E’ stato approvato il nuovo modello di Certificazione Unica 2017, la cui presentazione entro il mese di Marzo è obbligatoria anche per i contribuenti minimi.

Certificazione unica 2017

La certificazione unica rigcertificazione unica minimiuarda i compensi eseguiti nel periodo d’imposta 2016 e il cui invio è obbligatorio per i sostituti d’imposta sui redditi di lavoro dipendente, autonomo e diversi. Tali dati, devono essere poi trasmessi entro il 7 marzo 2017 all’Agenzia delle Entrate secondo precise modalità telematiche, soprattutto laddove siano state eseguite nel 2016 operazioni su:

  • Somme con l’applicazione di ritenuta alla fonte.
  • Somme senza applicazione di ritenuta alla fonte ma con attive una contribuzione Inps.

Anche per i titolari di partita Iva aderenti nel 2016 al regime dei minimi (opzione non più possibile) vale il medesimo obbligo.

E se ricevo una fattura da un contribuente minimo devo inserirla nella Certificazione Unica 2017?

La risposta è si ma con alcune differenze. In particolare, è necessario verificare la tipologia di attività svolta e se la stessa è a titolo di lavoro autonomo o d’impresa, distinzione che segna la differenza circa l’imputazione dei ricavi e dei costi secondo la manifestazione finanziaria o economica.

I lavoratori autonomi, infatti, operano sulla base di un principio di cassa e rilevano a livello contabile l’operazione solo se contestuale al pagamento. Di conseguenza un obbligo come quello della certificazione unica, è essenziale per verificare questo momento e una corrispondenza dei successivi dati inseriti nell’Unico 2017. Le stesse istruzioni alla compilazione del modello dicono chiaramente che il compenso corrisposto va indicato “ancorchè non assoggettato a ritenuta d’acconto”. La CU2017 deve essere quindi rilasciata anche nelle ipotesi in cui, pur esistendo l’obbligo teorico di applicare la ritenuta d’acconto, il contribuente non l’applica perchè in regime dei minimi.

Viceversa, le fatture dei contribuenti minimi che esercitano un’attività d’impresa, non devono essere indicate nella certificazione unica, poichè il principio contabile di competenza economica registra le operazioni contabili senza dover considerare la reale competenza finanziaria, e ciò rende più immediato seguire il fattore temporale di quanto eseguito dal professionista durante l’anno.

Certificazione unica e contribuenti minimi

L’obligo di certificazione unica da parte anche dei contribuenti aderenti al regime dei minimi (ma solo se esercitano attività di lavoro autonomo) nasce anche dalla possibilità di poter disporre di un ulteriore strumento a controllo della contabilità dei professionisti e di un confronto dei costi e dei ricavi inseriti nel modello Unico, in virtù di una agevolazione riservata a tali categorie di non applicazione in fattura di Iva o di ritenuta d’acconto.

Tale obbligo per i titolari di una partita Iva agevolata, inoltre, riguarda solo le fatture ricevute per compensi a terzi e con all’attivo la ritenuta d’acconto (ad esempio compensi di un commercialista per i servizi contabili) e non anche per le fatture emesse per le proprie prestazioni lavorative.

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7 Responses to Certificazione unica anche per i minimi

  1. valerio ha detto:

    Buonasera,
    ho aperto la P:IVA (ing.libero professionista) lo scorso anno ad ottobre ed ho fatturato qualcosa lo scorso anno, sono obbligato a presentarla?
    Deva emettere delle piccole fatture in questi giorni, devo mettere queste nella Certificazione Unica?
    Grazie

  2. angelo ha detto:

    Per quanto riguarda coloro che hanno aderito nel 2015 come impresa individuale nel regime forfettario non saranno tenuti alla certificazione unica 2016 ? o anche loro dovranno provvedere a questo adempimento ?

    • Cristian Marra ha detto:

      I contribuenti che hanno aderito al regime forfettario non sono sostituti d’imposta. Non saranno quindi tenuti alla presentazione della certificazione unica 2016 e del mod. 770.

  3. Paola ha detto:

    Certificazione Unica 2016.Ho corrisposto provvigioni e trattenuto ritenuta a percepienti esteri Societa’.Nella Certificazione Unica non riconosce il codice identificativo Estero della Societa’. Entratel non lo riconosce nei “Dati relativi ai percettori delle somme”.Ho compilato anche i campi relativi ai percipienti esteri e li Entratel non crea problemi.Tuttavia chiede un codice fiscale anche nel campo “dati relativi ai percettori delle somme”, ma il programma di controllo scarta la fornitura dicendo che e’ un codice fiscale non conforme.Ho provato a non metterlo ma scarta comunque la fornitura dicendo che il campo deve essere valorizzato.
    Qualcuno ha un caso come il mio?Forse a questo punto i percipienti esteri Società senza stabile organizzazione e non identificati in italia non vanno nella Certificazione Unica?

  4. alex ha detto:

    sono un contribuente dei minimi (vantaggio per mobilità), che esercita un’attività d’impresa. ricevo comunque alcune C.U. ; come devo indicare queste CU nel mio modello unico?

  5. duccio agnoloni ha detto:

    Buonasera, sono un amministratore di condominio, lavoratore autonomo, non iscritto a nessun albo professionale ed inquadrato nel “regime dei minimi”; avrei due domande da porVi: dato che le mie fatture non prevedeno la “ritenuta d’acconto”, per il mio compenso va redatta la “Certificazione Unica” e poi inserito il compenso medesimo nel Mod. 770 od è sufficiente registrare tale importo nel “Quadro AC” allegato alla dichiarazione dei redditi? Quali prestazioni vanno indicate unicamente nel “Quadro AC” e non nel “Mod. 770”? Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione e la risposta che vorrete fornirmi.

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