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Archives for Regimi contabili

Contribuenti forfettari esclusi dalla presentazione del mod. 770

Il 770/2017 racchiude solo le informazioni inerenti le ritenute operate, versate e compensate che permettono di accertare la correttezza dell’operatività del sostituto d’imposta.

L’unicità del modello non impedisce di suddividerlo e trasmetterne separatamente i dati relativi alle diverse tipologie reddituali. È data quindi facoltà al sostituto di trasmettere anche separatamente i dati in piu flussi, con l’indicazione in copertina delle caselle “Dipendente” “Autonomo” e “Altre ritenute” per segnalare il flusso che viene inviato all’interno della dichiarazione.

Le istruzioni allegate al modello 770 pongono la condizione che siano state trasmesse entro il 7 marzo 2017 sia le certificazioni dei dati di lavoro dipendente ed assimilati, sia quelle dei dati di lavoro autonomo, provvigioni e
redditi diversi. Anche quest’anno, però, l’agenzia delle Entrate non ha considerato tassativo il termine per le certificazioni da rilasciare ai professionisti, pertanto si ritiene che, come l’anno scorso, per la suddivisione del
modello sia sufficiente che i dati delle certificazioni siano trasmessi entro il termine di presentazione del modello 770.

Contribuenti forfettari esonerati dal modello 770

770 contribuenti forfettariQuanto al lavoro autonomo, i contribuenti in regime forfettario, non rientrando nel novero dei sostituti d’imposta non sono tenuti ad operare le ritenute quando pagano i compensi a un professionista.

Il contribuente forfettario non è quindi tenuto ad assolvere alcun obbligo di presentazione del modello 770, che traccia gli adempimenti del sostituto, ma ai fini del controllo incrociato degli obblighi dichiarativi deve indicare nel quadro RS della propria dichiarazione dei redditi i dati del percettore.

Leggi il nostro approfondimento: Regime forfettario quadro rs

Parimenti, stante l’applicazione dell’imposta sostitutiva ai redditi del contribuente forfettario, il sostituto che ha corrisposto compensi a un professionista in tale regime non è, per legge, tenuto ad operare la ritenuta d’acconto e
nemmeno è tenuto ad indicarlo nel modello 770 anche se gli ha rilasciato la certificazione unica. I contribuenti forfettari devono, però, rilasciare al sostituto di imposta una dichiarazione dalla quale emerga il particolare regime
fiscale nel quale operano.

770 operazioni straordinarie soggetto estinto

Un cenno infine ai dati delle ritenute operate nei confronti dei lavoratori autonomi in caso di operazioni societarie straordinarie che abbiano comportato l’estinzione del soggetto preesistente.

In caso di prosecuzione dell’attività da parte di un altro soggetto – come nel caso di fusioni anche per incorporazione,
scissioni totali, scioglimento di una società personale e prosecuzione dell’attività sotto la ditta individuale di uno soltanto dei soci, cessione o conferimento da parte di un imprenditore individuale in una società di persone o di capitali, trasferimento di competenze tra amministrazioni pubbliche – chi succede nei precedenti rapporti presenta un’unica dichiarazione modello 770 che comprende i dati relativi al periodo dell’anno in cui il soggetto estinto ha operato.

Anche per i compensi ai professionisti o per le provvigioni erogate può succedere che la ritenuta sia stata operata dal soggetto estinto e versata da quello che prosegue l’attività. In tal caso, nel prospetto intestato al soggetto estinto si compileranno i soli punti 1, 2 e 11 indicando il codice “K” nel punto 10; in quello di chi prosegue l’attività ed ha
effettuato il versamento si dovrà compilare ogni punto – ad eccezione del punto 2 – indicando il codice “L” al punto 10.

Anche per le ritenute di lavoro autonomo eventuali versamenti effettuati con codice errato devono essere regolarizzati tramite “civis” o recandosi presso una qualsiasi sede territoriale dell’agenzia delle Entrate, indicando quindi nel quadro ST il codice tributo corretto. Potrebbe essere il caso, per esempio, del versamento delle ritenute su indennità corrisposte per la cessazione di rapporti di collaborazione coordinate e continuativa versati con il codice tributo 1040 invece che con il codice 1012.

Particolare attenzione, infine, deve essere posta all’indicazione dei dati relativi ad eventuali ravvedimenti operosi per i quali deve esserci corrispondenza fra i righi del prospetto ST e quelli del modello F24, compresa l’esposizione
delle singole sanzioni ridotte separatamente versate con il codice tributo 8906 anche in caso di redditi di lavoro autonomo.

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Regime forfettario compilazione quadro RR modello redditi 2017

Vediamo come deve essere compilato il quadro RR del modello redditi 2017 per i contribuenti che hanno aderito al regime forfettario.

