Superata la fase di crisi, il governo si prepara a varare importi riforme. Prima fra tutte la riduzione del cuneo fiscale a partire, quasi sicuramente, dal 2014.

Cos’è il cuneo fiscale?

Il cuneo fiscale è l’insieme cose-il-cuneo-fiscaledegli oneri fiscali che pesano sul costo del lavoro. In Italia circa il 46,2%.
Ridurre il cuneo fiscale significa meno tasse alle imprese e più soldi in busta paga ai lavoratori.
Come sottolineano innumerevoli economisti, la cosa più importante è che sia una manovra permanente e non una tantum.
La paura è che, nonostante ciò, le imprese non assumano, anche se il costo del lavoro diminuisca.
Parliamo di numeri. Il governo pensa di stanziare una cifra di circa 5 miliardi, metà sottoforma di minor prelievo fiscale per le imprese e metà a favore del lavoratore.
Tradotto significherebbe per i lavoratori un beneficio di circa 20 euro al mese non di più.
I sindacati vorrebbero introdurre un tetto massimo di reddito che consentirebbe di aumentare il beneficio delle fasce più deboli, aumentandolo così a circa 300 euro all’anno.
Ma dove trovare le risorse?
Si torna così a parlare di aumentare le aliquote iva più basse e in particolar modo l’aliquota del 4% verso un 6/8%, con la conseguenza di un aumento indiscriminato dei prezzi di prima necessità (pane, latte…)
Tutti temi caldi che il governo pensa di affrontare questa settimana.