Mentre si parla di rottamazione delle cartelle Equitalia, dal fisco arrivano lettere a go go. E occhio ad aver conservato gli scontrini, altrimenti pagherete più tasse. La direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, le aveva preannunciate ad agosto e ora stanno arrivando: sono le lettere preventive, attraverso cui il fisco chiede la collaborazione del contribuente per fare una verifica ulteriore sui dati inseriti nella dichiarazione dei redditi.

Lettera Agenzia delle Entrate redditi 2013

lettera-agenzia-delle-entrate-redditi-2013Di fatto l’Agenzia delle Entrate chiede ai cittadini di inviare, peraltro entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della lettera, alcuni documenti relativi in particolare alle detrazioni: scontrini che certificano le spese mediche, comunicazioni della banca che attestano il pagamento del mutuo e altro. Tutti dati che in realtà l’Agenzia possiede già, o almeno dovrebbe possedere: proprio perché banche, farmacie, strutture sanitarie e vari altri enti li avrebbero già dovuti inviare all’ente. Un controllo incrociato, insomma, che ufficialmente ha le migliori intenzioni, come aveva spiegato la stessa Orlandi, con l’obiettivo di un fisco meno invasivo e più orientato alla compliance. Le lettere preventive rientrano in questa strategia, visto che il redditometro e le indagini finanziarie sono sicuramente percepiti come ostili dai contribuenti. La stima per il 2016, secondo la Orlandi, parla di 220.000 lettere preventive, una cifra analoga a quelle spedite lo scorso anno. Ma dietro la mano amica, si nasconde sempre il pericolo, ovvero pagare più tasse.

Per via dell’evasione fiscale, gli obiettivi delle Autorità passano attraverso la digitalizzazione, a cui si lega la possibilità di inviare il 730 precompilato: un’opzione scelta solo quest’anno da quasi due milioni di contribuenti, contro gli 1,4 milioni dello scorso anno. Peccato che per chi sceglie di avvalersi di questa possibilità, il problema della corrispondenza tra i dati dichiarati e quelli che risultano all’Agenzia si pone in maniera più pressante. Insomma, sul fronte della corrispondenza dei dati c’è ancora molto da lavorare, come dimostrano le lettere che in questi giorni stanno arrivando ai contribuenti. Lettere assolutamente legittime e concepite appunto nell’ottica di rendere il fisco più amico, ma che possono mettere in difficoltà i cittadini, specie nel momento in cui si vedono costretti a reperire i documenti, come gli scontrini relativi agli acquisti di farmaci, emessi ormai da tre anni fa.
E se non si riesce a trovarli possono scattare le sanzioni, come precisa il testo della lettera. Un rischio che si potrebbe evitare di far correre al contribuente, se solo i dati provenienti dalle varie fonti si potessero incrociare con maggiore precisione. Anche questa può essere una soluzione efficace per ricucire i rapporti tra fisco e cittadini, piuttosto che far ricadere sempre sugli ultimi tutti gli obblighi.