Come aprire un b&b? È necessario aprire Partita IVA ? Quali adempimenti bisogna espletare per avviare un’attività di Bed & breakfast?

Vediamo prima di tutto cosa si intende per Bed & Breakfast. Per definizione è “una tipologia di attività svolta da privati che impiegano parte della loro abitazione di residenza per offrire un servizio a conduzione familiare di alloggio e prima colazione”.

Come aprire un bed & breakfast

La prima cosa da fare è verificare le normative ad hoc della propria regione. Queste, infatti, possono dettare norme particolari che è bene conoscere. Fatto ciò, si passa all’apertura vera e propria dell’attività che, essendo a carattere occasionale, non necessita di partita iva e non richiede l’iscrizione al Registro delle Imprese. Tuttavia, bisogna presentare al Suap del proprio comune una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), allegando la planimetria dei locali e il certificato di agibilità abitativa. È obbligatoria, altresì, la comunicazione all’Asl: i locali devono avere i requisiti igienico-sanitari.

Ed ora passiamo ai requisiti che l’immobile deve possedere: non c’è bisogno del cambio di destinazione d’uso, la struttura deve avere il numero massimo di stanze e posti letto e anche le stanze devono rispettare alcuni requisiti, come i metri quadrati (vedesi normativa regione).

Tra gli adempimenti è bene ricordare: il servizio di pulizia (stanze e biancheria)  tre volte a settimana e, ovviamente, ad ogni cambio di ospite; la pulizia del bagno che deve avvenire quotidianamente; le tariffe che devono essere comunicate alla Provincia; registrare le presenze e comunicarle all’autorità di pubblica sicurezza; il responsabile dell’attività è tenuto a sottoscrivere una polizza assicurativa di responsabilità civile per il verificarsi di eventuali danni agli ospiti.

E’ possibile aprire un bed and breakfast in un condominio?

La Cassazione, con la sentenza n. 24707/14 del 20.11.14, ha di fatto liberalizzato la possibilità di aprire un bed and breakfast all’interno di un condominio, senza che né l’assemblea dei condomini, né il regolamento condominiale possano vietarlo.

Ciò è possibile, si legge nella sentenza, poiché l’attività di affittacamere non comporta nessuna variazione alla destinazione d’uso dell’immobile, che resta sempre come civile abitazione, né si può affermare che l’attività possa comportare effetti negativi per gli altri condomini che vivono nello stesso palazzo, salvo prova contraria che dovrebbe essere dimostrata da chi si oppone.

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