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Prodotti biologici: regole Ue applicabili alle vendite online

Maggiori tutele per i consumatori di prodotti biologici, grazie all’applicazione delle regole Ue anche alla commercializzazione attraverso il web.

Vendita online di prodotti biologici: ultime novità

prodotti biologici vendita onlineLa Corte di giustizia dell’Unione europea, con la sentenza depositata il 12 ottobre (causa C-289/16), ha chiarito che solo gli operatori che vendono direttamente i prodotti biologici al consumatore o all’utilizzatore finale – e a condizione che questi non siano realizzati o immagazzinati in luoghi lontani dal punto vendita – possono essere esentati dalle condizioni fissate dal regolamento Ue n. 834/2007 sulla produzione biologica e sull’etichettatura degli articoli biologici.

Pertanto, una società che vende a distanza, via internet, prodotti definiti “biologici” è tenuta a rispettare le condizioni e gli obblighi di notificazione previsti dal regolamento europeo.

A rivolgersi ai giudici di Lussemburgo è stata la Corte federale di giustizia tedesca, chiamata a decidere su un’azione di risarcimento, presentata dall’associazione nazionale per la lotta alla concorrenza sleale, nei confronti di un’azienda che commercializza prodotti biologici senza aver rispettato i doveri in materia di notificazione e senza essersi sottoposta al sistema di controllo fissato dall’articolo 27 del regolamento 834/2007, il quale affida all’autorità individuata a livello nazionale il sistema di monitoraggio sulla tracciabilità dei prodotti.

Il regolamento – osserva la Corte di giustizia – punta a tutelare i consumatori, disponendo un sistema di controllo funzionale ad assicurare il rispetto di un iter che garantisca una supervisione su tutte le fasi della produzione, preparazione e distribuzione dei prodotti biologici. Con quest’obiettivo, l’articolo 28 del regolamento impone che l’immissione in commercio sia preceduta da una notificazione delle attività dell’impresa all’autorità dello Stato Ue in cui viene svolta l’attività.

È vero che il regolamento consente ai Paesi membri la possibilità di prevedere esenzioni per «gli operatori che vendono prodotti direttamente al consumatore o all’utilizzatore finale», ma questo solo nei casi in cui la merce non sia importata da un Paese terzo o non sia prodotta, preparata e immagazzinata in un luogo non correlato con il punto vendita.

Questa possibilità di esenzione – precisa la Corte – è un’eccezione alla regola generale, da interpretare quindi restrittivamente per non lasciare spazi aperti all’immissione di prodotti non realmente biologici e a regole meno restrittive rispetto a quelle volute dal legislatore europeo.

Pertanto, chiarito che le categorie di venditori «idonei a beneficiare dell’esenzione prevista» devono essere limitate, la Corte esclude con fermezza la possibilità che l’eccezione si trasformi in una regola idonea a poter essere applicata alle vendite online o ad altre forme di vendita a distanza. E questo malgrado – come sottolineato da Lussemburgo – i canali di distribuzione attraverso la rete «rivestano un’importanza considerevole e crescente nel contesto della produzione biologica».

D’altra parte, i giudici europei hanno fatto propria la preoccupazione della Commissione Ue, secondo la quale – nel caso di vendita al dettaglio via web – il rischio di rietichettatura, di scambio e di contaminazione è particolarmente
elevato, anche in ragione dell’alta quantità di prodotti commercializzati.

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Affiliate Marketing + Google Adsense, adempimenti fiscali per aprire l’attività

Gentile Studio Marra Cristian, 
Vorrei aprire la partita iva come ditta individuale in regime forfettario per l’attività prevalente di AFFILIATE MARKETING “affiliazione”, aggiungendo anche Google Adsense tramite: 
 – sito solo in lingua Inglese
– dominio: .com
– web hosting: Americano
– affiliazione con network (programmi) Americani
– guadagni (provvigioni) derivanti dall’estero
– in vari settori (moda, turismo ecc.)
 
Informazioni che ho trovato online per questo tipo di attività:
 
– codice di attività 73.11.02
– L’iscrizione al Registro delle Imprese (Camera di Commercio)
– L’iscrizione INPS
– Inclusione archivio Vies
– Elenchi riepilogativi (Intrastat) trimestrale
– Comunicazione al Suap? S.C.I.A.
 
Le mie domande:
  1. E’ possibile l’iscrizione alla gestione separata INPS perchè il codice di attività 73.11.02 è incluso nel loro elenco?
  2. L’iscrizione al Registro delle Imprese è come un “piccolo imprenditore”?
  3. Esiste un altro codice di attività che non necessita l’iscrizione al Registro delle Imprese?
  4. Elenchi Intrastat è obbligatorio quando in regime forfettario?
  5. S.C.I.A. è obbligatorio? Secondo “INFORMAZIONI NORMATIVA R.E.A. DI DETTAGLIO” sul sito di Ateco-InfoCamere per Conduzione di campagne di marketing non c’è bisogno di comunicazione al SUAP. Allora che cosa bisogna fare?
  6. C’è qualche altro registrazione/iscrizione da fare?
  7. Quanto tempo ci vuole per ricevere il numero di partita iva dall’agenzia delle entrate richiedendolo tramite la Comunicazione Unica?
La ringrazio per l’attenzione.

