date e le informazioni. Grazie. Io ho una pizzeria d’asporto e sono aperta solo 20 ore settimanali, l’inps lo devo pagare tutto? oppure sono una percentuale?

  4. AD scrive:

    buongiorno, sono anche io una dipendente di uno studio di architettura, sono iscritta all’albo e vorrei lavorare anche autonomamente dovrei pertanto versare il
    18% alla gestione separata dell’inps di cui posso rivalermi in fattura del 4%
    devo iscrivermi all’inarcassa? nel caso quanto devo versare?
    poi oltre a questi versamenti devo pagare le tasse con il 730 sul mio reddito complessivo compreso anche delle prestazioni come libero professionista?
    e se decidessi di fare solo la ricevuta per prestazione occasionale?

    • Cristian Marra scrive:

      Salve,
      dovrà versare ad Inarcassa il contributo integrativo del 4%, che dovrà addebitare in fattura.
      E’ corretto versare alla gestione separata il 18%, mentre la rivalsa inps 4% (gestione separata) è facoltativa addebitarla in fattura al cliente.
      Presenterà il mod. unico con quale dichiarare tutti i suoi redditi, anche quello da lavoro dipendente. Questo se ha partita iva.
      Sotto i 5.000€ può emettere ricevute di prestazione occasionale.
      Se non ha partita iva può presentare il mod. 730.

  5. Antonio Fusco scrive:

    Insegno in un Istituto Paritario per odontotecnici con contratto a tempo indeterminato a 18 ore settimanali. Intendo aprire la Partita IVA onde intraprendere una attività in proprio quale odontotecnico. Sono obbligato al versamento dei contributi INPS? Grazie per la provata disponibilità.

    • ANTONIO scrive:

      Dr. Marra,
      ancora non ho avuto riscontro al mio quesito. Ho “saltato” qualche passaggio?

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Antonio, bisognerà sempre stabilire quale sia l’attività prevalente dal punto di vista dei redditi.
      Comunque l’esonero potrà richiederlo (in fase di apertura partita iva) e credo che, almeno nella fase iniziale, ci siano buone possibilità di ottenerlo, poi come detto, dipenderà dall’entità dei redditi che consegue con la partita iva.

  6. SIMONE scrive:

    Salve , mia moglie è una lavotatrice dipendente part-time a tempo indeterminato con contratto a 25 ore settimanali , vorrebbe aprire una p.iva a regimi minimi . Deve versare i contributi inps ???
    Grazie in anticipo

  7. Graziano scrive:

    Salve
    L’aliquota dei versamenti INPS per un lavoratore dipendente (4* livello) di un’azienda del settore Metalmeccanica Piccola e Media Industria (snc) a quanto ammonta?
    Ipotizzando una busta paga netta di 1200€ mensili, a quanto ammonterebbero i contributi INPS netti?

    Inoltre, un’azienda con più di 15 dipendenti ha delle agevolazioni fiscali riguardo al versamento dei contributi in base al numero di dipendenti ?
    Non so, magari versando i contributi in modo cumulativo?

  8. Paolo scrive:

    Dott. Marra Buonasera,
    seguo il suo sito con molto interesse e trovo gli articoli sempre puntuali e molto chiari.

    Avrei da chiederLe gentilmente un chiarimento premesso che:
    sono un impiegato metalmeccanico azienda privata di 5 Livello (CCNL Industria privata e installazione d’impianti);

    Ho avviato una ditta individuale e richiesto esonero dal versamento del minimale Inps (3.200€);
    In caso la mia azienda mi mettesse in Cassa Integrazione Guadagni a zero ore mantengo il diritto all’esonero dal versamento del minimale Inps?
    ci sono degli adempimenti particolari?

    La ringrazio in anticipo.

  9. Marika scrive:

    buona sera.. volevo sapere se era possibile ricevere un informazione… volevo sapere i requisiti per poter aprire un salone di parrucchiera… io vivo in provincia di treviso ho 27 anni quasi,ho seguito i 5 anni di apprendistato e poi sono passata parrucchiera qualificata di terzo livello a maggio 2012… spero di ricevere presto buone notizie,grazie distinti saluti

  10. Angelo Consoli scrive:

    Bravo antonio.complimenti per questa importante iniziativa professionale.ti confermi sempre un grande

  11. Gianni scrive:

    buongiorno… sono un laureato in scienze motorie e collaboro con un centro di riabilitazione facendo 25 ore settimanali, fino ad adesso a prestazione occasionale,ma da ottobre 2013 mi hanno chiesto di aprire la partita iva perche nn è piu possibile la prestazione occasionale in quanto supero i 5000 euro annuali.Le volevo chiedere siccome il mio compenso era di 600 netti quanto dovrò chiedere di aumento per compensare le spese per la partita iva ?
    grazie mille

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Gianni.
      Consideri che dovrà iscriversi alla gestione separata Inps. L’aliquota contributiva è attualmente del 27,72%, contributi che si calcolano sull’utile (ricavi – costi).
      Poi ci sono le tasse. Queste dipendono dal regime contabile che sceglie di adottare. Per esempio nel regime dei minimi si paga il 5% di tassazione. Deve verificare di possedere tutti i requisiti per aderirvi.
      In altri regimi la tassazione è più alta.
      Ipotizzando che abbia i requisiti per il regime dei minimi, credo che debba chiedere almeno 900/950 euro mensili per avere lo stesso reddito di adesso.

      Consideri che comunque con la partita iva può dedurre tutte le spese inerenti l’attività.

      • Gianni scrive:

        Grazie della risposta…
        Per fortuna rientro nel regime dei minimi ma mi è stato proposto solo 150euro mensili in piu… non c’è possibilità di non pagarmi i contributi ma pagare solo la tassazione? visto che fino ad ora ho lavorato sempre a prestazione occasionale e nn contribuiti versati.
        Per beneficiare dei contributi versati,tra molti anni,si deve raggiungere un tot oppure ti spettano tutti i contributi versati in passato?
        Non so se sono riuscito ad essere comprensibile…

        • Cristian Marra scrive:

          Purtroppo i contributi da versare alla gestione separata sono obbligatori. Affinchè siano validi ai fini pensionistici bisogna versare per almeno cinque anni.

  12. Massimiliano scrive:

    Salve,
    lavoro come grafico in un impresa della GDO. Ho un contratto full-time a tempo indeterminato.
    Ora vorrei aprirmi la partita IVA per intraprendere contemporaneamente l’attività di fotografo. Dovrei versare ulteriori contributi INPS? Di quali altri oneri dovrei farmi carico?
    Essendo un’attività nuova potrei rientrare nel regime fiscale dei “minimi”?
    grazie mille in anticipo

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Massimiliano,
      l’attività di fotografo può essere svolta sia sotto forma di impresa che come libero professionista.
      Si potrebbero individuare come attività di libera professione quelle attività che vengono svolte in assenza di struttura e con poche attrezzature.
      In questo caso bisognerà iscriversi alla gestione separata Inps. Dovrebbe comunque versare i contributi in percentuale ridotta (18%), calcolati sull’utile.

      Se si configurasse attività d’impresa, dovrebbe iscriversi alla camera di commercio o meglio l’attività viene considerata artigiana, ed essendo lei dipendente full-time non avrebbe i requisiti per l’iscrizione all’albo artigiani.

  13. Luca scrive:

    Ciao, quanto costa l’apertura della partita iva?? cioè le spese per l’iscrizione alla camera di commercio e bollettini vari.Si paga ogni anno o solo il primo??
    Quale dovrebbe essere il compenso annuale da pagare ad un commercialista per fatturati di 10-15.000 euro annui?? grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Per una ditta individuale si versa, al momento dell’iscrizione, bolli e diritti di segreteria (17,50+18,00 euro).
      Entro 30 giorni si versa il diritto annuale 88 euro, importo che si paga annualmente.
      Per il compenso del commercialista dipende dal regime contabile (regime minimi, semplificata, ordinaria).

