spending review 2014L’obiettivo da raggiungere per la fine di aprile è il Def insieme alla spending review e il decreto Irpef. Questo è quanto fa sapere il Governo Renzi; tanto per cominciare, il 10 aprile, il primo, il Decreto di Economia e Finanza, sarà oggetto di presentazione; dopo di che, sarà il turno del decreto Irpef e, poi, Irap, tra il 15 e il 16 del mese.

In particolare, la riduzione dell’Irpef prevista per i lavoratori dipendenti si materializzerà in busta paga per la fine di maggio, mentre nel caso dell’Irap, trattandosi di un’imposta annuale, si dovrà attendere la fine del 2014. Ad ogni modo, le valutazioni sono ancora aperte dal momento che si discute su quando far prevedere l’aumento della tassazione sulle rendite finanziare dal 20 al 26%; per questa ragione, dunque, la partenza dell’intervento potrebbe verificarsi dal 1 luglio o anche essere procrastinato a gennaio del 2015. Al di là di questo, i benefici di natura fiscale derivanti dalla misura sarebbero da riferirsi al 2014. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan stanno lavorando per sbrogliare gli ultimi nodi del Def; i problemi nascono soprattutto con riguardo alle coperture. Non sembra previsto alcuno sforamento del deficit, non a caso, sembrerebbe confermata la stima di un rapporto deficit-Pil tra il 2,5% e il 2,6%. Il prossimo anno invece si abbasserebbe all’1,8%.

In altre parole, il governo non ha intenzione di impiegare il margine dello 0,4% volendo, al contrario, puntare ad una maggiore flessibilità, nel corso dei mesi successivi, durante la fase di rientro del debito.

Per ritornare ai tagli dell’Irpef, il governo, almeno da quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate, sarebbe intenzionato ad optare per gli sgravi crescenti per tutti i redditi compresi fra gli 8mila e i 25mila euro per un beneficio di 80 euro al massimo. Ad essere esclusa, dunque, è l’idea di un intervento per gli incapienti, cioè destinato a coloro che percepiscono un reddito che arriva fino a 8mila euro. Il costo calcolato per l’operazione si aggirerebbe tra i 4/5 miliardi, i quali dovrebbero essere ottenuti dalla spending review.

Quest’ultima riguarderà, in poche parole, i tagli agli sprechi sostenuti per garantire beni e servizi e la spesa per gli stipendi dei dirigenti pubblici appartenenti ad una fascia alta. Le pensioni, invece, non saranno soggette a nessun intervento, mentre, per i tagli nel settore dalla sanità, al momento, i tecnici stanno cercando le relative coperture.