Affiliate Marketing + Google Adsense: partita iva ed adempimenti fiscali

google-adsense-fiscoQuella che leggi sopra è l’email che ho ricevuto qualche giorno fa. Stefania vuole regolarizzare la sua attività di guadagni online derivanti principalmente da Google AdSense e Affiliate Marketing. Rispondo ai quesiti ricevuti con la speranza di essere utile ai miei lettori.
1) Si tratta di un’attività non bene definita dalla normativa italiana, quale per esempio può essere quella di un’artigiano che deve iscriversi in camera di commercio e non ci sono altre alternative. Il codice ateco consente anche l’iscrizione alla gestione separata ma è prassi comune ormai effettuare l’iscrizione al Registro Imprese per questa tipologia di attività
2) Si, l’iscrizione è come piccolo imprenditore
3) Già quello indicato è compatibile con l’iscrizione alla gestione separata, ma come detto sopra l’attività richiede l’iscrizione al Registro Imprese
4) Si, gli elenchi intrastat devono essere presentati per esempio per la fattura emessa nei confronti di Google Adsense
5) Non è richiesta la SCIA
6) No
7) La richiesta di attribuzione partita iva è immediata

Quanto costa aprire la partita iva?

Vediamo ora quali sono i costi per aprire la partita iva:

  1. Bolli e diritti di segreteria per l’iscrizione in Camera di Commercio (€ 17,50 + 18,00)
  2. Diritto annuale cciaa € 53,00 da versare entro 30 giorni e poi entro il 16 giugno di ogni anno
  3. Devi aprire una pec (posta elettronica certificata) il cui costo è di circa 5 euro + iva

Se anche tu vuoi ricevere assistenza per l’apertura della partita iva, contattami.

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Partita iva e-commerce: i costi

Oggi analizziamo quali sono i costi per aprire una partita iva ed avviare un e-commerce.

Partita iva e-commerce: costi e burocrazia

partita-iva-e-commerceInizialmente, per contenere i costi di start-up, conviene sicuramente aprire una ditta individuale, sopratutto se prevedi un fatturato, almeno per i primi anni di attività, non molto alto. Poi sicuramente se il fatturato cresce puoi valutare il caso di costituire una società e in questo caso conviene sicuramente una srl.

Vendita occasionale

La domanda che spesso mi viene fatta dagli utenti del mio blog che mi contattano e se devono obbligatoriamente aprire partita iva anche se incassano meno di 5.000 euro.

La risposta è si. Se vuoi essere in regola con il fisco e non avere brutte sorprese, devi aprire la partita iva prima di inziare l’attività!

Costo iscrizione camera di commercio

I costi sono davvero contenuti, circa 100 euro tra bolli e diritti da versare alla Camera di Commercio. Occorre anche aprire una pec dove ricevere tutte le comunicazioni dai vari enti.

Come si apre la partita iva?

Ormai tutte le pratiche di avvio attività vengono effettuate in via telematica inviando una  comunicazione unica al Registro Imprese della Camera di Commercio con la quale si chiede l’assegnazione del numero di partita IVA e si adempie agli obblighi di comunicazione verso l’Agenzia delle Entrate, SUAP e INPS.

Scia commercio elettronico  

Contestualmente all’inizio attività devi presentare la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) al Suap (sportello unico attività produttive).

Quanto costa la pratica per la scia?

Alcuni comuni applicano dei diritti di segreteria, altri invece nulla. Occorre quindi contattare il Suap del comune dove avviare l’attività o visitare il sito web dell’ente.

Iscrizione inps online

Bisogna obbligatoriamente aprire anche una posizione inps. L’iscrizione viene effettuata online, in un unica comunicazione indirizzata ai vari enti.

Regime fiscale e commerce

Attualmente esiste un regime fiscale che si chiama regime forfettario che consente di pagare solo il 5% di tasse. E’ inoltre possibile, dietro presentazione di apposita domanda di beneficiare di un regime agevolato anche per ciò che concerne i contributi inps da pagare.

Devi però rispettare dei requisiti; per verificare la sussistenza di tali requisti puoi contattarmi.

Commercialista e-commerce

In un attività simile capita spesso di effettuare vendite anche fuori Italia (UE o Extra-UE), acquistare in Europa o importare da paesi come la Cina. Per questo è importante affidarsi ad un commercialista esperto nella materia.

Se vuoi un consulto completamente gratuito prima di avviare l’attività contattami!

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