      • Luca scrive:

        ma se la partita iva la apro ottobre 2013, ho 31 anni e a apro come regime dei minimi,mi varrà fino a ottobre 2018? mi conviene aprirla a gennaio 2014 o ottobre 2013? cosa cambia? cioè i 5 anni come si calcolano?

  14. elisa scrive:

    buonasera,
    domanda….se io ho una partita iva a regime minimo posso lavorare sotto padrone e lui farmi la busta paga???i contributi inps me li versa il datore di lavoro o devo versarli io???grazie!

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Elisa, in linea generale c’è compatibilita tra lavoro dipendente e partita iva.
      Per quanto riguarda i contributi Inps e la doppia contribuzione bisogna capire che tipo di attività si svolge con la partita iva, se libera professione o attività d’impresa.

  15. angelo scrive:

    buonasera
    gentilmente espongo brevemente la mia condizione , sono part verticale al 66 % con contratto a tempo indeterminato,lavoro dunque da gennaio ad agosto come dipendente , inoltre ho p iva come procacciatore d affari e iscrizione alla camera di commercio sono tenuto a versare i contributi inps per intero o esiste un regime agevolato ?preciso di non essere iscritto alla gestione separata

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno,
      per quel periodo in cui è dipendente può, a mio avviso, richiedere l’esonero. Ne faccia richiesta alla sede inps di sua competenza, con tanto di documentazione (CUD, buste paga). Se l’attività principale dal punto di vista del reddito è quella da dipendente, io credo non abbia difficoltà ad ottenere l’esonero.

      • angelo scrive:

        salve dott a distanza di un po di tempo dopo aver presentato istanza cancellazione commercianti, l inps ha rigettato la stessa, indicando a motivo che “il contemporaneo svolgimento di attivita da lavoratore dipendente part time non rappresenta causa ostativa all assoggettamento contributivo della gestione speciale esercenti attivita commercio” .posso fare qualcosa al fine di evitare un aggravio eccessivo in termini di oneri contributivi considerato che i contributi verranno pagati sia da me per l attivita a partita iva che dal datore per 8 mesi all anno relativamente al lavoro da dipendente part time ? mi accingo a fare ricorso. grazie porgo cordiali saluti

  16. Angelomaria Di Salvo scrive:

    proficuo lavoro a lei e al suo team dott Marra

  17. Previdenza professionisti: niente Gestione Separata Inps per chi versa ad una cassa.
    L’obbligo di iscrizione alla Gestione separata dell’Inps non è valido per quanti svolgono attività soggette al versamento di contributi di qualsiasi genere presso una Cassa di previdenza dei professionisti, dunque risulta irrilevante se si tratti del contributo soggettivo o integrativo. Questo, almeno, è quanto è emerso da una sentenza del giudice del lavoro, presso il tribunale di Rieti, chiamato a decidere in merito ad un ricorso fatto da un architetto contro l’iscrizione d’ufficio, perpetrata dall’Inps, alla gestione separata con relativo pagamento di contributi e sanzioni civili per gli anni 2005 e 2006.

    Il ricorrente sosteneva di essere un architetto iscritto all’Albo, di aver prestato, nel periodo indicato, attività lavorativa come insegnante presso un’università statale e poiché aveva, in quanto tale, posizione assicurativa e contributiva presso l’Inpdap (ora Inps), oltre ad aver prestato contestualmente attività di libero professionista in qualità di architetto per la quale però aveva regolarmente corrisposto a Inarcassa, presso cui era pure iscritto, i contributi integrativi (ai tempi non destinati a fini previdenziali).

    Il giudice, per prendere una decisione riguardo a questo caso, in pratica si è riferito all’articolo 18, comma 12, del Dl 98/2011 in base al quale l’iscrizione alla Gestione separata è obbligatoria solo per i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia sottoposto all’iscrizione ad appositi albi professionali, ossia ad attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11, in base ai rispettivi statuti e ordinamenti.

    Di qui deriva la decisione secondo la quale l’architetto iscritto all’albo, che ha sia un lavoro come dipendente che come libero professionista, dal momento che è assicurato presso l’Inps non è tenuto al versamento del contributo soggettivo all’Inarcassa, ma è tenuto a versare i contributi integrativi sul fatturato della propria attività nei confronti della Cassa privata in relazione all’attività professionale svolta.

    Avendo il legislatore imposto l’obbligo di iscrizione alla gestione separata solamente per quanti svolgono attività che non sono soggette al versamento del contributo senza ulteriori specificazioni, niente autorizza ad operare una distinzione tra la tipologia dei versamenti contributivi per sostenere che essendo l’attività oggetto di causa non soggetta a quello soggettivo, sia data la condizione di legge per l’obbligo di iscrizione alla gestione separata.

    http://www.leggioggi.it/2013/09/24/previdenza-professionisti-niente-inps-per-chi-versa-ad-una-cassa/

    Si consulti la pag. 423, il Rapporto Annuale INPS 2012, scaricabile al link riportato di seguito:
    http://www.inps.it/docallegati/Informazioni/Documents/INPS_RA%202012_interno%209.7.2013.pdf

  18. Inaredis scrive:

    Chi ingegnere o architetto nonchè dipendente paga regolarmente il contributo integrativo al inarcassa non è tenuto all'iscrizione alla gestione separata inps. Oltre alle varie sentenze dei Tribunali italiani, si legga l'artiolo apparso il 24.09.13 sul sole24ore. E' Gradita rettifica al fine di non creare spiacevoli situazioni.

  19. sabrina scrive:

    buongiorno, ho aperto P.I nel 2012 per attività libero professionale, e sono iscritta alla gestione separata inps di cui pago il 28% circa..a breve mi è stato proposto di essere assunta con contratto part -time per poche ore settimanali, da un’azienda privata, farei circa 24 ore mensili ..quindi l attività di dipendente non sarebbe la mia principale….vorrei sapere se in questo caso come professionista iscritta alla gestione separata, pagherei sempre il 28% o il 18% ! e se devo essere configurata dall’azienda nello stesso ruolo che ho nel lavoro autonomo o no….se vengo configurata nello stesso ruolo, rientrerei nella mera prosecuzione? tra l altro è possibile che sempre a breve la clinica per cui lavoro mi proponga un contratto comelibera professionista..quindi sempre a partita iva… cambierebbe qualcosa questo? spero in una risposta…grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Sabrina, essendo iscritta ad altre forme previdenziali verserà i contributi con aliquota ridotta.
      L’azienda l’assumerà per la mansione che svolge all’interno di essa. Non vedo problemi con la mera prosecuzione perchè la partita iva è stata aperta prima dell’assunzione.

  20. carla scrive:

    salve, ho 38 anni e un contratto part time 24 ore sett del terziario vorrei aprire partita iva per vendita dettaglio ingrosso articoli no food prevalenza elettronica anche via web. Devo versare i contributi ho la possibilità di agevolazioni o sgravi.grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno,
      se l’attività principale dal punto di vista del reddito resta quella da dipendente può inoltrare richiesta di esonero all’Inps.

  21. jack scrive:

    Buongiorno avrei bisogno di una delucidazione, ho un contratto partime 24 ore vorrei aprire una partita iva per e-commerce vado all’inps e mi dice( l’impiegato di turno gnorro) che devo versare per intero i contributi. Cortesemente penso che posso essere esonerato come devo appellarmi vi è una specifica circolare posso suggerire qualcosa allo gnorro, grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Salve, putroppo in merito l’inps non ha emanato nessuna circolare. E’ l’istituto che decide caso per caso. Faccia presente che si tratta di un attività secondaria, svolta nel tempo libero e sopratutto che l’attività principale dal punto di vista reddituale è quella da dipendente.

