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Archives for e-commerce

Affiliate Marketing + Google Adsense, adempimenti fiscali per aprire l’attività

Gentile Studio Marra Cristian, 
Vorrei aprire la partita iva come ditta individuale in regime forfettario per l’attività prevalente di AFFILIATE MARKETING “affiliazione”, aggiungendo anche Google Adsense tramite: 
 – sito solo in lingua Inglese
– dominio: .com
– web hosting: Americano
– affiliazione con network (programmi) Americani
– guadagni (provvigioni) derivanti dall’estero
– in vari settori (moda, turismo ecc.)
 
Informazioni che ho trovato online per questo tipo di attività:
 
– codice di attività 73.11.02
– L’iscrizione al Registro delle Imprese (Camera di Commercio)
– L’iscrizione INPS
– Inclusione archivio Vies
– Elenchi riepilogativi (Intrastat) trimestrale
– Comunicazione al Suap? S.C.I.A.
 
Le mie domande:
  1. E’ possibile l’iscrizione alla gestione separata INPS perchè il codice di attività 73.11.02 è incluso nel loro elenco?
  2. L’iscrizione al Registro delle Imprese è come un “piccolo imprenditore”?
  3. Esiste un altro codice di attività che non necessita l’iscrizione al Registro delle Imprese?
  4. Elenchi Intrastat è obbligatorio quando in regime forfettario?
  5. S.C.I.A. è obbligatorio? Secondo “INFORMAZIONI NORMATIVA R.E.A. DI DETTAGLIO” sul sito di Ateco-InfoCamere per Conduzione di campagne di marketing non c’è bisogno di comunicazione al SUAP. Allora che cosa bisogna fare?
  6. C’è qualche altro registrazione/iscrizione da fare?
  7. Quanto tempo ci vuole per ricevere il numero di partita iva dall’agenzia delle entrate richiedendolo tramite la Comunicazione Unica?
La ringrazio per l’attenzione.

Affiliate Marketing + Google Adsense: partita iva ed adempimenti fiscali

google-adsense-fiscoQuella che leggi sopra è l’email che ho ricevuto qualche giorno fa. Stefania vuole regolarizzare la sua attività di guadagni online derivanti principalmente da Google AdSense e Affiliate Marketing. Rispondo ai quesiti ricevuti con la speranza di essere utile ai miei lettori.
1) Si tratta di un’attività non bene definita dalla normativa italiana, quale per esempio può essere quella di un’artigiano che deve iscriversi in camera di commercio e non ci sono altre alternative. Il codice ateco consente anche l’iscrizione alla gestione separata ma è prassi comune ormai effettuare l’iscrizione al Registro Imprese per questa tipologia di attività
2) Si, l’iscrizione è come piccolo imprenditore
3) Già quello indicato è compatibile con l’iscrizione alla gestione separata, ma come detto sopra l’attività richiede l’iscrizione al Registro Imprese
4) Si, gli elenchi intrastat devono essere presentati per esempio per la fattura emessa nei confronti di Google Adsense
5) Non è richiesta la SCIA
6) No
7) La richiesta di attribuzione partita iva è immediata

Quanto costa aprire la partita iva?

Vediamo ora quali sono i costi per aprire la partita iva:

  1. Bolli e diritti di segreteria per l’iscrizione in Camera di Commercio (€ 17,50 + 18,00)
  2. Diritto annuale cciaa € 53,00 da versare entro 30 giorni e poi entro il 16 giugno di ogni anno
  3. Devi aprire una pec (posta elettronica certificata) il cui costo è di circa 5 euro + iva

Se anche tu vuoi ricevere assistenza per l’apertura della partita iva, contattami.

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Partita iva e-commerce: i costi

Oggi analizziamo quali sono i costi per aprire una partita iva ed avviare un e-commerce.

Partita iva e-commerce: costi e burocrazia

partita-iva-e-commerceInizialmente, per contenere i costi di start-up, conviene sicuramente aprire una ditta individuale, sopratutto se prevedi un fatturato, almeno per i primi anni di attività, non molto alto. Poi sicuramente se il fatturato cresce puoi valutare il caso di costituire una società e in questo caso conviene sicuramente una srl.

