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Vendita all’ingrosso: requisiti per l’esercizio dell’attività

Oggi parliamo di vendita all’ingrosso. Vediamo quali sono gli adempimenti per avviare l’attività, le autorizzazioni, i requisiti e i costi da sostenere.

Vendita all’ingrosso: costi, adempimenti, autorizzazioni

vendita all’ingrossoCon l’entrata in vigore del D.Lgs. 147/2012 non sono più richiesti i requisiti professionali per l’attività di commercio all’ingrosso di alimenti. Sono solo richiesti i requisiti morali. E’ stato anche superato il divieto di svolgere insieme nello stesso punto vendita le attività di commercio all’ingrosso e al minuto.

Gli adempimenti per avviare un’attività di vendita all’ingrosso sono:
1) Occorre presentare la Scia presso il Suap. Verificare se il comune applica i diritti di segreteria per il protocollo della pratica. Nel caso di prodotti alimentari bisogna effettuare la notifica all’Asl. Alla Scia andrà allegata la planimetria dei locali e una copia del documento di identità del titolare;
2) Iscrizione Camera di Commercio;
3) Apertura partita iva: il codice ateco varia in base alla tipologia di prodotti venduti;
4) Iscrizione Inps gestione commercianti. I contributi Inps da versare ammontano attualmente a circa 3.600 euro annui.

Gli adempimenti devono essere effettuati in via telematica tramite ComUnica. Tutta la modulistica deve essere sottoscritta dal titolare e firmata digitalmente dal professionista incaricato alla presentazione della pratica. Alcune Camera di Commercio richiedono che la pratica venga firmata digitalmente anche dal titolare. Occorre inoltre aprire una casella pec che deve essere comunicata al Registro Imprese che verrà utilizzata dai vari enti per l’invio di tutta la documentazione inerente l’apertura dell’attività.

I costi per avviare l’attività sono:
• 44 euro di diritto camerale, da versare entro 30 giorni dall’apertura dell’attività e poi con cadenza annuale entro il 16 giugno;
• 35,50 euro di diritti e bolli di segreteria.

Non è più dovuta la tassa di concessione governativa come precisato dall’Agenzia delle Entrate in risposta ad un interpello.

Se devi avviare un’attività di vendita all’ingrosso e hai bisogno di un commercialista che ti supporti nella fase di avvio dell’attività contattami.

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Centro elaborazione dati contabili: come aprirlo e quali sono i requisiti

Vorrei aprire un centro elaborazione dati (ced). Con il solo diploma di ragioniere posso farlo? La contabilità e tutti i vari adempimenti (invio dichiarazioni dei redditi, spesometro, mod. 770 ecc) potrei farli io oppure devo collaborare con un commercialista?

I requisiti per aprire un centro elaborazione dati contabili

centro elaborazione datiIn risposta alla domanda del nostro utente vediamo oggi quali sono gli adempimenti per aprire un centro elaborazione dati, i requisiti richiesti e le attività che possono essere svolte, con attenzione a quelle che non possono essere svolte in autonomia ma è necessario collaborare con un commercialista o consulente del lavoro. Poi vediamo in dettaglio quali sono.
Cosa fa un centro elaborazione dati?

Un ced offre un servizio di caricamento dati, in particolare dati contabili e fiscali utili alla predisposizione delle dichiarazioni fiscali. Non sono richiesti specifici requisiti per avviare l’attività.