  22. Elisa scrive:

    Buongiorno Dott. Marra,
    Ho un quesito da sottoporle:
    Sono assunta part time (20 ore settimanali) a tempo indeterminato come impiegata presso azienda del settore commercio;
    A febbraio 2013 ho aperto partita IVA come artigiana (sartoria e confezione abbigliamento); questa mia seconda attività (che mi occupa circa 1 ora al giorno) per ora non ha dato nessun reddito.

    Mi chiedo se oltre ai contributi INPS versati dal mio datore di lavoro , devo pagare i contributi INPS per l’attività artigiana dato che il tempo e reddito prevalenti sono quelli dell’attività dipendente.

    Grazie in anticipo
    buon lavoro

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Elisa, come avrà letto nell’articolo, non essendoci una normativa ben precisa, ma tutto è a discrezione dell’Inps, le consiglio comunque di fare richiesta di esonero. Valuterà l’ente.
      Se ha il pin dell’Inps può farlo online oppure presso la sede di sua competenza.

      • Elisa scrive:

        Dott. Marra, grazie della celere risposta.
        Sono riuscita a prendere appuntamento presso la sede INPS di competenza per la prossima settimana, per chiedere un parere. Posso chiedere che la risposta mi sia data per iscritto oltre che durante il colloquio con il funzionario INPS?
        Grazie di nuovo

        • Cristian Marra scrive:

          Certo. Per fare questo però dovrà anche lei per iscritto presentare richiesta di esonero.

          • SIMONE scrive:

            Buona sera , come chiesto qui in precedenza volevo sapere se mia moglie lavoratrice dipendente part-time 25 ore settimanali aprendo una p.iva era esente al versamento Inps . Dopo diversi colloqui all’Inps di conpetenza (Jesi prov. Ancona) e diverse controversie tra i vari dipendenti Inps (insomma neanche loro sanno come interpretare la normativa) alla fine fine mi è stato detto che SONO OBBLIGATO al versamento ; non vale + il discorso lavoro primario – secondario ecc. ecc. Le solite leggi all’Italiana ad interpretazione …………. Chiedo un ultima cosa : ma in Italia è obbligatorio il versamento Inps ??? se si perchè ????? Grazie in antipico

          • Cristian Marra scrive:

            I contributi Inps sono obbligatori ai fini pensionistici.
            Purtroppo non esiste una circolare precisa, ma è l’ente che valuta caso per caso.

  23. SIMONE scrive:

    Grazie come al solito dott. Marra , mi dò una risposta da solo : se non esiste una circolare precisa mi immagino quante esenzioni concederanno ………….. siamo alle solite siamo in Italia .

    • Cristian Marra scrive:

      Ai miei clienti a cui ho richiesto l’esonero (dipendenti full-time), ho sempre ottenuto l’esonero.
      La cosa che più lascia perplessi e che a me sembra che ogni sede Inps faccia come vuole, senza seguiere una logica ben precisa e sopratutto una normativa ben precisa e chiara.

  24. Silvio scrive:

    Salve sono dipendente fulltime a tempo indeterminato,vorrei rilevare con mia moglie un bar,che tipo di società mi conviene fare,posso non pagare la doppia INPS,oppure posso aprire una ditta individuale a mio nome con coadiuvante mia moglie senza reddito,per non pagare anche lei INPS?siamo indecisi sul da farsi e vorremo trovare la soluzione più conveniente. Grazie Silvio.

    • Cristian Marra scrive:

      Anche il coadiuvante familiare viene iscritto all’inps e deve versare i contributi. Il minimale ammonta attualmente a circa 3.300 euro.
      Si può pensare di costituire un impresa familiare. Sua moglie si iscriverà all’inps, mentre lei essendo dipendente potrà richiedere l’esonero.
      Oppure creare una società di persone, attribuendo una percentuale maggiore di reddito a sua moglie e una percentuale minore a lei, visto che è dipendente e ha già redditi soggetti ad Irpef.

  25. Piero scrive:

    Dott. grazie sin d’ora per la risposta.
    Io e la mia convivente vorremmo costituire una snc per intraprendere un’attività e provare ad accedere alle agevolazioni del 32/08 (disoccupati e donne). Lei è dipendente settore privato a tempo indeterminato, io inoccupato.
    Coviene la formula di amministrazione disgiunta? Lei può essere amministrartrice della nostra snc e dipendente privata? Può essere esonerata dal pagamento dei contributi Imps…e..se si… deve iscriversi alla gestione separata? Forse sono troppe le domande ma i testi di legge sono in ARAMAICO :-) grazie ancora

  26. valentina scrive:

    invece io sono iscritta alla gestione commercianti come amministratore srl unipersonale
    fisicamente l’attività non esiste più, ma ancora non è stata chiusa al registro delle imprese.
    sono stata quindi assunta come dipendente full time, contributi versati quindi per lavoro dipendente, ma ancora mi richiedono i contributi commerciante…mi dicono che fino a che la posizione societaria non viene chiusa glieli devo versare?
    posso oppormi in qualche modo…alla fine se avessi avuto i soldi per proseguire l’attività e pagarmi i contributi certo non sarei andata a lavorare per qualcun’altro…

    • Cristian Marra scrive:

      Immagino sia stata alla sede inps di sua competenza per presentare richiesta di esonero. Se non lo avesse fatto vada di persona, documentando il tutto con le ultime buste paga e CUD. Potrebbe fare ricorso o più semplicemente cercare di chiudere la srl.

  27. Michele scrive:

    Salve Dottore,
    sono un dipendente full time (da apprendista fino al 2016) di un’azienda che agisce nel campo web. Sto avendo dei guadagni in continuo crescere da un’attività esterna e vorrei mettermi in regola da gennaio. E’ possibile aprire P.IVA nel regime dei minimi (soddisfo i requisiti) e non pagare i contributi INPS dando per scontato che avrò un ricavo inferiore rispetto al lavoro da dipendente? Questo perché pagare il minimo (circa 3300€) unito al costo di un commercialista significherebbe andare poco sopra il pareggio. Di contro c’è che non posso comunque continuare così in quanto sono “irregolare”

    Grazie mille

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Michele, dovrà richiedere l’esonero già in fase di apertura partita iva, comunicando all’inps i dati del proprio datore di lavoro (matricola inps, partita iva) e di essere dipendente, versando quindi i contributi già come dipendente. Nel campo annotazioni evidenzierà che trattasi di attività secondaria.

      • Michele scrive:

        Grazie per la risposta, vorrei aggiungere un’ulteriore domanda che in caso di risposta potrebbe essere utile a molti che come me sono arrivati su questo bel blog: la mia seconda attività di guadagno è relativa alla vendita di applicazioni sviluppate da me su Apple Store e su Google Play, lei non sa qual’è il codice attività di riferimento?In molti blog/forum ho trovato parecchi pareri discordanti, alcuni dicono non sia ancora normato, altri di far passare il tutto come attività d’ingegno ed avere addirittura altre agevolazioni come tale.
        Grazie mille

        • Cristian Marra scrive:

          Se cerca sul sito troverà anche un articolo a riguardo. A mio avviso (opinione condivisa da alcuni miei colleghi) tale attività è considerata una prestazione di servizi specifici immateriali del tipo di commercio elettronico diretto, dove sia la transazione sia il pagamento avvengono interamente online. Seguendo questa linea il codice attività è il 47.91.10.