Vendita occasionale

La domanda che spesso mi viene fatta dagli utenti del mio blog che mi contattano e se devono obbligatoriamente aprire partita iva anche se incassano meno di 5.000 euro.

La risposta è si. Se vuoi essere in regola con il fisco e non avere brutte sorprese, devi aprire la partita iva prima di inziare l’attività!

Costo iscrizione camera di commercio

I costi sono davvero contenuti, circa 100 euro tra bolli e diritti da versare alla Camera di Commercio. Occorre anche aprire una pec dove ricevere tutte le comunicazioni dai vari enti.

Come si apre la partita iva?

Ormai tutte le pratiche di avvio attività vengono effettuate in via telematica inviando una  comunicazione unica al Registro Imprese della Camera di Commercio con la quale si chiede l’assegnazione del numero di partita IVA e si adempie agli obblighi di comunicazione verso l’Agenzia delle Entrate, SUAP e INPS.

Scia commercio elettronico  

Contestualmente all’inizio attività devi presentare la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) al Suap (sportello unico attività produttive).

Quanto costa la pratica per la scia?

Alcuni comuni applicano dei diritti di segreteria, altri invece nulla. Occorre quindi contattare il Suap del comune dove avviare l’attività o visitare il sito web dell’ente.

Iscrizione inps online

Bisogna obbligatoriamente aprire anche una posizione inps. L’iscrizione viene effettuata online, in un unica comunicazione indirizzata ai vari enti.

Regime fiscale e commerce

Attualmente esiste un regime fiscale che si chiama regime forfettario che consente di pagare solo il 5% di tasse. E’ inoltre possibile, dietro presentazione di apposita domanda di beneficiare di un regime agevolato anche per ciò che concerne i contributi inps da pagare.

Devi però rispettare dei requisiti; per verificare la sussistenza di tali requisti puoi contattarmi.

Commercialista e-commerce

In un attività simile capita spesso di effettuare vendite anche fuori Italia (UE o Extra-UE), acquistare in Europa o importare da paesi come la Cina. Per questo è importante affidarsi ad un commercialista esperto nella materia.

Se vuoi un consulto completamente gratuito prima di avviare l’attività contattami!

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Vendita oggetti usati online

Qualche giorno fa mi ha contattato Marco con la necessità di aprire una partita iva per la vendita online di oggetti usati in dropshipping, di seguito puoi leggere la sua email:

Salve,
Vi contatto perchè ho bisogno di una consulenza possibilmente nella maniera più chiara, dettagliata ed esaustiva possibile, poichè dopo uno svariato documentarmi sia online che offline tra spiegazioni tecniche, ho bisogno di comprendere cose nella forma completa.
Premesso ciò, vorrei aprire una partita IVA nel più breve tempo possibile, il settore di cui stiamo parlando è commercio elettronico in dropshipping. Ci tengo a precisare che non ho intenzione di aprire almeno per ora un sito e-Commerce, ma mi riferisco a vendite su piattaforme quali eBay, Amazon e social network come Facebook.
Attualmente vendo su eBay in dropshipping, parliamo di prodotti ricondizionati, quindi usati e riportati a nuovo, non nuovi effettivamente.
Attualmente il mio fornitore si trova in un paese extra-UE, e si occupa lui della spedizione al cliente finale. Per cliente intendiamo privato, non azienda.
La mia intenzione è quella appunto di svolgere l’attività da casa e quindi usare la mia abitazione anche come luogo di lavoro. In più rientro nella categoria under 30 avendo 27 anni.
Dato che ho bisogno di essere seguito da un commercialista esperto proprio in commercio dropshipping online, ho bisogno di ricevere informazioni nella maniera più semplice e chiara possibile. L’importante è che mi venga spiegato in maniera chiara (preferibilmente con esempi) per comprendere bene.
Dato che ho necessità di aprire partita IVA in tempi non brevi, ma brevissimi, ho bisogno di capire bene le seguenti cose:
  1. Con il regime forfettario vorrei capire in maniera chiara come avviene il calcolo in termini di percentuale di ciò che devo in contributi, di ciò che posso detrarre, tetto massimo prestabilito per il regime forfettario in termini di limiti annuali di reddito. Limite massimo di fatturato pari a 50000 con coefficiente di redditività del 40%
    Breve esempio di calcolo: Supponiamo che oggi apro la partita IVA e a fine anno ho un volume di 70000, su questo sottraggo il 40% di coefficiente di redditività che è pari a 28000, sulla quale verrà applicata la ritenuta, che ancora non ho capito se è del 5% o del 15%, ma supponiamo che sia del 15%, quindi in questo caso dovrei pagare 4200. La cosa che non mi è chiara è il limite massimo fatturato di 50000 a cosa fa riferimento, al reddito complessivo o al reddito complessivo con coefficiente di redditività applicato?
  2. Come calcolo quanto effettivamente devo all’INPS? Ci sono altri costi fissi o spese di cui non sono a conoscenza che devo sostenere?
  3. Tenendo in considerazione sia il fattore di operare in casa sia che sono under 30, questo mi dà diritto ad agevolazioni? Se si quali e cosa comprendono?
La ringrazio della cortese attenzione e per aver dedicato del tempo alla mia questione, in attesa di un suo riscontro.

