sanatoria-debiti-inpsEquitalia, attraverso una disposizione, ha tenuto a precisare che, data l’impossibilità di definire l’Inps e l’Inail come uffici dell’amministrazione statale, i debiti che si contraggono con quest’ultimi non rientrano nella rottamazione delle cartelle esattoriali. Ad eccezione, però, degli accertamenti esecutivi che, al contrario, sono compresi nell’ambito della rottamazione, a patto che l’affidamento delle cifre corrispondenti sia avvenuto entro il 31 ottobre già trascorso.

Ad ogni modo, va precisato che l’esclusione dell’Inps e dell’Inail si fonda su una pura interpretazione dell’agenzia delle entrate. C’è da augurarsi che essa sia corroborata anche da autorevoli interpretazioni di carattere istituzionale. Contrariamente, infatti, desterebbe più di qualche dubbio l’ipotesi che una S.p.a., benché pubblica, circoscriva a proprio piacimento la validità della sanatoria stabilita dal parlamento.

Senza tener conto del fatto che il comunicato stampa delle Entrate non risulta essere in grado di motivare la scelta di Equitalia in quanto è di più di dieci anni fa e si riferisce a una norma del tutto diversa da quella in vigore oggi.

Tempo addietro, infatti, l’AE aveva precisato che negli uffici statali rientravano soltanto i ministeri e, dunque, non pure gli enti previdenziali. La rottamazione, in passato, permetteva l’abbattimento del debito iscritto a ruolo, di conseguenza una probabile comprensione dei contributi previdenziali e altro, avrebbe comportato l’espansione della sanatoria di natura fiscale stabilito dalla legge 289/2002 anche per ciò che concerne la previdenza e l’assistenza.

Va detto, comunque, l’aver escluso l’esclusione i contributi cosiddetti previdenziali contribuisce a rendere ancor meno attraente una definizione cui, con ogni probabilità, vedrà un’adesione esigua. È anche per questo non si ha ben chiaro il motivo per cui il legislatore abbia tale istituto, tenuto conto, poi, del fatto che il pagamento degli importi dovuti deve essere effettuato in un’unica soluzione per il 28 febbraio 2014.

È chiaro, dunque, come il pagamento in questione, a fronte di una breve scadenza, sia accompagnato da un risparmio dei soli interessi generati dalla ritardata iscrizione a ruolo e di mora. S’insinua il dubbio, in altre parole, che si sia voluta operare una esclusione indistinta di tutti coloro che dovevano cifre rilevanti o che non si abbia piena consapevolezza della crisi finanziaria che sta colpendo gli imprenditori.

Ciò detto, in ogni caso, va ricordato che, per quanto concerne gli accertamenti di natura esecutiva, la data del 31 ottobre che permette la definizione si riferisce solo all’affidamento delle connesse cifre ad Equitalia ad opera dell’agenzia delle Entrate e non, invece, la diffusione dell’atto volto all’accertamento.