  28. Cristian scrive:

    Salve, sono un lavoratore dipendente a tempo pieno con reddito di 15000 euro annui, ho aperto da poco una ditta individuale per commercio online con regime dei minimi, prevedo di non fare un grosso fatturato annuo massimo 5/6 mila euro lordi.
    Al momento dell’apertura il consulente ha richiesto all’inps la non iscrizione e da ricevuta dell’inps è stata accolta, ma passati 6 mesi adesso mi è arrivata una comunicazione dove mi richiedono di versare 1680 euro di contributi perchè a differenza di quanto descritto nella ricevuta inps risulto iscritto. Adesso ho appuntamento per la prossima settimana per richiedere la cancellazione, ma quello che mi preme e capire se i contributi che mi hanno addebitato anche se viene accolta la cancellazione li dovrò versare ugualmente?? la risposta all’accettazione della cancellazione è immediata?? grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno,
      se il ricorso viene accolto, e così deve essere, non dovrà versare quella cifra. Non capisco perchè, se ha ricevuta di non iscrizione, risulta iscritto.
      Documenti il tutto con cud e buste paga. La cancellazione dovrebbe essere immediata.

  29. Andrea scrive:

    Buongiorno Dott. Marra,
    le espongo un problema molto sentito anche da altri:
    ho 38 anni lavoro full-time e a tempo indeterminato, come hobby possiedo un sito web con il quale genero un guadagno da affiliazioni online estere superiore a 5.000,00 annui in forte crescita. La società che mi paga è americana e non è tenuta a rilasciarmi nessuna documentazione fiscale in italia, io ho solo i pagamenti versati su un conto paypal come prova.
    Come posso dichiarare questo reddito al fisco?
    Devo aprire p.iva con regime dei minimi?
    Lattività rientra nel procacciatore d’affari oppure 63.12.00 Portali web + 73.11.02 Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari?
    Devo versare i contributi INPS due volte?
    Troppa carne al fuoco ma era doveroso.. Grazie infinite.

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Andrea,
      a mio avviso deve aprire partita iva con codice attività 73.11.02.
      Deve iscriversi al registro imprese (costi 130 euro circa).
      Essendo dipendente full-time richiederà l’esonero all’inps in quanto versa già come dipendente.
      Può aderire al regime dei minimi poichè non si tratta di cessione all’esportazione di cui all’art. 8. Eviterà così il cumulo dei due redditi e quindi una maggiore tassazione. Pagherà infatti sui redditi da partita iva solo il 5% di tassazione, mentre su quelli da lavoro dipendente ha già le trattenute in busta paga.
      Se ha ulteriori dubbi chieda pure. Saluti

  30. marco scrive:

    salve,sono un dipendente con contratto indeterminato di una holding spa che si occupa di trasporto pubblico locale. vorrei però lavorare in proprio come istruttore subacqueo,perciò aprire p.i. acquistare un mezzo (pick up) x lavorare e un gommone. potrei secondo lei farlo? e potrei recuperare almeno l’iva da questi beni che mi servono per lavorare?
    grazie 1000

  31. Anonimo scrive:

    Salve sono una ragazza che ha avviato un attività commerciale da un anno circa con una socia quindi un snc e non potendo affrontare tutte le spese che quest impegno comporta, mi chiedevo se potevo comunque lavorare da dipendente per qualche ora alla settimana come centralinista e continuare a versare regolarmente i miei contributi. grazie. Giovanna

  32. tiziano scrive:

    Salve Dott. Marra, sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato, volevo sapere se facendo occasionalmente servizi fotografici mi conviene aprire una partita iva o offrire il servizio come prestazione occasionale.(se ho ben capito la prestazione occasionale é così definita solo se avviene per puro caso, e non se mi faccio pubblicità tipo online) Premetto non ho ancora fatto nulla ed ho un sito puramente a scopo illustrativo. Grazie mille.

  33. Gianluca scrive:

    Gentile Dott. Marra, vorrei farle una domanda inerente al regime dei minimi. Lavoro in PosteItaliane Spa ed ho un contratto a tempo indeterminato di 36 ore settimanali, sono Laureato in Ingegneria Elettronica e sono iscritto all’albo degli Ingegneri. Ho appena compiuto 34 anni lo scorso Dicembre, vorrei aprire la partita iva beneficiando del regime dei minimi. Mi piacerebbe svolgere una serie di attività: Riparazione e rivendita di Computer, riparazione di TV, Progettazione(attività di Libero Professionista) e installazione di Sistemi di trasmissione dati, sistemi di telefonia Voip,video sorveglianza, domotica, impianti di allarme ed infine vorrei aprire un sito di E-commerce con la vendita di prodotti elettronici, illuminazione a led e di sistemi audio luce, alcuni di questi prodotti li vorrei importare dall’estero. Non capisco perchè vi sia la differenza se uno apre un attività commerciale dal svolgere attività di libero professionista per quanto riguarda la gestione separata dell’Inps. Dato che vorrei fare tutte queste attività dovrò pagare l’INPS per la gestione separata e Inarcassa. La ringrazio in anticipo.

    • Gianluca scrive:

      Nessuna Risposta?

      • Cristian Marra scrive:

        Buongiorno Gianluca,
        innanzitutto il mio consiglio è di verificare eventuali incompatibilità con il suo albo professionale.
        Le attività elencate hanno un inquadramento diverso: riparazione è attività artigianale e dal momento che è dipendente ciò è incompatibile con l’iscrizione all’albo artigiani. L’e-commerce è un attività commerciale.
        A mio avviso l’inquadramento corretto per svolgere il tutto sarebbe quello di iscriversi al registro imprese, indicando come attività principale il commercio elettronico e aggiungendo poi tutti gli altri codici attività.
        Non dovrà effettuare nessuna iscrizione alla gestione separata e potrà a mio avviso richiedere l’esonero alla gestione Inps versando già come dipendente.

  34. Daniele scrive:

    Buonasera, sono un dipendente privato a tempo indeterminato e vorrei sapere se mi è possibile aprire la p iva per svolgere un altra attività. ( es. Venditore porta a porta)
    Grazie

  35. paolo scrive:

    Salve dr. Marra,

    sono un impiegato di banca a tempo indeterminato (full time) e mi piacerebbe poter partire con un’attività extra. In pratica, per hobby, realizzo opere d’arte (scultura, dipinti, etc.) e mi piacerebbe venderle.
    Ove mi venisse commissionata una mole lusinghiera di opere, non vorrei incappare in problemi con il fisco e l’inps. Secondo lei, dovrei aprire una P.Iva? Se sì, sarebbe compatibile con il mio lavoro in banca? Grazie per il suo aiuto! Paolo

  36. claudia scrive:

    Egregio Dr. Marra,
    sono dipendente full time tempo indeterminato presso un’azienda settore commercio, e nel frattempo ho aperto partiva iva come artigiano: il mio commercialista mi ha fatto pagare dall’apertura l’INPS…ma da quanto letto sopra, mi sta venendo il dubbio di poter avere diritto all’esonero (consideri che sto ancora fatturando veramente poco) e la mia attività da dipendente è ancora la principale, in ogni senso.
    Ringrazio anticipatamente per la Sua cortese risposta.
    Un cordiale saluto.
    Claudia

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Claudia, è sicura di essere iscritta come artigiano?
      L’iscrizione all’artigianato è incompatibile con una posizione lavorativa da dipendente full-time.

  37. Irene Perugini scrive:

    Buonasera, insieme al mio ragazzo abbiamo seguito un corso di amministrazione condominiale on line, la cui iscrizione è stata effettuata a mio nome perchè l'unica ad avere i requisiti, adesso che abbiamo concluso il corso e l'attestato è a mio nome si presenta il problema di come poter impostare l'attività in modo equo. L'obbligo della partita iva si presenta dopo l'acquisizione del secondo condominio ma noi vorremo avviare l'attività in modo tale che i ricavi/i contributi ecc.vengano suddivisi/versati in parti uguali;come possiamo fare escludendo l'apertura di una società visto che al momento non abbiamo acquisito neppure un condominio!?Ringrazio anticipatamente per la risposta.

