Laddove vi sia un caso di vendita e riacquisto della prima casa, e in presenza di alcuni requisiti, può verificarsi il sorgere di un credito di imposta; quest’ultimo va calcolato ed utilizzato al momento del successivo atto di compravendita. Ciò detto, spetta chiarire quand’è che sorge il credito ai fini dell’imposta indiretta di registro e, dopo, come va effettuato il relativo calcolo.

Come si calcola il credito d’imposta prima casa

Ebbene, la normativa icredito-dimposta-prima-casan vigore stabilisce che le persone che mettono in vendita l’immobile per cui hanno beneficiato delle agevolazioni di natura fiscale previste per la prima casa, avranno la possibilità di usufruire di un credito di imposta per riacquisto se, in sostanza, provvedono all’acquisto, “a qualsiasi titolo”, di una nuova prima casa.

Il credito di imposta, comunque, corrisponde all’imposta di registro o dell’IVA sul primo acquisto soggetto ad agevolazione, tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha tenuto a ribadire che e non potrà eccedere l’imposta di registro o l’IVA versata per il secondo acquisto.

Ma quand’è che il credito di imposta non può essere considerato? Innanzitutto, quando la prima casa, oggetto di vendita, dopo è acquistata per successione o anche per donazione e, poi, quando si è acquistato il precedente immobile mediante aliquota ordinaria e senza il beneficio derivante dall’agevolazione in materia di prima casa o quando si è acquistato la nuova casa in assenza del requisito di prima casa.

Credito d’imposta prima casa, ecco come funziona

Per poter usufruire del beneficio in questione, invece, bisogna richiedere al notaio la fattura che presenta l’addebito al tempo dell’imposta di registro cosicché si avrà modo di conoscere quale sia, in teoria, il credito Iva o l’imposta di registro da poter utilizzare al momento del secondo acquisto della prima casa.

In un secondo tempo all’interno dell’atto, dovrete dichiarare di voler usufruire dello stesso, congiuntamente alle dichiarazioni che consentono di beneficiare delle agevolazioni di natura fiscale previste per la prima casa.

Una volta effettuato il riacquisto, sarà necessario essere in possesso di una serie di documenti come, ad esempio, il primo atto e la prima fattura nel caso in cui avesse acquistato casa conoscendo l’Iva versata.

Sarà possibile utilizzare il credito di imposta prima casa tanto in compensazione con l’imposta di registro o dell’Iva derivante dal secondo acquisto della prima casa, quanto anche dalle imposte ipotecarie e catastali.

Nel caso in cui, non riuscisse nell’intento, potete sempre condurre in detrazione l’imposta in esame nella successiva dichiarazione dei redditi indicando come anno di competenza quello relativo al secondo acquisto.

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