11663 (1)Il nuovo Decreto del fare ha modificato a favore dei giovani che operano investimenti i contributi a fondo perduto, che vengono cosi eliminati, ma ha costituito finanziamenti a tasso agevolato. Il nuovo decreto prevede nuovi incentivi alle imprese che investono, al posto dell’imprenditorato autonomo. La nuova agevolazione si chiama “Nuove imprese a tasso zero”, dedicata ai giovani e alla popolazione femminile italiana. Tale agevolazione non prevede più contributi a fondo perduto, ma solo finanziamenti a tasso agevolato.

Il nuovo testo del decreto segna l’abolizione dell’incentivo gestito da Invitalia. Il Cecreto del fare Bis comprende: l’autoimpiego e relative misure agevolanti per il lavoro autonomo come: ditta individuale per investimenti massimi di 25.823 euro, per micro-impresa come: società di individui, per investimenti non oltre i 129.144 euro, e franchising per ditta individuale o società, fondata con Franchisor accreditati con Invitalia.

La nuova agevolazione è valida per l’intero territorio nazionale, precedentemente invece l’autoimprenditorialità era ristretta al Mezzogiorno e ad altre poche zone rilevate con la Carta degli aiuti di stato a finalità regionale del 2007/13 e dal decreto del ministero del lavoro risalente al 14 marzo 1995. A tutti i beneficiari verranno concessi mutui agevolati per gli investimenti, a tasso zero, da restituire in un lasso di tempo massimo di otto anni, sino a un massimale del 75% della spesa ammessa a finanziamento. Questi mutui, recita il decreto: “potranno essere assistiti dalle garanzie previste dal codice civile e da privilegio speciale, acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare”.

L’agevolazione modificata era rivolta esclusivamente a imprese composte da soci, e da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, atte alla creazione di nuove società o per l’ampliamento di società già esistenti. L’incentivo “Nuove imprese a tasso zero”, è invece stato pensato per le nuove attività ed ha maggiore definizione. Sono ammesse le imprese con non più di sei mesi di vita alla data di presentazione della domanda di sostegno e a piccole dimensioni, societarie ma non cooperative, e composta, in maggioranza assoluta e di quote partecipazione, da individui tra 18 e 35 anni, e come già detto da donne.

Vengono accettati inoltre finanziamenti a di maggiore importo a favore di: produzione di beni artigianali e industriali, forniture di servizi a favore delle imprese appartenenti a qualsiasi settore, ad esempio dei beni culturali, del turismo, della manutenzione di opere civili e industriali, nell’innovazione tecnologica e nella tutela ambientale. Sono invece categoricamente escluse dall’agevolazione la pesca, la produzione di prodotti agricoli e il comparto carbonifero.