  38. Daniele scrive:

    Salve. Io ero titolare di un’attività commerciale che è cessata alcuni anni dopo che sono stato assunto full time da un’impresa privata. Oggi mi è arrivata una cartella da Equitalia riguardante inps per gli anni 2010-2011-2013. Cosa devo fare e a chi devo rivolgermi? Non mi resta che pagare o posso cancellare il debito in qualche altro modo?

  39. Milena Walker scrive:

    Buongiorno. Sono una signora di 47 anni. Lavoro come dipendente part time e “socia” ( 30 ore settimanali) di una società cooperativa e guadagno circa 1200 euro netti al mese.
    Vorrei aprire una P.Iva nel regime dei minimi per svolgere un’attività di consulenza nel tempo rimanente.
    So che nel regime de minimi il massimo fatturato annuo è di 30.000 euro e che la tassazione è del 5% irpef + 25,72 % imps.
    La mia domanda è: per rimanere nel regime dei minimi il tetto di 30.000 euro lordi annui è inteso come la somma del reddito da lavoro dipendente sommato a quanto fatturero’ oppure i 30.000 sono da intendersi solo come reddito da piva?
    Le sarei grata di una sua gentile risposta.

    Una quarantasettenne

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Milena, il tetto dei 30.000 euro è riferito al solo volume d’affari generato dalla partita iva. Non rientrano gli altri redditi.

  40. Gerardo scrive:

    Dott. Marra Buongiorno,
    seguo il suo sito con molto interesse e trovo gli articoli sempre puntuali e molto chiari.

    Avrei da chiederLe gentilmente un chiarimento
    sono un operaio metalmeccanico in una grossa azienda
    a tempo indeterminato

    vorrei avviare una ditta individuale e richiedere l’ esonero dal versamento del minimale Inps (3.300€);
    In caso la mia azienda mi mettesse in Cassa Integrazione Guadagni a zero ore,mantengo comunque il diritto all’esonero dal versamento del minimale Inps?
    percepirò comunque i benefici della cassa integrazione?
    ci sono degli adempimenti particolari?

    La ringrazio in anticipo.

  41. antonio scrive:

    SALVE MI CHIAMO ANTONIO HO 56 ANNI CON 34 ANNI DI SERVIZIO
    COME DIPENDENTE DI UNA SOCIETA’ PRIVATA A TEMPO INDETERMINATO 36 ORE SETTIMANALI
    E UN REDDITO DI 43000 EURO LORDI ANNUO.
    INTENDO APRIRE UNA PARTITA IVA PER COMMERCIO ON LINE DA CASA IN TEMPO LIBERO.

    Quello che vorrei capire sono i costi a cui vado incontro se decido di intraprendere questa attività di vendita part-time.
    Sento parlare apertura di PIVA come ditta individuale. Obblighi di o meno di versamento INPS ? Cumulo IRPEF ecc?

    Leggendo sulla rete e anche parlando con un paio di commercialisti continuo a sentire pareri discordanti circa la necessità di iscrizione all’INPS e i relativi circa 2.800 euro / annui da versare: chi dice che essendo già dipendente non devo versarli, chi dice che devo farlo in ogni caso: mi aiutate? I redditi ai fini Irpef poi si cumulano?
    Il succo è che prima di aprire partita IVA (ditta individuale) vorrei avere un quadro ben chiaro di tutte i costi che andrei a sostenere.

    Grazie mille ANTONIO

  42. giuseppe scrive:

    salve sono un ragazzo di 24 anni e da circa 9 mesi ho aperto un’ attività dove offriamo dei servizi alla nostra clientela (non vendiamo prodotti) .Ed ho gia’ ricevuto circa 2000,00 euro di contributi inps che non posso pagare, perché non ho la possibilità e quindi rischio di chiudere l’attività (E ADDIO FUTURO) .Cosa posso fare ???

    • Cristian Marra scrive:

      Purtroppo nulla, i contributi inps sono obbligatori. Se non riesce a coprirli sarebbe bene a mio avviso chiudere l’attività.

  43. valentina scrive:

    buonasera , vorrei avere dei chiarimenti in merito ad una questione :
    è possibile che uno studio medico possa assumere uno specialista con contratto part time (15 ore) per direzione tecnica e allo stesso tempo il medico possa svolgere attività autonoma occasionale presso lo stesso studio medico e quindi per tale attività fatturare con partita iva?

  44. Gianni scrive:

    Salve Dottore, ho 39 anni e dipendente full time di una ditta metalmeccanica artigianada 22 anni con reddito lordo annuo di circa 26 mila euro. Vorrei aprire partita iva per gestire un numero a valore aggiunto. Sarebbe una seconda attività, io gestire la pubblicità del numero e riceverei una percentuale sulle chiamate. Dovrò pagare INPS, posso chiedere esonero, posso usufruire del regime minimi ? Secondo Lei qual’è il miglior inquadramento ? Grazie saluti e buon lavoro….

  45. Gabriele A. scrive:

    Buonasera Dr. Marra,
    le scrivo per porle un quesito per il quale ho ricevuto risposte diametralmente opposte.

    Sono lavoratore dipendente full time (40 ore) a tempo indeterminato. Gestisco alcuni siti web per i quali ho avuto proposta per vendere spazi pubblicitari ed eventualmente partecipare a programmi di affiliazione con commissioni di vendita e revenues sulla pubblicità.
    Vorrei lavorare in regola e sarebbe mia intenzione di aprire una partita iva assoggettata al regime dei minimi.
    Rimane la questione INPS, qualcuno suggerisce che avendo già una posizione sulla quale vengono versati mensilmente i contributi da lavoro dipendente non sono tenuto a versarli su una nuova posizione. Qualcun’altro, parlo sempre di commercialisti, mi ha detto che devo fare una gestione separata e pagare circa 3.200/3.600 euro annui di contributi previdenziali.

    Gradirei un suo parere in merito, magari con riferimento a qualche circolare o legge in modo da potere procedere o meno all’inizio dell’attività.

    Grazie

    Gabriele A.

    • Cristian Marra scrive:

      Buonasera Gabriele,
      dipende da come si vuole inquadrare l’attività. A mio avviso deve essere effettuata l’iscrizione alla camera di commercio e di conseguenza si può richiedere l’esonero all’Inps in quanto versa già come dipendente.
      Le basterà consultare il sito dell’inps. Tra i casi di non iscrivibilità rientra:
      - svolgimento di attività da lavoro dipendente a tempo pieno.
      Vedi qui

      Codice attività da utilizzare: 73.11.02

  46. Andrea Nestola scrive:

    Buonasera Dott. Marra,
    sono un lavoratore dipendente part-time (25 ore sett.) con contratto a tempo indeterminato del settore credito assicurativo dal 2002, con un reddito annuo lordo di circa € 21000. Contemporaneamente svolgo attivita’ di sub agente assicurativo dal 1996 con provvigioni annue di € 4500 circa (10 ore sett.). Per quest’ultima attività verso contributi INPS per € 3361,41 come per i commercianti. Potrei chiedere l’esonero dal pagamento di tali contributi ? Ed infine, potrei chiedere il rimborso della doppia contribuzione versata appunto dal 2002 ad oggi? Ringraziandola anticipatamente per la disponibilita’, le auguro buon lavoro.

