Chi vorrà beneficiare del regime facoltativo previsto per le imprese che offrono a privati comunitari servizi digitali (Tlc, tele radiodiffusione e servizi elettronici), tassabili a destinazione dal 2015, deve sapere che sono previsti alcuni adempimenti aggiuntivi.

Come funziona il Moss?

come funziona il MossLa registrazione al mini sportello unico (Moss), operativo dal 01 ottobre scorso per chi vuole aderire al sistema già da inizio 2015 (a regime, gli effetti della registrazione decorrono normalmente dal primo giorno del trimestre successivo a quello in cui è eseguita la comunicazione), obbligherà infatti gli operatori a presentare una dichiarazione Iva con cadenza trimestrale, nella quale dovranno essere specificati i servizi resi in ciascun trimestre in ognuno degli Stati membri di consumo.

L’indicazione è contenuta nella Guida della Commissione europea del 23 ottobre 2013, alla quale gli operatori possono fare riferimento, assieme alle note esplicative del 03 aprile 2014, per organizzare le procedure in attesa delle nuove regole di territorialità. In base a questo documento, la dichiarazione (da compilare in euro per chi si registra in Italia) dovrà essere presentata entro il giorno 20 del mese successivo a ogni singolo periodo d’imposta trimestrale, a prescindere dall’eventuale scadenza nel fine settimana o in un giorno festivo, mentre non è ammessa la presentazione anticipata rispetto alla fine del trimestre. Il 20 aprile 2015 rappresenta quindi la prima data per il nuovo adempimento.

La dichiarazione va trasmessa anche nel caso in cui non sia stata effettuata alcuna operazione nel periodo (dichiarazione a saldo zero), fermo restando che la mancata esecuzione di prestazioni nell’ambito del regime speciale per otto trimestri consecutivi costituisce presunzione di cessata attività e potrà legittimare l’esclusione dal sistema. La data di scadenza per la presentazione della dichiarazione segna anche il termine per il pagamento dell’imposta di spettanza di ogni singolo Stato, pur essendo possibile trasmettere la dichiarazione prima d’eseguire il versamento. Per l’esecuzione del pagamento, inoltre, dovrà utilizzarsi il numero di riferimento unico attribuito alla dichiarazione presentata, composto dal codice Paese dello Stato d’identificazione, dal numero identificativo Iva dell’operatore (partita Iva per i soggetti già identificati ai fini dell’imposta o numero assegnato in sede di registrazione ai soggetti extraUe) e dal periodo d’imposta.

Non si potranno presentare dichiarazioni con segno negativo; inoltre, eventuali note d’accredito comporteranno la rettifica della dichiarazione in cui è stata dichiarata l’operazione oggetto di variazione. Né potrà essere compensato in dichiarazione il debito d’imposta con l’Iva sulle spese che il soggetto passivo ha sostenuto nello Stato membro in cui ha prestato i servizi in regime di mini sportello unico. Di regola, quindi, per un operatore comunitario, l’Iva su queste spese sarà recuperata con l’ordinaria procedura di rimborso prevista per l’imposta assolta in altri Paesi Ue, mentre i soggetti extracomunitari iscritti al Moss dovranno seguire le regole della direttiva n. 86/560/CEE.

Nel sistema del mini sportello non solo l’imposta è dovuta nella misura stabilità dagli ordinamenti dei singoli Stati membri e con le aliquote lì previste, ma anche le regole di fatturazione sono quelle proprie dei vari Paesi comunitari. La Guida precisa, pertanto, che i soggetti passivi dovranno garantire di conoscere le disposizioni degli Stati dell’Unione in cui prestano i servizi. Nonostante sia prevista la pubblicazione sul sito della Commissione europea delle norma in materia di fatturazione di tutti gli Stati membri, è evidente che quest’obbligo rischia di creare notevoli complicazioni agli operatori, come riconosciuto dagli stessi organi comunitari che hanno raccomandato agli Stati membri di esonerare le operazioni del regime dall’obbligo di documentazione con fattura. Questo aspetto non è stato risolto dall’amministrazione finanziaria, come dimostra la risposta al question time del 23 settembre scorso, ma il decreto legislativo di recepimento delle nuove norme sulla territorialità potrebbe rimediare.