La Certificazione Unica 2015 porta con se diverse novità che riguardano la grafica, i dati, i destinatari. Essa deve essere consegnata ai percettori entro il 28 febbraio e trasmessa, per via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 9 marzo. All’interno del modello sono contenuti anche i dati relativi al cd. Bonus 80 euro.

L’agenzia delle Entrate ha predisposto la pubblicazione sul sito il decreto sui modelli definitivi nonché sulle relative istruzioni 730/2015, IVA 2015, 770/2015 e la certificazione unica 2015.

Il CUD 2015 progettato per sostituire il vecchio e per operare un intervento di semplificazione fiscale, prevede in realtà numerosi nuovi dati da dover menzionare ed estende il raggio di applicazione anche ad altri soggetti.

Chiaramente, permane la presenza dei dati di natura previdenziale già previsti dal modello CUD.

Il Decreto del Presidente della Repubblica n 322 del 1998, nell’articolo 4, fissa in capo ai sostituti d’impostata l’incarico di rilasciare a cadenza annuale un’apposita certificazione unica valida, tra l’altro, anche ai fini dei contributi dovuti all’INPS. Essa attesta l’ammontare delle somme e valori corrisposti nel complesso, delle ritenute operate, delle detrazioni di imposta eseguite e, in ultimo, dei contributi di natura previdenziale e assistenziale.

La documentazione or ora citata deve essere rilasciata ai soggetti interessati per il mese di febbraio, entro dodici giorni dalla richiesta delle somme e dei valori corrisposti, nell’ipotesi di interruzione del rapporto di lavoro.

In riferimento, invece, ai nuovi adempimenti da parte dei sostituti d’imposta, la nuova disciplina prevede che gli stessi debbano trasmettere i dati per via telematica entro il 9 marzo.

Tra le altre cose, il modello di certificazione in esame postula la presenza dei dati riguardanti i redditi diversi dal lavoro dipendente ed assimilato.

All’interno del CUD 2015, poi, sono contenuti anche i dati relativi al Bonus 80 euro, mentre in casi strettamente limitati il sostituto d’imposta è chiamato alla comunicazione delle modalità con le quali ricevere i dati che ineriscono le operazioni di assistenza fiscale.

Uno di essi è quello della comunicazione in via telematica dei modelli 730-4, qualora tale comunicazione non fosse presentata in maniera corretta con il relativo modello di comuni.

In ultima analisi, si ricorda che nel caso di certificazione omessa, tardiva o errata va applicata la sanzione che ammonta a circa cento euro.

Mentre, la sanzione non viene applicata se viene eseguita la correzione della certificazione entro cinque giorni.

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