  47. Pasquale scrive:

    Salve sono un dipendente di un’azienda privata e sono assunto con contratto a tempo indeterminato full time. Da un paio di anni ho aperto la partita iva (contribuente minimi) come commerciante all’ingrosso di prodotti alimentari. Essendo come attività prevalente, quella da dipendente, non ho mai versato contributi INPS come commerciante. L’azienda in cui lavoro qualche mese fa ha aperto una procedura di licenziamento collettivo e dopo mesi di riunioni sindacali e apparizioni al ministero, hanno raggiunto un accordo. Lavorerò da dipendente fino al 28/02/2014 e dal 01/03/2014 andremo in cassa integrazione in deroga per 3 mesi, prorogabili a massimo 8 mesi (totali).
    Vorrei capire, visto che vado in cassa integrazione, sarò costretto a versare i contributi INPS da commerciante? Premetto che il fatturato della mia azienda all’ingrosso è di 3000/4000 annui. Attendo un vostro cortese riscontro Grazie mille

  48. Davide scrive:

    Buonasera Dottore sono dipendente in un’industria privata nella mia zona come dipendente turnista con 36 ore settimanali con contratto a tempo indeterminato. Proprio oggi, un amico mi ha proposto di prendere un lavoro da poter fare nelle ore libere delle mie mezze giornate. Premetto che l’attività che dovrei intraprendere (assemblaggio di componenti meccanici) non crea nessun tipo di concorrenza con la ditta dove lavoro. Per questa “possibile” attività mi viene richiesta la partita iva. La mia intenzione è quella di incrementare il mio “fine mese”.Come mi posso muovere per essere in regola con tutto?

  49. nunzio scrive:

    Salve a tutti sono nunzio e volevo alcune informazioni. Sono un dipendente di una srl a tempo indeterminato quindi 40 ore settimanali e vorrei aprire uno studio fotografico anche con vendita di accessori fotografici come batterie cornici foto tessere e varie. Posso farlo? A cosa vado incontro? Quali spese devo affrontare? Saluti

  50. Dafne scrive:

    Buon giorno!! Sono un’ intermediaria assicurativa che ha aperto la partita iva un anno fa in regime dei minimi..mi è stato proposto un contratto a tempo indeterminato a 26 ore e mezza come barista in un centro commerciale! Posso accettarlo e fare entrami i lavori mantenendo la mia partita iva?..e per quanto riguarda l’ INPS?
    Grazie e buona giornata.

  51. patrizia scrive:

    salve
    sono un lavoratore dipendente e vorrei aprire un’impresa familiare, nel regime dei minimi, per gestire un B & B nella mia casa:Il tutto è compatibile? posso chiedere l’esonero dei contributi INPS? Inoltre mio padre pensionato, può essere il mio collaboratore senza percepire stipendio?
    familiare?
    Grazie!

  52. DANIELE scrive:

    Buongiorno Dott. Marra,
    sono ragazzo di 25 anni,lavoratore dipendente di una spa con un reddito lordo di circa 55.000 € e percepisco un affitto di 240 mensili (cedolare secca).
    La mia domanda è la seguente:
    sono intenzionato a svolgere una attività di compravendita (acquisto di merce per poi rivenderla on-line) creando un sito specializzato e affiancandomi a siti come ebay.
    Da quanto ho capito io dovrei aprire la partita iva e chiedere di non pagare INPS e nel mio specifico caso dovrebbe essermi concesso giusto?
    Il non pagare l’inps significa che comunque alla fine dell’anno se ad esempio ho avuto un reddito di 30000€ come partita iva e 50000 € dipendente dovrò comunque pagare in percentuale o sarò totalmente esonerato?
    Cioè sarò esonerato dal solo fisso INPS (gli 800 euro ogni 3 mesi) o totalmente?
    Mi perdoni le tante domande, ho posto già questo quesito anche al commercialista di mio padre ma poiché lavora solo per l associazione artigiani non mi ha saputo rispondere.
    Mi sarebbe di grande aiuto un suo gentile riscontro.
    Restando in attesa le porgo cordiali saluti

  53. valentina scrive:

    salve DOTT. da circa 2 anni lavoro come dipendente in un centro estetico. da qualche giorno sono venuta a conoscenza di questo Regime dei minimi, vorrei sapere se io potrei accedervi dato il mio lavoro dipendente presso un altro istituto. dovrei licenziarmi? farmi licenziare? e quali sono i requisiti che deve avere il locale da affittare in caso la cosa fosse possibile? ANTICIPATAMENTE LA RINGRAZIO E ASPETTO NOTIZIE

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Valentina, avendo svolto lo stesso lavoro come dipendente non può accedere al regime dei minimi per il requisito della mera prosecuzione.
      Dovrà quindi aderire ad altro regime contabile (regime semplificato).
      Il locale dovrà rispettare tutte le norme igienico-sanitarie. Per maggiori dettagli dovrà contattare il Suap.

      • valentina scrive:

        mi scusi dottore . ma come è possibile aprire un’attività senza aver fatto alcuna esperienza in un altro posto? non è possibile

  54. Luca C scrive:

    Buongiorno,sono un lavoratore con contratto fulltime a tempo indeterminato presso un’azienda privata. Vorrei aprirmi una partita Iva al fine di avviare un’attività di solo ecommerce (vendita online) di abbigliamento (scarpe,maglie,etc).
    Il lavoro verrà svolto solo da me,quindi titolare e lavoratore.
    In questo caso devo versare i contributi INPS?
    Grazie per la risposta.
    Saluti,
    Luca

  55. Vito Orlando scrive:

    Buongiorno vorrei sapere se per svolgere l'attività di amministratore condominiale essendo un lavoratore dipendente privato è necessario aprire la partita iva o basta associare i redditi dell'attività privata a aquella del lavoratore dipendente. Grazie cordiali saluti

  56. lella scrive:

    buongiorno
    cortesemente un quesito, io sono impiegata full time 40 ore settimanali a tempo indeterminato presso azienda privata, non le sto a spiegare il perchè ma credo che lo capirà dal tono della mia domanda, sono anche amministratore / titolare al 100% di una srl unipersonale che non ha mai fatturato nulla dal 2005, so che non devo versare alla gestione separata perchè il reddito è sempre stato 0, nel 2007 ho anche subito per altri versi un accertamento GDF e inps e nulla è stato rilevato da ambedue, ora questo è il quesito: vorrei che questa azienda fosse abilitata a partecipare ad gare per l’assegnazione di appalti ove vi sono anche impianti tecnologici e per essere abilitata ha bisogno di un preposto abilitato alla ex lege 46/90 oggi 37/2008, ebbene se io facessi un contratto privato senza obbligo di assumerlo ad una persona abilitata al momento anche disoccupata, (mio marito) ma solo allo scopo di inserirlo in CCIAA in qualità di preposto e quindi certificare l’azienda, a quali spese accessorie come INPS ed INAIL andrebbe incontro l’azienda? a parte versare alla gestione separata nel caso il reddito fosse superiore a quello da me percepito come dipendente? tenga presente che la persona suddetta non sarebbe un prestatore d’opera ma solo preposto aziendale, allo scopo di certificare l’azienda e poter acquisire appalti di lavoro da poi girare eventualmente in sub appalto. inoltre una piccola premessa il preposto (mio marito) ha maturato come titolare di una sas debiti con inps ed inali, la domanda è spontanea, in questo caso il durc verrebbe rilasciato lo stesso a questa SRL, oppure la macchia a questo punto personale ricadrebbe anche su questa altra azienda a cui lui è estraneo da sempre?
    la ringrazio del tempo che vorrà dedicarmi e spero di essere stata esaustiva, altrimenti se vuole aiutarmi ho inserito la mia email
    cordialità Raffaella

  57. Maria Francesca Talarico scrive:

    Io sono un subagente assicurativo. A breve sarò assunta dal titolare dell'agenzia come impiegata con un contratto di lavoro a tempo indeterminato di 36 ore settimanali. Vorrei sapere se posso comunque mantenere la partita iva senza avere l'obbligo di pagare i contributi Inps della gestione commercianti. Grazie

  58. alfredo scrive:

    io ero un piccolo imprenditore ho chiuso l’attività il 07 / 05 / 2014 ma ho fatto la cessazine il 31/ 08/ 2007 non posso lavorare perche sono invalido debbo pagare i contributi x questi anni che io non ho lavorato

  59. Matteo scrive:

    cortesemente una domanda
    che cosa si intende per attivita principale ai fini di lavoratore dipendente+partita iva? in termini di tempo?
    io sono full time indeterminato
    inoltre cosa succede se aprendo la partita iva il reddito di quest’ultimo lavoro con il passare del tempo risultasse superiore a quello da dipendente cosa dovrei pagare all’INPS?
    ultimissima vendere spazi pubblicitari via digital signage che codice ha?

