come aprire un negozio internetQuali sono gli adempimenti fiscali per avviare un’attività di e-commerce? Prima cosa, anche se è banale dirlo, è bene rivolgersi ad un commercialista specializzato nel settore e che conosca bene la normativa delle vendite a distanza. In primo passo, infatti, è comunicare l’inizio attività al proprio Comune di residenza, tramite Mod. Com6bis. In alcune regioni devono essere presentati altri modelli (in Lombardia Diap). È necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio (circa 130 eruo tra bolli e diritti) e aprire partita Iva. Infine, l’iscrizione all’INPS.

Tutte le pratiche devono essere effettuate in via telematica tramite un commercialista abilitato. Non è più possibile effettuare i vari adempimenti con i moduli cartacei. Ci sono, poi, da considerare i requisiti.

I requisiti di ordine morale sono necessari a tutti gli operatori:

  1. non essere stati dichiarati falliti;
  2. non aver subito condanne, con sentenza passata in giudicato, per un delitto non colposo per il quale è prevista una pena detentiva minima non inferiore a tre anni, sempre che sia stata in concreto applicata una pena superiore al minimo edittale;
  3. non aver riportato una condanna a pena detentiva, con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti contro la Pubblica Amministrazione, l’economia pubblica, l’industria e il commercio, ovvero per ricettazione, riciclaggio, emissione di assegni a vuoto, insolvenza o bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina previsti nel titoli II e VIII del libro II del codice penale.
  4. non aver riportato due o più condanne con pena detentiva o pecuniaria nei cinque anni antecedenti l’inizio attività, con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti previsti dagli articoli 442, 444, 513, 513-bis, 515, 516 e 517 del codice penale, ovvero per delitti di frode nella preparazione o nel commercio di alimenti, previsti da leggi speciali;
  5. non essere sottoposti a misure di prevenzione come persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, o essere stati dichiarati delinquenti abituali, per tendenza o professionali di cui alla L. 27.12.56 n.1423 e alla L. 31.5.65 n.575.

Per chi opera nel settore del commercio alimentare servono requisiti professionali specifici:

  1. aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio relativo al settore merceologico alimentare, istituito o riconosciuto dalla regione;
  2. l’aver esercitato in proprio, per almeno due anni negli ultimi cinque , attività commerciale di vendita di alimentari al dettaglio o all’ingrosso, oppure aver prestato la propria opera presso imprese operanti nel settore, come dipendente qualificato addetto alla vendita o all’amministrazione oppure quale coadiutore familiare dell’imprenditore comprovata dall’iscrizione all’INPS, coniuge, parente o affine entro il terzo grado;
  3. essere stato iscritto negli ultimi cinque anni al Registro Esercenti il Commercio (REC) per uno dei gruppi merceologici previsti dalle precedenti tabelle merceologiche da I a VIII (ovvero settori alimentare, carni e prodotti ittici, alimentare e non).
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13 Responses to Come avviare un’attività online: come fare per aprire un negozio su Internet

  1. Alessandra scrive:

    buon giorno
    per quanto riguarda l’apertura di una e-commerce nel settore del commercio alimentare ( tipo supermercato on line per l’estero) servono tutti i requisiti professionali indicati o sono in alternativa uno all’altro?
    rimango in attesa grazie
    Alessandra

  2. Vittorio scrive:

    I requisiti professionali per l’e-commerce di prodotti alimentari sono necessari anche nel caso in cui l’attivita sia configuri come intermediazione tra il produttore del genere alimentare ed il consumatore finale? Grazie

  3. fumo scrive:

    salve,

    per aprire un e-commerce serve un titolo di studio di scuola superiore o basta anche la licenza media?

    x vendere liquidi delle sigarette elettroniche servono corsi particolari…
    sono prodotti alimentari?

    grazie.

  4. Enzo scrive:

    Salve,
    volevo chiedere nel caso di vendita esclusivamente online è necessario un locale di tipo commerciale C1 oppure va bene anche un locale di tipo Deposito c6?
    Grazie per la risposta

  5. Lina scrive:

    Buon giorno,
    sono un’archivista libera professionista e dal 2011 sono titolare di partita iva con regime dei minimi.

    La mia attività si svolge prevalentemente fornendo a terzi servizi di consulenza, ovvero svolgendo le varie attività del mestiere (schedatura,ordinamento,censimento … etc. di documenti). Oltre a questa attività da quest’anno mi sono dedicata alla docenza nell’ambito della media education (cosa che non rientra nel mio codice ATECO: 910100 Archivi e biblioteche, che rimane la mia attività prevalente). In questo momento sto pensando di avviare un commercio on-line, come attività salvagente…

    Dal punto di vista fiscale, finora ho fatto tutto da me, con un discreto accumulo di stress.

    Volevo chiedervi in che modo svolgete la vostra attività di consulenza ai liberi professionisti con regime dei minimi e cosa curate in modo particolare.