Per aprire un CED occorre:
1) aprire una partita IVA e richiedere l’iscrizione alla Camera di Commercio. I costi di iscrizione ammontano a circa 100 euro. Puoi aprire una semplice ditta individuale per contenere i costi di avvio. Non occorre presentare la SCIA in Comune, anche se è sempre buona cosa informarsi al Suap;
2) il codice attività è 63.11.11: Elaborazione elettronica dei dati contabili
Di solito chi apre un centro elaborazione dati è un giovane ancora non in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione di dottore commercialista.
Avviando un centro elaborazione dati è possibile anche richiedere l’abilitazione Entratel. Per la procedura visita questa pagina: Richiesta abilitazione Entratel

Quali sono i limiti all’attività svolta dai CED

Ci sono dei limiti all’attività svolta dai centro elaborazione dati. In alcuni casi infatti è obbligatorio possedere abilitazioni professionali che implicano per il responsabile del CED di rivolgersi a professionisti abilitati. E’ ciò che viene richiesto per esempio in materia di consulenza del lavoro.

In questi casi si fa riferimento alla legge n. 12/1979, alle note n. 7195/2007 e n. 7857/2010 e alle circolari n. 13649/2007 e n. 17/2013 del Ministero del Lavoro, con l’intento di scongiurare casi di esercizio abusivo della professione.
Il Ministero del Lavoro ha infatti più volte ribadito i centri di elaborazione dati devono circoscrivere la loro attività a quella di mera imputazione di dati e in nessun caso, come stabilito dalla sentenza n. 103/2015 del Consiglio di Stato svolgere attività quali per esempio l’adeguamento delle buste paga, lo svolgimento degli adempimenti presso gli uffici, tanto meno attività di consulenza.

Infine, per quanto riguarda gli obblighi in materia di privacy e antiriciclaggio anche i ced devono rispettare la normativa, provvedendo sia alla raccolta dei dati e il consenso al trattamento, sia all’identificazione della clientela ai fini dell’antiriciclaggio.

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Come aprire un’agenzia di disbrigo pratiche. Tutto quello che devi sapere

Qualche giorno fa ho ricevuto sulla pagina Facebook dello studio un messaggio da Simone; lui vuole aprire un’agenzia di disbrigo pratiche amministrative e servizi vari offerti agli stranieri. Cercando informazioni mi contatta per sapere quali sono i costi per avviare l’attività. Come sai il nostro studio offre consulenza online anche tramite Facebook sulla pagina Studio Commerciale Dott. Cristian MarraHo deciso così di scrivere una articolo su quali sono gli adempimenti burocratici per avviare un’attività di disbrigo pratiche. Ti spiegherò in modo semplice cosa devi fare.

Come aprire un’agenzia di disbrigo pratiche

agenzia disbrigo praticheUn’agenzia di disbrigo pratiche permette ai propri clienti di evitare perdite di tempo; compie pratiche rivolte a enti pubblici come Comuni, Agenzie delle Entrate, Camere di Commercio, Inps, Prefetture, Tribunali, Catasti, Poste, Banche, ecc.
Gli adempimenti e i requisiti richiesti per l’avvio dell’attività sono i seguenti:
1. Prima cosa devi possedere i requisiti di onorabilità;
2. Poi occorre presentare la Scia al Suap; si tratta cioè di comunicare al comune dove vuoi aprire l’agenzia l’inizio dell’attività. I locali devono possedere tutti i requisiti previsti (idoneità sanitaria, edilizia e sicurezza). Insieme alla Scia occorre allegare alcuni documenti tra cui:
• planimetria dei locali;
• un tariffario dei compensi;
• un registro degli affari numerato;
• una dichiarazione sostitutiva di certificazione antimafia.
3. Aprire partita iva
4. Effettuare l’iscrizione alla Camera di Commercio i cui costi si aggirano tra bolli e diritti intorno alle 100 euro.

Per avere successo occorre come per qualsiasi attività precisione ed efficienza. Occorre avere a disposizione tutta la modulistica che potrebbe servirti. Devi offrire un servizio cordiale che sappia cogliere tutte le esigenze del cliente, prospettandogli in modo chiaro e semplice l’iter burocratico da affrontare e i costi da sostenere.

Se hai qualche dubbio puoi lasciare un commento oppure se ha la necessità di una consulenza più approfondita per l’avvio dell’attività contattami.

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