    GRAZIE!
    Matteo

  60. marco baldi scrive:

    Buongiormo Sign. Marra, al momento sono assunto presso una ditta privata con contratto a tempo determinato 36 ore sett. come impiegato. Nei ritagli di tempo eseguo lavori di carrozzeria su auto come levabolli (con prest. occasionali), Prima di esser assunto in questa azienda avevo aperto una P.iva, ma è stata attiva per alcuni mesi senza aver mai fatturato nulla. Oggi mi occorre riaprire nuovamente una P.iva , chiedevo la mia figura viene inquadrata come libero professionista oppure commerciale? nel caso professionista dovrei versare il 18% sul fatturato? Grazie

  61. ANNA scrive:

    Buongiorno,

    sono dipendente a tempo indeterminato full time.Vorrei aprire un’agenzia di organizzazione eventi, posso evitare di pagare i contributi INPS?
    Potrei avere qualche indicazione sulla normativa di riferimento per questo tipo di attività?
    Grazie

  62. maurizio scrive:

    Salve, vorrei cortesemente una delucidazione in merito ai versamenti inps.
    Sono una dipendente di un supermercato con un contratto a tempo indeterminato. Inizialmente il contratto prevedeva 32 ore settimanali, ma successivamente, causa crisi, ci hanno fatto stipulare il contratto di solidarietà di 21 ore settimanali. Poiché vorrei aprire la partita iva per dedidicarmi anche all’attività di fotografa devo versare ulteriori contributi all’inps oltre a quelli che attualmente già verso con il lavoro che svolgo al supermercato?

  63. Ornella scrive:

    Salve sono un architetto ho partita IVA e sono iscritta all’ordine degli architetti, sono dal 2008 un docente a tempo indeterminato.
    Pago all’inarcassa il 4% contributo integrativo. Ho ricevuto dall’inps una sanzione perché non avrei pagato il 17% relativo alla gestione separata per l’anno 2008.
    Dal 2008 pur pagando il contributo integrativo poiché dipendente non sono più iscritta all’inarcassa. Ho visto che lei ha risposto a quesiti analoghi può spiegarmi meglio cosa devo fare?
    La ringrazio molto per la sua disponibilità.

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Ornella,
      deve fare ricorso. C’è una sentenza del giudice del lavoro di Rieti che stabilisce come nel suo caso non si è tenuti ai versamenti alla gestione separata Inps.
      Trova un articolo sul nostro sito a questa pagina. Vedi qui

  64. MONICA scrive:

    Buongiorno. Avrei una domanda. Sono titolare di una partita iva. come libero professionista (scuola di lingue) nel regime dei minimi. Sto pensando di chiuderla e poi di riaprirla a nome di mio marito, che è lavoratore dipendente a tempo intedeterminato (full-time 40 ore) per un’ azienda privata. L’attività non andrebbe ad intralciare il suo lavoro e io continuerei a svolgere il lavoro all’ interno, ma tornerei ad essere a carico suo ed, inoltre, continuerei ad avere contratti di collaborazione a tempo determinato. E’ una cosa possibile? Qaulcuno mi sa dare qualche consiglio o informazione? Grazie. Mònica

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Monica,
      per essere considerata fiscalmente a carico occorre che i redditi siano inferiori a 2.840 euro annui.
      Aprire partita iva a nome di suo marito comporterebbe anche il vantaggio di versare i contributi alla gestione separata con aliquota ridotta, attualmente il 20%.
      Ovviamente suo marito dovrà soddisfare tutti i requisiti per aderire al regime dei minimi, in modo che i due redditi siano tassati separatamente, altrimenti non ci sarebbe nessun vantaggio.

  65. Rocco scrive:

    Salve,
    sono un fisioterapista.
    Ho un contratto full-time a tempo indeterminato presso un’azienda privata convenzionata ASP e sono titolare di partita IVA nel regime dei minimi.
    Desidererei sapere, data la poca chiarezza ricevuta da molti professionisti relativamente il mio settore, se le due situazioni sono compatibli e se possibile aprire uno studio privato a nome mio dato che sono costretto a lavorare esclusivamente a domicilio (purtroppo non sempre possibile).
    In attesa di una V/s risposta vi porgo i miei più cordiali saluti.

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Rocco,
      se il suo contratto da dipendente non lo vieta, a mio avviso può svolgere entrambe le attività.

  66. Frank scrive:

    Salve dottore, sono dipendente con contratto a tempo indeterminato per un’azienda privata con reddito annuo di 27.000 Euro netti, nel 2012 ho aperto P.IVA in quanto ho iniziato a svolgere lavoro di traduzioni online come secondo lavoro per un committente estero, e sono rientrato nel regime dei minimi al 5%. Per questa attività fatturo circa 10.000 Euro annui. In fase di apertura di partita IVA la mia commercialista mi disse che non avrei dovuto corrispondere niente all’INPS in quanto ho già una posizione aperta per il mio lavoro primario da dipendente. Recentemente la stessa commercialista mi ha contattato, per e-mail, dicendo che ora l’orientamento prevalente per chi si trova nella mia posizione è quello di versare il 27,72% alla Gestione Separata dell’INPS per la mia seconda attività, e che questo ha valore retroattivo e l’INPS potrebbe richiedere i pagamenti arretrati. Sa darmi un suo parere in merito? Sono tenuto ad iscrivermi alla gestione separata per la seconda attività o no? Se sì, sono tenuto a versare i contributi per gli anni passati? Grazie per il vostro utilissimo servizio e la vostra competenza.

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Frank,
      nel suo caso (traduttore libero professionista), avrebbe dovuto iscriversi alla gestione separata entro 30 giorni dall’apertura della partita iva.
      E’ corretto quindi versare i contributi alla gestione separata anche se è dipendente.
      Attenzione però. Nel suo caso verserà i contributi calcolati con aliquota ridotta (20% per l’anno 2013) e non con aliquota piena (27,72%) come le è stato riferito dalla sua commercialista.

  67. Adriano scrive:

    Buon giorno Dott. Marra,
    sono un dipendente bancario full time di 35 anni a tempo indeterminato.
    Vorrei aprire partita iva per fare nel tempo libero dei corsi di musica di gruppo. Vorrei capire quale potrebbe essere la formula giuridica più economica a livello di tassazione oppure se ci sono delle tassazioni agevolate come “prestatore occasionale di servizi” e quali sono eventuali limiti di fatturato.
    Grazie mille, cordiali saluti.

  68. Giuseppe scrive:

    salve, sono socio di una snc che svolge attività di artigianato.
    io non opero più materialmente nella società da 3 anni ed ho chiesto il recesso che ancora non si è concretizzato dal notaio.
    nel fratempo lavoro a scuola a contratto. quindi è la mia unica attività
    sono andato all’inps per chiedere la sospensione dei contributi artigiani poichè la scuola già mi versa i contributi ed anche perchè non percepisco reddito dalla società. i funzionari non sanno darmi una risposta. cosa posso fare ?