  6. Cristian Marra scrive:

    Salve,
    lo scambio della documentazione tra lo studio e il cliente avviene via email. Alcuni dei nostri clienti preferisco spedirci la documentazione via posta ordinaria.
    Il cliente ogni volta che lo ritiene opportuno può contattarci via email, telefono, skype.
    Preferiamo ricevere tutta la documentazione con cadenza mensile, in modo da poter effettuare tutti gli adempimenti fiscali che si rendano necessari.
    Il pagamento del nostro onorario avviene con cadenza mensile o trimestrale, come meglio preferisce il cliente.
    Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

  7. Nicola scrive:

    Salve, volevo aprire una ditta individuale per importare prodotti dalla cina. In particolare accessori di telefonia quali cover e pellicole.
    Volevo sapere come devo muovermi per importare regolarmente questi prodotti.
    Grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Salve,
      per la tipologia di prodotti importati non ci sono particolari adempimenti da rispettare.
      Dovrà pagare dazi ed iva in dogana. Di solito ci si affida a spedizionieri specializzati che curano tutti gli adempimenti con la dogana e il trasporto della merce dal fornitore cinese al cliente finale.

  8. Giovanni scrive:

    Salve, vorrei aprire un’ attività pubblicitaria online locale (che opera nella mia città), quindi vorrei creare un sito in cui si possono trovare le varie informazioni delle attività nella mia città , le quali attività dovranno comprare il servizio pubblicitario creato da me per poter comparire sul mio sito.
    Quindi anche se questa attività non ha una sede ma è online, andrà ad operare in paese e i clienti dovranno acquistare il servizio nella realtà , cosa ho pensato che ci vuole una partita iva, ma vorrei più chiarimenti.
    A questo punto vorrei sapere come procedere per creare l’attività e come gestire il tutto non avendo una sede reale.

    Spero di avere una risposta, comunque sia grazie mille dell’attenzione

    • Cristian Marra scrive:

      Salve,
      in pratica se ho ben capito le sue entrate derivano dalla vendita di spazi pubblicitari online.

      Trattasi di attività di impresa, quindi dovrà oltre che ovviamente aprire partita iva, iscriversi alla camera di commercio e pagare i contributi Inps, iscrivendosi alla sezione Inps commercio.

      Come codice attività può essere utilizzato il codice 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie.

  9. Diego scrive:

    Buon pomeriggio,
    È mia intenzione avviare una attività di ecommerce.
    Sto autonomamente realizzando un sito internet che fungerà da marketplace per artisti che vogliono vendere la riproduzione digitale delle loro opere stampate su oggetti quali: quadri incorniciati, tele, tshirt, cover iphone etc…

    All’artista spetterà circa il 10% del ricavato della vendita, io che gestisco il sito pagherò i vari fornitori che stampano le immagini e spediscono direttamente (dropshipping) e mi terrò il resto per pagare i costi fissi e fare (spero) un po’ di utile.

    Spero di coinvolgere qualche centinaio di artisti da tutto il mondo e magari ricavare qualcosa in pubblicità se il traffico del sito sarà elevato.

    I fornitori li ho già individuati e sono solamente 3, tutti italiani.

    Inizialmente voglio rivolgermi al solo mercato italiano, magari più avanti mi spingerò verso altri paesi UE, non oltre.

    Per dare un’idea del volume di affari ho calcolato molto approssimativamente che dovrei vendere l’equivalente di circa 500 tshirt a 20€ il pezzo per recuperare solamente i costi fissi annui che ho stimato in circa 2000€ (pubblicità compresa): ho un margine netto di circa 4€ a tshirt (20%).

    Spero di riuscire a vendere l’equivalente di qualche migliaio di tshirt.

    La commessa tipo penso sarà la vendita della singola tshirt.

    Porterei avanti questa attività parallelamente al mio primo lavoro: sono dipendente a tempo indeterminato in una azienda del settore legno, faccio l’impiegato e percepisco circa 15000€/anno netti.

    Spero che questo riesca a evitarmi di pagare il contributo minimo INPS che ho letto di circa 3300€/anno.

    Chiedo gentilmente le seguenti cose:

    - come dovrei costituirmi (ditta individuale?) e con che regime fiscale?

    - quanto sarebbe il vostro onorario per gestire la contabilità della mia attività?

    - dai numeri indicativi che fornisco sopra (esempio: margine netto 4€ su prezzo di 20€) è una attività che può stare in piedi secondo la vostra esperienza?

    Grazie, spero in un pronto riscontro, buon proseguimento di giornata e buon lavoro

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno,

      1) Se pensa di vendere meno di 30.000€ all’anno può aderire al regime dei minimi. Questo le permette di usufruire di una tassazione agevolata al 5% e sopratutto evitare il cumulo con i redditi da dipendente e quindi una tassazione più elevata. Per abbattere i costi di start up la ditta individuale è l’ideale, anche perchè solo così può usufruire del regime dei minimi.

      Può richiedere l’esonero dal versamento dei contributi Inps, versando già come dipendente.

      2) Ci contatti in privato.

      3) Il margine è buono. Considerando che non bisogna versare ulteriore Inps ed usufruendo di una tassazione bassa come quella del regime dei minimi, potrebbe essere una buona attività secondaria da svolgere insieme a quella da dipendente.

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Lo Studio Commerciale Online è un'idea di Cristian Marra, dottore commercialista iscritto al n. 258 sez. A. dell'albo di Paola (CS). Specializzato in e-commerce e web marketing, è revisore contabile.
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