Regime forfettario contributi Inps ridotti 35%

regime forfettario compilazione quadro RRCome sappiamo i contribuenti che scelgono di aderire al regime forfettario possono beneficiare di una riduzione del -35% sui contributi previdenziali da versare.

Per beneficiare della riduzione occorre presentare apposita istanza all’Inps entro il 28 febbraio. L’Inps ha chiarito che la richiesta non deve essere presentata ogni anno.

Leggi anche: Riduzione contributi Inps regime forfettario

Regime forfettario: compilazione quadro RR contributi previdenziali

Vediamo come deve essere compilato il quadro RR della dichiarazione dei redditi persone fisiche 2017. Ci soffermiamo in particolare modo sulla compilazione del quadro RR per artigiani e commercianti.

Una volta determinato il reddito nel quadro LM, questo deve essere riportato nel quadro RR, per il calcolo dei contributi dovuti all’Inps.

Il quadro RR va compilato in questa maniera:

  • al rigo RR1 occorre indicare il codice azienda Inps (si può trovare nel proprio cassetto previdenziale);
  • in “dati generali della singola posizione contributiva” bisogna indicare proprio codice fiscale, il codice Inps per il versamento dei contributi eccedenti il minimale, il reddito o la perdita, (quest’ultima indicata con il segno meno) il periodo d’imposizione contributiva (ad esempio, se l’attività è iniziata a luglio, indicherà 7 come periodo iniziale e 12 come finale);
  • in “contributi sul reddito minimale”, rigo RR2 va indicato:
  1. il reddito minimale pari a 15.548 per l’anno 2016. Se la partita iva è stata aperta in corso d’anno il minimale deve essere rapportato ai mesi di attività;
  2. i contributi IVS dovuti sul minimale al netto di eventuali riduzioni indicate a colonna 7 e cioè la riduzione del 35%;
  3. la contribuzione dovuta per maternità euro 0,62 mensili;
  4. eventuali quote associative e oneri accessori;
  5. contributi versati sul reddito minimale

Compilazione quadro RR forfettari con contributi eccedenti il minimale

Se il reddito eccede il minimale, quello cioè indicato in colonna 10, bisogna compilare anche la sezione contributo sul reddito che eccede il minimale, cioè le colonne dalla 23 alla 36, utilizzando una modalità analoga a quella appena indicata sopra:

  • indicazione reddito eccedente il minimale;
  • contributi Ivs dovuti e contributi per maternità calcolati applicando al reddito indicato nella colonna 23, le aliquote per scaglioni di imponibile stabilite per la gestione di appartenenza (artigiani o commercianti) al netto di eventuali riduzioni indicate a colonna 7 (quindi la riduzione del -35%);
  • contribuzione su reddito eccedente il minimale già versata e da versare;
  • eventuale indicazione di crediti e compensazioni;
  • eventuale eccedenza di versamento a saldo.
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Passaggio da minimi a forfettario, quando è possibile?

Il passaggio da minimi a forfettario è consentito se sono trascorsi i cinque anni di permanenza nel regime dei minimi oppure se sia venuto meno uno dei requisiti previsti per la permanenza nel regime.

E’ quanto emerge dalla risposta all’interpello n. 907-10/2017 del 29 marzo 2017, fornita dalla DRE Veneto.

Passaggio da regime dei minimi a forfettario

Nello specifico l’interpello riguarda un contribuente che ha aperto la partita iva nel 2013, aderendo al regime dei minimi sino al 2016.

Nel 2017, pur rispettando tutti i requisiti di permanenza nel regime dei minimi, il contribuente manifestava la volontà di transitare nel regime forfettario, applicando la tassazione al 5% per il periodo che residuava al compimento dei cinque anni.

Cosa dice l’Agenzia delle Entrate

Il passaggio al regime forfettario era possibile in due casi:

  1. nell’anno di introduzione del regime forfettario era consentito il passaggio per quei contribuenti che al 31.12.2014 usufruivano di uno dei due regime agevolati all’epoca vigenti, tra cui il regime dei minimi
  2. l’Agenzia delle entrate, con le circolari nn. 10/2016 e 12/2016, stabiliva che le modifiche apportare al regime forfettario consentivano la revoca dei termini minimi di durata. Quindi, il contribuente che aveva nel 2015 optato per il regime ordinario o dei minimi, ha potuto revocare l’opzione e accedere al forfettario nell’anno 2016.

Al di fuori di queste due ipotesi, il contribuente che ha i requisiti per il regime dei minimi, non può transitare nel regime forfettario per l’anno 2017, essendo vincolato alla permanenza nel regime dei minimi per il quinquennio.

Per concludere, il transito al regime forfettario 2017 è consentito solo se sono trascorsi i cinque anni oppure se viene meno uno dei requisiti previsti di permanenza nel regime dei minimi.

Leggi anche il nostro approfondimento: Conviene il regime forfettario?

Per qualsiasi domanda puoi lasciare un commento all’articolo.

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