 

Vendita oggetti usati online

Schematizzanvendita-oggetti-usati-onlinedo, Marco mi chiede principalmente 3 cose:

  • Se può aderire al regime forfettario vendendo prodotti ricondizionati (quindi usati).
  • Quanto deve versare di contributi Inps.
  • I Costi fissi per svolgere l’attività.

Ecommerce prodotti ricondizionati (usati) e regime forfettario

In base all’articolo 1, comma 57 della Legge n. 190/2014, la vendita di beni usati è una delle cause di esclusione dal regime forfettario. Quindi se vendi prodotti usati l’unico regime contabile è il regime di contabilità semplificata.

Più nello specifico all’usato si applica un particolare regime che si chiama “regime del margine” art. 36 DL 41/95. L’iva da versare allo stato si calcola sul margine positivo, cioè prezzo di vendita – prezzo di acquisto.

Non entro nel dettaglio perché non è il tema che tratto in questo articolo.

Quindi per rispondere al quesito n. 1, SE VENDI USATO NON PUOI ADERIRE AL REGIME FORFETTARIO.

Affidarsi ad un commercialista esperto in ecommerce è come puoi ben capire sempre la soluzione ottimale per evitare un contenzioso con il Fisco.

Quanto si deve pagare di contributi Inps

Come detto al punto 1) il nostro cliente non può aderire al regime forfettario; non può di conseguenza neanche usufruire dell’agevolazione contributiva riservata ai contribuenti forfettari.

Quindi i contributi Inps da pagare ammontano a circa 3600 euro annui fissi + un ulteriore 23,19% solo sulla parte di reddito che supera 15.548 euro annui. Il limite di reddito su cui calcolare la parte variabile di contributi da versare viene stabilito annualmente dall’Inps.

Faccio un esempio per capirci. Se il tuo utile è 25mila euro, i contributi variabili da versare ammontano a: 25.000-15.548= 9.452*23,19%= € 2.192,00 sommati ai contributi fissi (3.600) fanno un totale di € 5.792.

Costi fissi per svolgere l’attività

Una volta l’anno, entro il 16 giugno, si paga il diritto annuale al registro imprese (53 euro). Non ci sono altri costi fissi.

Dropschipping e dazi doganali

Mi preme infine evidenziare un aspetto molto importante. Per quando riguarda gli acquisti di prodotti da fornitori extra-UE, debitore di dazi ed iva in dogana è il cliente finale. Attenzione però perchè un’importante sentenza del 2011 della corte di giustizia dell’Ue ha ritenuto responsabile del mancato pagamento di dazi ed iva in dogana anche il rivenditore in Dropshipping.

Vuoi saperne di più? Contattami

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