  69. Glenys scrive:

    Salve,
    Mio marito ha una attività di vendita di animali domestici ed vendita al dettaglio di articoli per animali, poco tempo fa ha avuto una proposta di lavoro con un contratto full time a tempo indeterminato come falconiere. Potrebbe fare tutte e due?

    Grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno, può svolgere entrambe le attività, nessun divieto, però poi chi sta nel negozio? Dovrebbe assumere un dipendente e visti i costi non so fino a che punto convenga.

  70. Lucia scrive:

    Salve,sono una lavoratrice dipendente full time e vorrei aprire una P.IVA per affittare un piccolo locale dove eseguire il lavoro di onicotecnica nel tempo libero. Ho visto che avviando un’attività d’impresa commerciale, non dovrei versare ulteriori contributi all’INPS, ma quali sono le ulteriori spese da affrontare e quali certificati devo richiedere per avere il locale a norma. Non so assolutamente come muovermi….sembra tutto così complicato!

  71. anna maria scrive:

    Sono socio amministratore di una srl per la quale sono regolarmente iscritta alla gestione commercianti. Fino al 2013 ero anche socio di una snc per la quale non era previsto l’obbligo di iscrizione alla gestione previdenziale inps avendo codice di attività 681000. Nell’anno 2012 ho percepito un reddito di partecipazione della s.n.c di € 20.000, regolarmente indicato nel quadro RH, ma non considerato nel quadro RR. Ora l’Agenzia delle Entrate ha emesso una comunicazione di irregolarità con la quale mi chiede il pagamento dei contributi eccedenti il minimale per tale reddito. E’ corretto?

  72. Antonio scrive:

    Buongiorno Dott. Marra
    le scrivo per poter avere una bella risposta esaustiva.
    Sono dipendente presso un’azienda privata con contratto a progetto, e scadenza fine agosto, con buone possibilità di rinnovarlo.
    Vorrei avviare uno studio professionale e portare avanti l’impresa edile di famiglia.
    L’impresa ha diversi codici ateco: 41.20.00 / 43.22.01 / 43.21.01 / 68.32.00 / 46.19.02 non chiedermi come mai ha tutti questi codici di questo se ne è occupato il mio vecchio nonno. E’ possibile avviare uno studio tecnico di geometra e lavorare con contratto a progetto inserendo il codice ateco 71.12.30 all’impresa, cercando di gestire il tutto con un’unica partita iva.
    Grazie
    Posso usufruire di qualche agevolazione all’inps o devo pagare i contributi anche alla cassa dei geometri.

  73. Domenico scrive:

    Buongiorno, sono un dipendente privato a tempo indeterminato (oltre 36 settimanali), vorrei aprire un sito web per di commercio on-Line, vorrei sapere se sono tenuto a pagare i minimali INPS come se quella commerciale fosse la mia unica attività o se de devo pagare proporzionalmente al fatturato della attività commerciale. Mille grazie.

  74. Youssef scrive:

    salve,
    grazie per le infos che condivide sempre con noi.
    avrei un dubbio:
    io ho due lavori part-time per un totale ore di 37. un altr azienda mi ha contattato per un lavoro come consulente esterno, e mi ha chiesto se posso aprire la partita iva. volevo chiederle se mi conviene aprirla, o è meglio chiederli di farmi un contratto a progetto, o occasionale??? con quest azienda ho gia avuto una collaborazione a gennaio2014 come occasionale, il progetto va avanti e mi hanno chiesto una collaborazione piu lunga…aspetto consigli per favore
    grazie mille

  75. andreea scrive:

    bouna sera
    ce ho una domanda. qual e la piu semplice forma di societa per aprire un sito web di vendite online? con quale poso aprire un conto di operatore di pagamenti online, un conto bancario. la piu semplice ma voglio essere in regola.e che devo pagare a inps o altre cose ,
    grazie di cuore

    • Cristian Marra scrive:

      Sicuramente le conviene avviare una ditta individuale. Se non è dipendente full-time, dovrà iscriversi all’inps e versare i contributi (circa 3.400 euro annui). Altri costi fissi sono:
      - diritto annuale alla camera di commercio (88 euro);
      - commercialista.
      Qualunque conto corrente va bene. Provi ad aprirne uno online in modo da risparmiare sui costi di tenuta conto e bolli. Le suggerisco Ing Direct.

  76. Luca scrive:

    Buongiorno,
    sono un dipendente con contratto a tempo indeterminato.
    nei prossimi mesi dovrei aprire un sito e commerce x vendita online di abbigliamento ed inoltre vorrei richiedere la licenza” tipo b” di venditore ambulante per vendita nei mercati

    il regime che vorrei adottare è quello delle nuove iniziative produttive con pagamento irpef 10%, in quanto non penso di superare per almeno il primo anno, il limite dei 62000 euro.

    i redditi da lav dipendente e della nuova attività nn dovrebbero sommarsi

    inoltre posso richiedere l’astensione dal pagamento dei contributi inps in quanto già li pago come lav dip, sarebbe ottima cosa in quanto in questo regime non sono deducibili.

    sbaglio qualcosa?
    grazie in anticipo
    Luca

  77. Cecilia scrive:

    Buonasera!lavoro in poste italiane full time a tempo.indeterminato e adesso ho intrapeso un’attivita’con herbalife!e’un problema?posso svolgere contemporaneamente questo tipo di lavoro?grazie

  78. Silvia Mazzola scrive:

    Buongiorno, mi chiamo Silvia, sono educatrice professionale dipendente a tempo ind. di una cooperativa sociale. Sono anche una counselor da quasi un anno ma nn ho ancora iniziato a svolgere la professione. Vorrei capire i margini per aprire partita iva anche per eventuali collaborazioni private come educatrice.
    Grazie

  79. francesco scrive:

    buongiorno, volevo porre un quesito,
    ho 53 anni, ho maturato a tuttora 35 anni di contributi ( 33 da dipendente e 2 da commerciante) e ho versato, 1,5 anni di contributi nella gestione separata avendo anni fa’ aperto p.i. come libero professionista.
    mi hanno detto che questo anno e mezzo non puo’ essere sommato ai contributi da dipendente, lo si fa’ solo se si raggiungono 5 anni di contributi.
    attulamente lavoro come dipendente tempo indeterminato a tempo parziale verticale 28 ore settimanali.
    il mio obiettivo e’ quello di raggiungere i 42-43 anni di contributi per avere la pensione piu’ presto possibile, e vorrei sfruttare questo anno e mezzo versato nella gestione separata.
    quindi la mia domanda e’ questa, se io , oltre al mio lavoro dipendente posso
    aprire una partita iva senza necessariamente per fare fatturato, ma solo per pagare i contributi minimi obbligatori ( i circa 3400,00 euro anno) , per i restanti 3 anni e mezzo che mancano per arrivare ai 5 anni di contributi che servono per sommarli ai contributi da dipendente e cosi’ recupero quest’annoe mezzo che in caso contrario andrebbe perso.
    lo posso fare? o devo licenziarmi come dipendente per poterlo fare?
    avete qualche altro suggerimento?
    aspetto vostre notizie, grazie

  80. Luca scrive:

    Salve,
    attualmente sono occupato con un contratto part-time di 18 ore settimanali a tempo determinato.
    Vorrei aprire un’attività di vendita on-line.
    Quanto andrei a pagare di INPS?
    Grazie in anticipo per l’attenzione.

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Lo Studio Commerciale Online è un'idea di Cristian Marra, dottore commercialista iscritto al n. 258 sez. A. dell'albo di Paola (CS). Specializzato in e-commerce e web marketing, è revisore contabile.
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