Il fisco affila le armi contro l’evasione. Presto gli incroci della superbanca dati alimentata dalle informazioni finanziarie degli italiani potranno essere fatti su dati aggiornatissimi. L’occhio del fisco da giugno potrà accendere un faro anche su movimenti recenti ovvero quelli effettuati nel 2013 e 2014, in pratica poco più di un mese fa.

Il provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, stabilisce che entro il 2 marzo, Banche, Poste e altri intermediari finanziari avranno l’obbligo di trasmettere ogni informazione sui movimenti di conti correnti, depositi, fondi pensione, carte di credito relative al 2013 mentre entro il 29 maggio andranno trasmessi quelli del 2014. La banca dati sarà ricca di informazioni, ci sarà non solo il nome del contribuente ma anche il codice identificativo del rapporto, il saldo di inizio e fine anno, l’importo totale dei movimenti attivi e passivi nell’anno, il codice fiscale. Il fisco utilizzerà questi dati per creare liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo.
Ma c’è di più. A partire dal 2016 tutti i dati, sia annuali che mensili viaggeranno sulla piattaforma «Sid» (Sistema interscambio dati) e la relativa comunicazione annuale dovrà essere fatta entro il 15 febbraio.
Verranno trasmesse le operazioni “fuori conto” o allo sportello, come ad esempio l’acquisto di valuta, qualsiasi sia l’importo, il numero di accessi effettuati nell’anno presso le cassette di sicurezza, nonché l’importo totale degli acquisti effettuati con carta di credito.
La legge di stabilità 2015 ha disposto che tutte queste informazioni saranno utilizzate dal Fisco per la cosiddetta «analisi del rischio di evasione»; inoltre tutto ciò servirà per controllare la veridicità dei dati dichiarati nella dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per il calcolo dell’Isee.

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