come-funziona-il-nuovo-regime-forfettarioLa legge di Stabilità 2015 contiene novità anche per i contribuenti minimi.
Il nuovo regime fiscale agevolato sarà destinato a quei contribuenti che nel 2014 avranno conseguito ricavi o compensi che variano in base al codice ateco, compresi tra 15mila a 40mila euro.
La prima novità è propria questa. A differenza dell’attuale regime dei minimi che prevede una soglia di ricavi fissata a 30.000 euro, questo nuovo regime fiscale fissa dei limiti che variano in base al codice attività.

Come si calcola il reddito?
Il reddito si determina forfettariamente , applicando ai ricavi un coefficiente di redditività variabile dal 40 all’86%, in base all’attività. È sul reddito così calcolato che si applica l’imposta sostitutiva del 15 per cento.
Il reddito quindi non si calcola come oggi, sottraendo dai ricavi i costi. L’unica deduzione concessa è quella riguardante i contributi previdenziali versati nell’anno.
Altra novità è quindi l’introduzione dei coefficienti di redditività e l’aumento dell’imposta dal 5 al 15%.
Inoltre per i primi tre anni di attività il reddito imponibile può essere abbattuto forfettariamente di un terzo.
Come si può vedere dal grafico, tratto dal Sole 24Ore, sono previsti nove gruppi di settori.
Ad esempio, per i professionisti il limite dei ricavi è fissato a 15mila euro, mentre chi svolge attività di ristorazione la soglia sale fino a 40mila euro.
Le soglie devono essere ragguagliate ad anno, sia per l’accesso che per la permanenza nel regime.
I ricavi sono solo uno dei requisiti da rispettare per l’accesso al regime. Occorre anche che il valore lordo dei beni strumentali al 31 dicembre 2014 non superi 20mila euro e che le spese per il personale non superino 5mila euro.

 

 

 

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16 Responses to Come funziona il nuovo regime forfetario

  1. Roberto Messina scrive:

    non ci sono piu' i contributi previdenziali della gestione separata ????????????????????? !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! aboliti

  2. Gabriele scrive:

    Salve, ma il limite dei ricavi e calcolato fatturato meno costi? Parlo Dell attuale regime dei minimi e se è cambiato con quello nuovo perché per un commerciante e facile superare i 30.000 di ricavi se non si sottraggono i costi

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Gabriele,
      l’attuale regime dei minimi prevede una soglia di 30.000 euro per la permanenza nel regime, per qualsiasi attività (professionisti, artigiani, commercianti).
      Il nuovo regime fiscale agevolato dei minimi, quello previsto nella legge di Stabilità 2015, che prenderà il via dal 01 gennaio 2015, stabilisce soglie di accesso/permanenza diverse, in base all’attività svolta. Per un commerciante la soglia è fissata a 40.000 euro. Maggiori dettagli li può leggere qui

  3. Non sono molto addentro. Ma la tassazione separata non ha aliquote al 27.72%? Perché si parla di contributi fissi? Mio figlio vorrebbe aprire partita IVA per svolgere, da casa, attività autonoma nel campo del disegno (non collaborazione coordinata): è equiparato ad un professionista? Potrebbe aderire al nuovo regime 2015? Perchè l'esempio del Sole per l'architetto di 28 anni riporta contributi di soli 758 euro?
    Grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Claudio, concordo con lei. Non capisco neanche io perchè nell’esempio il Sole 24 Ore riporta contributi fissi, ma nel nuovo regime si pagano in percentuale al reddito dichiarato. Maggiori approfondimenti circa la contribuzione Inps può leggerli qui

  4. Michele scrive:

    15.000€ di ricavi per un professionista sono una follia..Se ricavo 20.000€ e vengo tassato normalmente non mi rimangono nemmeno i soldi per vivere mantenuto dai genitori, se sto sotto questa soglia ed ho un affitto da pagare/spese dell’auto (parlo di spese lavorative) sono allo stesso punto..La gente sarà obbligata (non è una scelta, è sopravvivenza) a dichiarare una cifra di poco inferiore ai 15.000€ e i restanti 5-10.000€ farseli come evasore..Il regime dei minimi era l’unica salvezza per un giovane, ora non ha più senso nemmeno questa soluzione..

    • Cristian Marra scrive:

      Per come la vedo io, non è tanto la tassazione sui redditi che blocca la nascita di nuove imprese, ma è la mazzata dei contributi Inps che questi devono pagare. Anche in questo nuovo regime fiscale è vero che non si pagheranno contributi fissi, ma si versano in percentuale al reddito dichiarato, percentuale del 27,72% e non certo poco….. Bisogna ridurre il carico contributivo Inps alle imprese.

  5. Carlo scrive:

    Da ciò che ho potuto leggere, le cose stanno così: se OGGI apro la partita iva e scelgo l’attuale regime di vantaggio con irpef 5%, sarò uno di quelli che potrà continuare ad usufruirne fino alla naturale scadenza. E’ corretto?

    Attualmente, ho l’esenzione dal ticket E02: la sola apertura della partita iva è incompatibile con tale esenzione? O finché non ho redditi superiori ai requisiti posso mantenerla?

    Grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Risposta positiva al primo quesito. Si può mantenere la tassazione agevolata al 5% fino al termine del quinquennio o compimento dei 35 anni.
      L’esenzione del ticket E02 è prevista per quei soggetti disoccupati con reddito familiare inferiore ad una certa soglia.
      Qualora il soggetto apre partita iva, lo status di disoccupazione si conserva quando il lavoratore dichiari un reddito inferiore a 4.800 euro.

  6. maria scrive:

    Buongiorno, mi sa dire un personal trainer in quale soglia rientra, mio marito ha una gestione separata ma ha aperto una partita iva in regime di minimi come personal trainer.. quindi attività sportiva
    grazie

  7. claudio scrive:

    Non capisco se chi ha esercitato un’attività autonoma cessata a febbraio 2011 può iniziare nel 2015 una attività analoga. Si considera continuazione di attività precedente anche dopo 4 anni? Inoltre il reddito non consentirà detrazioni: è così?
    Grazie e saluti cordiali

    • Cristian Marra scrive:

      Buonasera Claudio,
      può aderire, anche se è bene attendere la versione definitiva del testo di legge.
      Non si deducono i costi e come per l’attuale regime dei minimi, non si detraggono gli oneri detraibili (spese mediche, interessi su mutui, ecc.).

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