come-creare-una-newsletter-efficacePartiamo col definire una newsletter. Detta in maniera molto semplicistica, una newsletter è “un messaggio usualmente inviato via posta elettronica, con una periodicità, fissa o variabile, che l’impresa o lo studio invia ai suoi clienti, partner e collaboratori e che riporta notizie sui propri servizi o informative su interessi comuni”.
In realtà, è un importante strumento di marketing, diretto e veloce, capace di mantenere un flusso costante di comunicazione con i propri clienti, accrescendo, in questo modo, la percezione della presenza dell’impresa.
L’uso di questo strumento ha molti vantaggi. Primo fra tutti, quello di rafforzare l’identità dell’azienda o dello studio. Con un’efficace campagna, infatti, si crea una relazione continua con i propri clienti che consente di comunicare in modo regolare e professionale.
Quali sono le caratteristiche di una newsletter?
Poiché le newsletter per essere efficaci devono essere aperte e lette da tutti i destinatari, è necessario creare buoni messaggi che stimolino l’attenzione dei clienti.
Ogni messaggio essere ben leggibile, avere una buona impostazione grafica, essere compatibile con i più comuni client di posta (come Outlook), essere letto da smartphone e tablet, raggiungere il cliente senza essere bloccato da filtri antispam, linkare al sito internet dello studio o dell’azienda ed essere scritto con un linguaggio semplice e chiaro.

Qual è il principale vantaggio delle newsletter?
La newsletter, grazie a programmi ah doc, ha il vantaggio di tenere traccia dei risultati in brevissimo tempo. Offre, infatti, i report dei risultati ottenuti, del tasso di apertura, del tasso di consegna, del tasso di clic, del tasso di e-mail errate o mai recapitate… Insomma, una serie di parametri indispensabili per monitorare i risultati e, in caso, variare (migliorando, si spera) la strategia.

La privacy nelle newsletter: una premessa
La privacy, molto banalmente, è il diritto di esercitare il controllo sulle proprie informazioni. Ogni individuo, in sostanza, ha il diritto di sapere se qualcun altro sta raccogliendo informazioni sul suo conto e per quali scopi ed ha il diritto di decidere se vuole consentire questa raccolta o no.

Ora, fatta questa premessa, è necessario specificare che, chi avesse intenzione di utilizzare un sistema di newsletter, dovrebbe conoscere, almeno a grandi linee, i principali diritti che il Codice della privacy prevede.

I diritti sono:

  • Il diritto alla protezione dei dati personali: è la prima regola del Codice della Privacy, che attribuisce ad ogni individuo il diritto di pretendere che l’uso dei suoi dati personali si svolga nel rispetto dei suoi diritti e libertà fondamentali.
  • Il principio di necessità: questo mira a limitare la raccolta dei dati ed il loro trattamento riducendo al minimo l’utilizzazione dei dati personali (utilizzo solo quelli necessari).
  • Il principio di finalità: è il principio che consiste nell’obbligo di far conoscere all’interessato la ragione per la quale i dati sono raccolti.
  • Il principio di precauzione: è il principio di prevenire ogni forma di illecito trattamento e utilizzo di dati personali.
  • Il principio di autodeterminazione: è il principio per il quale ogni cittadino ha il diritto di determinare l’ambito di comunicazione dei dati che lo riguardano.
  • Il principio di correttezza: è il principio che riguarda la condotta di chi usa i dati personali che deve essere corretto perché avviene in modo trasparente e lecito.

Privacy: chiare, semplici e… separate!
La normativa sulla privacy ordina che l’interessato abbia il diritto di essere informato preventivamente sulle finalità e sulle modalità del trattamento dei dati. E sulla base delle informazioni ricevute, possa concedere o rifiutare il consenso. Questo dev’essere dato per singole attività. Mi spiego meglio. La normativa ha chiarito che il consenso deve essere separato rispetto al generale consenso al trattamento dei dati per altre finalità. In sostanza, per le comunicazioni commerciali, è necessario ottenere un espresso consenso a quel tipo di attività. E la spiegazione è semplice. Trattandosi di un’attività di natura “invasiva”, il Legislatore ha stabilito una regola esigente, prevedendo un apposito consenso espresso dell’interessato prima dell’invio del messaggio.

Il perché di questo articolo
Con questo post, parte una nuova serie di articoli che racchiuderò sotto la dicitura marketing per professionisti. Come molti di voi sapranno, infatti, gli studi professionali, al pari delle aziende, stanno adottando sempre di più le nuove tecniche di marketing, necessarie per mantenere una salda posizione nel proprio mercato di riferimento.
In questa rubrica non parlerò solo dell’essenziale teoria sulle tecniche, ma tratterò anche la pratica, e non analizzerò solo le regole riportate nei libri di marketing, ma descriverò, ogni volta, uno strumento strategico o qualche sua essenziale sfaccettatura. E i consigli che vi riporterò, tenterò di orientarli sia ai professionisti che alle imprese.

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