Da un’indagine condotta da Plus24 relativa ai costi dei conti correnti, è emerso che vi sono banche in cui la spesa è ripartita in tre voci. Esse sono: la commissione per il bonifico, la spesa di registrazione del bonifico e la spesa di registrazione della commissione.

Quella emersa, dunque, è a tutti gli effetti una forma di anatocismo che, invece di avere ad oggetto gli interessi, riguarda le spese.

Invero, Bankitalia c’ha già pensato ad indicare il comportamento. In particolare, ha disposto che nel caso in cui si fosse in presenza di un’operazione che presume più voci di costo a carico del cliente, l’istituto di credito deve provvedere a presentare in maniera comprensibile il costo complessivo. E, invece, tutto fa pensare che il suddetto meccanismo sia tutto fuorché a conoscenza degli addetti ai lavori e men che meno alla Vigilanza che, contrariamente, sarebbe intervenuta, se non altro nei casi di triplicazione dell’onere.

In riferimento, invece, alle ipotesi di duplicazione, è stata la stessa Banca d’Italia che, nel compilare il fac-simile del foglio informativo dei conti correnti, ha appoggiato la previsione di una spesa variabile di registrazione non compresa nel canone, specificando inoltre che si va a sommare al costo dell’operazione.

In realtà, in nome della trasparenza e della chiarezza, nel momento in cui l’istituto di credito già addebita un costo per un’operazione, la voce di spesa debba essere unica e onnicomprensiva, e non parziale e, dunque, in grado di fuorviare il correntista.

La domanda, quindi, sorge spontanea: la Banca d’Italia ha veramente intenzione di garantire trasparenza e correttezza, intervenendo per limitare al massimo la possibilità che vi siano banche che speculano sull’anatocismo della spesa servendosi di clausole contrattuali poco chiare e evidentemente arbitrarie? Speriamo di si.

C’è da dire, comunque, che non tutte le banche effettuano la triplicazione dell’onere. Molte, invece, lo duplicano aggiungendo la commissione e la spesa di registrazione del bonifico. Ci sono, poi, certe che applicano solo la commissione e, infine, alcune, vere e proprie mosche bianche, che non applicano neppure questa.

Sempre dall’analisi condotta da Plus24 è emerso che in media la commissione applicata sui bonifici, disposti allo sportello e addebitati in conto corrente, è di circa 3,35 euro, mentre si aggira intorno ai 2,66 euro se aventi come destinatari i conti correnti del medesimo istituto di credito. Addirittura la spesa scende rispettivamente a 1,12 e 0,78 euro, nel caso in cui i bonifici si trovino online.

 

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